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Acqua, il comitato: “A disposizione dei sindaci per una scelta responsabile”

Pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato Acqua Bene Comune Piacenza. "Auspichiamo che la posizione di totale preclusione verso la gestione pubblica espressa dal recente articolo del neo segretario provinciale del Pd non trovi condivisione da parte di molti militanti e iscritti al Partito Democratico - si legge

Pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato Acqua Bene Comune Piacenza. “Auspichiamo che la posizione di totale preclusione verso la gestione pubblica espressa dal recente articolo del neo segretario provinciale del PD non trovi condivisione da parte di molti militanti e iscritti al Partito Democratico – si legge. Ancora: “”Siamo a disposizione di Consiglieri e Sindaci per una scelta motivata e responsabile”.

Acqua: il Comitato a disposizione di Consiglieri e Sindaci per una scelta motivata e responsabile
Auspichiamo che la posizione di totale preclusione verso la gestione pubblica espressa dal recente articolo del neo segretario provinciale del PD non trovi condivisione da parte di molti militanti e iscritti al Partito Democratico.

Confidiamo nel dibattito interno al partito, che ci auguriamo non manchi, in riferimento alla scelta del nuovo gestore del servizio idrico, a pochi giorni dalla riunione del Consiglio Locale di Atersir che rimette ai singoli Consigli Comunali l’approvazione della scelta della Spa mista e quindi dell’ingresso del privato nella gestione dell’acqua, nonostante il differente pronunciamento dei cittadini italiani con i referendum per l’acqua pubblica.

Come Comitato acqua bene comune di Piacenza, espressione locale del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, siamo disponibili con tutte le informazioni, le competenze e i contatti che abbiamo, anche a livello nazionale, a rispondere a dubbi e domande che Sindaci e Consiglieri si porranno nel difficile compito di votare con scienza e coscienza nei Consigli Comunali su una scelta che sono stati costretti a prendere in modo così affrettato e senza avere potuto approfondire loro stessi la materia ascoltando esperti in merito a come leggere i risultati dei due studi di fattibilità, interpretati come si è visto, in modi opposti da Piacenza e da Reggio.

Vogliamo pensare che, nonostante l’articolo del segretario PD, dai toni secondo noi inaccettabili nei confronti di chi esprime legittimamente il proprio dissenso nei confronti della scelta fatta, venga permesso a tutti anche all’interno del partito di fare ancora dei ragionamenti e non solo degli atti di fede o di obbedienza ad una linea già scelta senza neppure avere potuto comprendere bene se fosse veramente l’unica possibile.

Riprendendo l’invito della frase finale del segretario continuiamo, come abbiamo sempre fatto, ad offrire il nostro contributo costruttivo, convinti che i cittadini abbiano anche il diritto di criticare le scelte che vengono fatte, che riteniamo non rispettose dei principi sanciti dal referendum.

Nei nostri ultimi comunicati abbiamo illustrato i motivi della non sussistenza dei presunti ostacoli insormontabili alla gestione pubblica.

Il primo insormontabile ostacolo sarebbe “l’obbligo di sottoporsi alla disciplina del patto di stabilità”. Quasi che il patto di stabilità fosse una imposizione di carattere divino, e non qualcosa su cui il Governo sta decidendo in questi giorni con la legge di stabilità (e ci risulta che il PD sia al Governo).

Il secondo impedimento sarebbe legato all’esborso, da parte dei Comuni, dell’indennizzo da corrispondere al gestore. Come se i Comuni dovessero metterci  di tasca loro i  soldi  in contanti e non si trattasse invece di un costo finanziario che la nuova società pubblica potrebbe tranquillamente sostenere come avviene in tanti altri casi in Italia (soprattutto se il Governo non porrà sulle società “in house” assurdi vincoli che di fatto penalizzerebbero nuovamente tale tipo di affidamento, tradendo il risultato referendario come i provvedimenti dei precedenti Governi Berlusconi e Monti, già cassati dalla Corte Costituzionale).

Restando disponibili a fornire ulteriori ragguagli, aggiungiamo soltanto che troviamo a dir poco singolare che per far credere che la decisione che si sta prendendo sia rispettosa del referendum (che ha eliminato i profitti dalla gestione dell’acqua) si arrivi addirittura a raccontare di una Spa pubblico-privata che non avrebbe come obiettivo quello di produrre utili da distribuire ai propri azionisti.

La nostra determinazione a continuare a parlare di contenuti e a non cedere alla tentazione di rispondere alle offese che vengono fatte nei confronti di chi la pensa diversamente, è motivata dalla necessità di concentrarci sulla scelta più seria e responsabile rispetto al gestore del Servizio idrico, che se fatta a favore di una SPA mista, non potrà essere più messa in discussione per i prossimi 25 / 30 anni, a differenza della scelta di un’azienda speciale consortile di diritto pubblico, o di un affidamento “in house”.

Ci sono Comuni che devono votare già nei prossimi giorni: invitiamo Sindaci e Consiglieri a prendere contatti con noi per essere certi che la propria scelta sia davvero la più adeguata e rispetti appieno la volontà popolare sancita dall’esito referendario.

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