Quantcast

“Borgo Faxhall rischia di morire”, l’allarme dei commercianti FOTO foto

A farsene portavoce è Cesare Bertola, direttore del consorzio che raggruppa tutti gli esercenti del centro commerciale a due passi dalla stazione di Piacenza, durante l’audizione in commissione sul futuro dell’intero comparto.

Una richiesta d’aiuto avanzata in modo fermo, con una dignità e compostezza che non fanno altro che accentuare la situazione disperata in cui si trovano gli operatori di Borgo Faxhall. A farsene portavoce è Cesare Bertola, direttore del consorzio che raggruppa tutti gli esercenti del centro commerciale a due passi dalla stazione di Piacenza, durante l’audizione in commissione sul futuro dell’intero comparto. L’attesa autostazione non è mai stata realizzata, gli edifici residenziali sono rimasti invenduti, la situazione di degrado dell’area, spesso teatro di episodi di cronaca: tutti elementi che non concorrono ad attirare clienti a Borgo Faxhall.

“Parlo a nome di chi ha investito i risparmi di una vita in un progetto rimasto solo sulla carta – dice Bertola – e che ora si trovano messi alle strette non solo dal difficile contesto economico che sta colpendo tutti. Ho fatto il possibile per riqualificare la galleria, ho contattando personalmente anche nuovi imprenditori qualificati, di caratura internazionale, come l’Ikea danese (Jysk, ndr). Abbiamo organizzato mostre, iniziative culturali. Ma la situazione resta drammatica, e io non so per quanto tempo riuscirò a tenere queste persone, ormai pronte a tutto”.

“In questi anni le aree commerciali si sono deprezzate, chi aveva comprato il proprio spazio investendo centinaia di migliaia di euro. Adesso, se va bene, potrebbero essere rivenduti a 50 mila euro. Borgo Faxhall dovrebbe essere il biglietto da visita della città, a due passi dalla stazione e invece ci si comporta come chi, potendo vendere abiti di Valentino, preferisce addobbare le vetrine con sacchi di rifiuti”. 

A sostenere le posizioni di Bertola arrivano rispettivamente Giovanni Struzzola (Unione Commercianti) e Fabrizio Samuelli (Confesercenti). Struzzola parla chiaramente di danno d’immagine dell’intero centro commerciale, cui difficilmente si riuscirà porre rimedio. Samuelli, a proposito di investimenti e promesse non mantenute, ricorda come alla tabaccheria del centro commerciale fosse stata concessa un’autorizzazione particolare per poter vendere i biglietti degli autobus, proprio in vista dell’arrivo dell’autostazione. Autorizzazione poi revocata. 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.