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Immobili A1, Confedilizia: “Numeri senza criterio e discriminazioni fiscali”

"A Piacenza - spiega l’associazione - sono 227 mentre a Parma 33. Una situazione paradossale, derivante dalla caratteristica – per zone censuarie, in gran parte comunali – del nostro Catasto"

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“La legge di stabilità 2014, in discussione in questi giorni nei due rami del Parlamento, continua a discriminare tutti gli immobili compresi nelle categorie catastali A1, A8, A9,
colpendoli fiscalmente senza considerare le loro reali caratteristiche né la loro individuazione sul territorio”.

L’attacco arriva da Confedilizia Piacenza. “Per quanto riguarda, in particolare, gli immobili A1 (“Abitazioni di tipo signorile”) – si legge in una nota -sottolineiamo ancora una volta, come tale discriminazione sia ulteriormente aggravata dal fatto che gli stessi vengano puntualmente confusi con gli immobili “di lusso”, le cui caratteristiche sono invece stabilite non dalla categoria catastale ma da un apposito decreto del 1969. Confedilizia nazionale ha peraltro diffuso gli ultimi dati disponibili riguardanti gli immobili in discussione suddivisi sia per provincia che per capoluogo di provincia. I numeri variano enormemente tra minimi e massimi, con differenze sorprendenti anche tra territori del tutto simili per estensione e numero di abitanti, prive di alcuna logica applicazione”.

“Valga per tutti l’esempio proprio della nostra città in cui gli immobili classificati A1 sono 227 mentre a Parma (città a noi vicina e sempre utilizzata come termine di paragone) 33(!!?). Si pensi che a Venezia sono 224 in tutto. Ancora meno in tutte le altre città italiane, capoluogo di provincia, ad eccezione di Genova, Firenze, Napoli, Milano, Torino, Roma, Trieste, Prato, Como, Brescia, Biella. A Bologna, nostro capoluogo di regione, sono 85. Le cose non vanno meglio nel raffronto tra province. Anche in questo caso nel nostro territorio vengono classificati in A1 ben 294 immobili, mentre nella provincia di Parma solo 35 ed in quella di Bologna 92. Siamo in presenza – com’è dato vedere – di una situazione paradossale, derivante dalla caratteristica – per zone censuarie, in gran parte comunali – del nostro Catasto”.

“Questa discriminazione – proseguono – trova piena attuazione anche nella nostra città per il fatto che, oltre che con l’esclusione dalla sospensione dal pagamento dell’Imu prima casa operata dal Governo, i proprietari di prime case classificate in A1 devono fare i conti con l’aliquota maggiorata del 6 per mille fissata dal Comune di Piacenza, il quale si rende così complice di una situazione di carico fiscale per i proprietari di immobili ormai divenuta insopportabile, come ormai da troppo tempo Confedilizia (quasi sempre essa sola) denuncia a gran voce. Per quanto riguarda invece gli immobili accatastati in A8 (“Abitazioni in ville”) e A9 (“Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici e storici”) è evidente che considerarli “di lusso” vuol dire non tenere conto dei costi che in molti casi questi beni comportano anche solo per tenerli in piedi. E’ una discriminazione che non regge e che configura anche una penalizzazione della nostra cultura e del nostro patrimonio monumentale”.

L’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia di Piacenza “auspica quindi (e per questo fa appello ai senatori e deputati eletti nel nostro territorio) che, nel corso dell’esame parlamentare della legge di stabilità di cui s’è detto all’inizio, la discriminazione quivi denunciata venga eliminata, riportando ad equità e ragionevolezza un trattamento fiscale che la proprietà immobiliare non è più in grado di sopportare”.

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