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Fiom in sciopero giovedì. “Rischio di perdere comparti strategici”

E' tutto pronto anche nelle fabbriche piacentine per lo sciopero regionale di categoria di 8 ore indetto dalla Fiom Cgil per il prossimo 5 dicembre a Bologna

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E’ tutto pronto anche nelle fabbriche piacentine per lo sciopero regionale di categoria di 8 ore indetto dalla Fiom Cgil per il prossimo 5 dicembre a Bologna. “I temi al centro della mobilitazione sono di grande attualità anche sul territorio piacentino: i segnali di ripresa sono deboli e, quando si manifestano, sono incerti. Il vero problema è il rischio della perdita di comparti strategici della manifattura piacentina e nell’artigianato e nella piccola e media impresa” commenta Ivo Bussacchini, segretario generale Fiom Cgil di Piacenza.

Le rivendicazioni al centro della mobilitazione della Fiom, sono in piena coerenza con la più generale mobilitazione sindacale in atto sulla Legge di Stabilità avendo al centro principalmente i seguenti temi: rifinanziamento degli ammortizzatori sociali; rifinanziamento degli sgravi alle imprese che utilizzano i contratti di solidarietà e integrazione degli stessi all’80%; interventi urgenti di politica industriale e un rilancio degli investimenti pubblici e privati in grado di contrastare il processo di drammatica deindustrializzazione del Paese.

Le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici si mobilitano per rivendicare un piano di intervento economico e sociale di carattere straordinario che permetta di scongiurare il processo di deindustrializzazione del nostro paese e la privatizzazione di pezzi fondamentali della nostra manifattura, con la sola logica di fare cassa e senza nessuna prospettiva di medio termine. Siamo in una fase di ulteriore aggravamento della crisi ed è necessario difendere i posti di lavoro e la tenuta sociale, in parallelo la Fiom è convinta che si debbano creare dal basso le basi di una alternativa alle fallimentari politiche di austerità e a un modello di sviluppo sempre più in contraddizione con il benessere sociale e con la stessa democrazia. Riprogettare in termini universali il sistema di protezione sociale, sul piano della disoccupazione e della inclusione sociale dei giovani, per evitare che due generazioni vivano una condizione sostanziale di assenza di futuro.

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