Studenti Uds: “Vogliamo spazi di aggregazione”. La catena umana FOTO foto

L’Unione Degli Studenti Piacenza organizza in data del 14, 15 e 16 novembre tre giornate di mobilitazione sul tema dei diritti, in ricorrenza del 17 novembre, data internazionale dello studente

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Fine settimana di mobilitazione per gli studenti piacentini aderenti all’Unione degli studenti (Uds). L’Unione Degli Studenti Piacenza ha organizzato, in ricorrenza del giornata internazionale dello studente di domani, da venerdì ad oggi tre giornate di mobilitazione sul tema dei diritti.

Oggi, alle ore 15.30 è partita dal liceo Respighi una catena umana che ha attraversato tutto il centro fino ad arrivare in Largo Baciocchi per trattare i tema degli spazi: “Vogliamo spazi di aggregazione giovanile, parchi e palestre – spiegano gli studenti. Insieme a Acqua Bene Comune, Legambiente, Comitato Pertite, Comitato Due Piazze: Cittadella e Casali.

Una manifestazione, sottolinea Uds, “per rivendicare la riappropriazione del “comune”, degli spazi che appartengono alla cittadinanza”. “Richiediamo luoghi fisici come gli spazi di aggregazione giovanile – affermano – (in particolare il dibattito è focalizzato attualmente sulla circoscrizione 2 in via XXIV Maggio), le palestre e il Parco Pertite, ma anche beni comuni come l’acqua. Stiamo assistendo al crollo della democrazia in una città dove non viene rispettata la decisione di 30 000 cittadini piacentini che hanno espresso in un Referendum la volontà di trasformare l’ex area della Pertite in un parco, in una città in cui l’attuale sindaco, in campagna elettorale, aveva firmato pubblicamente un documento in cui aveva dichiarato di attuare una variante al piano regolatore per realizzare il parco Pertite”.

“Siamo spettatori di un degrado della democrazia a livello nazionale, dove non viene rispettato il Referendum del 2011 sulla gestione dell’acqua, in cui più di 25 milioni italiani hanno votato per la pubblicizzazione della stessa. Non c’è più tempo per assistere inermi e passivi alla privatizzazione di beni comuni, come gli spazi, le aree verdi, l’acqua e i saperi, per assistere all’opera di sgretolamento della democrazia sia a livello locale sia a livello nazionale, a un potere e un interesse economico che è più forte del dettame popolare, a una sfiducia crescente nella classe politica dirigente, a una corrosione della partecipazione popolare e democratica alle scelte e alle decisioni che riguardano il popolo. Ribadiamo: “Spazi ai diritti””.

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