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Il messaggio del Vescovo: “Lasciamoci illuminare dalla luce di Cristo”

Il vescovo, monsignor Gianni Ambrosio, come è tradizione ha inviato il suo messaggio Natalizio facendo gli auguri a tutta la Diocesi di Piacenza-Bobbio

Messaggio di Natale del vescovo monsignor Gianni Ambrosio ai piacentini, ecco il testo il integrale. A fondo pagina il video registrato a Palazzo Vescovile

Il Natale evoca sempre nei cuori sentimenti di bontà e desideri di fraternità e di pace: è come un ritorno alle sorgenti della vita. Tutto questo è bello e viene messo in rilievo da molti simboli della festa. Ma è necessario andare oltre, non fermarsi agli aspetti che rischiano di essere superficiali e nostalgici. Il Natale è molto di più. È innanzi tutto la nascita di Gesù. Nasce a Betlemme e sperimenta subito le difficoltà della vita. “Non c’era posto per loro” in un alloggio, in una casa, in una famiglia ospitale. Così è scritto nel racconto della sua nascita, così avvenne a Betlemme in quella notte. Quanta sofferenza in quella povera grotta, quanta trepidazione in quei cuori.

Vorrei collocare il mio augurio tra i sentimenti del cuore e il dramma dell’evento. Per avere così uno sguardo grande capace di vedere nell’oscurità della storia, uno sguardo profondo che arriva a riconoscere in quel bambino che nasce povero e fragile il volto della speranza per tutta l’umanità.

Il Natale è la speranza che illumina il cammino umano e riapre sentieri che conducono al futuro. Noi tutti, senza eccezione, ne abbiamo bisogno, perché stiamo camminando quasi nel buio, senza alzare lo sguardo dal momento presente, dall’interesse immediato, dai bisogni quotidiani. La lunga crisi economica è diventata così pesante non solo per ciò che sta causando come disoccupazione e come scadenze da pagare comunque, ma anche per il venir meno di una meta alta. La speranza non ignora il presente, lo vede nella sua realtà, con le sue ambiguità. Ma la speranza sa guardare avanti, al futuro di ciascuno e di tutti.

La speranza non è evanescente, vede vicino e guarda lontano. Vede e riconosce le difficoltà, le prove, le sofferenze, le tragedie. Rifiuta le illusioni, le troppe illusioni che feriscono in modo grave la nostra stessa umanità. Ma la speranza guarda lontano, alza lo sguardo e lo volge all’orizzonte per individuare la meta e stimolare il cammino verso ciò che veramente decide la nostra vita, la nostra umanità, la nostra fraternità.

Il Natale è molto di più. È mistero ed è annuncio. Nel segno di quel bambino che nasce nella povertà e nella debolezza, il cielo si apre. Nell’umanità di Gesù che nasce a Betlemme, si rivela l’amore di Dio, un amore che chiede di essere ospitato: così ci riconosciamo figli amati da Dio ed incamminati verso il nostro destino di felicità.

Il mistero del Natale invita alla semplicità e all’umiltà. Lasciamo da parte, almeno un po’, le nostre presunte sicurezze. Se apriamo la porta del cuore, se diventiamo ospitali, il volto di quel bambino ci illumina e ci dona la gioia. Allora il nostro cammino non sarà un cammino nella tenebra e nella solitudine. Quella luce e quella gioia riempiono tutto il nostro essere. Ma dobbiamo aprire la porta e poi ricordare subito che non possiamo tenere per noi questa luce e questa gioia, ma condividere questi doni con le persone che ci stanno accanto, in particolare con coloro che vivono il Natale nella povertà materiale e spirituale, nel dolore, nella condizione di emarginazione. La sorprendere vicinanza di Dio ci invita ad offrire un raggio, anche se tenue, della sua bontà, del suo amore.

Andiamo a Betlemme, a piedi, senza fardelli pesanti e senza pregiudizi. Andiamo a vedere con occhi nuovi, gli occhi dello stupore e della fede, come Maria, Giuseppe e i pastori. Andiamo con le mani aperte per accogliere l’amore di Dio che ci è donato nella tenerezza di un bimbo appena nato.
Auguro a tutti di poter camminare verso Betlemme e di essere toccati da questo amore di Dio che illumina e avvolge. A tutti sia data la grazia di occhi capaci di contemplare, di guardare avanti. A tutti sia elargita la speranza per riprendere con slancio il cammino. Con un cordiale e fraterno augurio. 

+ Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio

IL VIDEO

“La festa del Natale, come dice spesso il nostro papa Francesco, suscita sempre sentimenti di bontà e di tenerezza – ha detto il vescovo, mons. Gianni Ambrosio che, come è tradizione, stamane ha pronunciato il suo messaggio Natalizio facendo gli auguri a tutta la Diocesi di Piacenza-Bobbio -. Nello stesso tempo quella nascita che avviene là, a Betlemme, manifesta subito anche il dramma: non c’era posto per Gesù, per Giuseppe e Maria, negli alberghi o in una casa ospitale”.

ASCOLTA IL VESCOVO MONS GIANNI AMBROSIO:

Proprio pensare a quel dramma, che avvenne più di 2000 anni fa, deve insegnare tanto agli uomini di oggi. “Noi siamo invitati – ha detto mons. Ambrosio – a tenere nel cuore tutti i sentimenti buoni che il Natale suscita e, nel contempo, avere uno sguardo amplio e profondo che sa riconoscere le difficoltà della vita. E’ uno sguardo che sa leggere, nei drammi dell’esistenza, una scintilla di luce perché nel volto di quel Bambino che nasce là, nella stalla, vi è l’inizio della speranza, un sentiero di vita nuova”

Ecco, allora il Mistero del Natale. “Siamo invitati ad aprire il cuore, perché ci sia posto per Lui nella nostra vita – ha spiegato – perché quel Bimbo ci parli dell’amore di Dio, della tenerezza del Signore”. “Non siamo soli, siamo sempre accompagnati – ha sottolineato -. Come ben sappiamo molte persone vivono sofferenze, disoccupazione e, nonostante questi aspetti negativi della nostra vita, abbiamo la possibilità, con l’aiuto del Signore di guardare avanti. E’ davvero festa di speranza quella che celebreremo con il Natale”.

Mons. Ambrosio sprona tutti i cristiani “ad andare a Betlemme”, a “lasciare da parte le presunzioni”, a guardare con i occhi nuovi “l’umiltà di quel Bimbo che è venuto sulla terra per condividere la vita umana anche nelle sofferenze e nella morte”. “Andiamo a Betlemme con umiltà e semplicità con le mani aperte per accogliere il dono di Dio, il dono della vita, della pace e della speranza”. E’ un’operazione spirituale che permette “di riprendere il cammino della vita con speranza, con quel coraggio e slancio per superare le difficoltà dell’oggi”.

“Sia davvero – ha concluso – un Natale di gioia e speranza per tutti, in modo particolare per tutti coloro che non trovano l’amicizia, la solidarietà, che vivono nella solitudine e nell’abbandono. Ricordiamo in modo particolare le persone più abbandonate e chi ha maggiormente bisogno della nostra solidarietà. Ogni cristiano deve ricordare che il dono di Cristo non va tenuto per sè, lo deve mettere a disposizione dei fratelli. Buon Natale”. 

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