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Jazz e classica insieme, lo stupore della musica al Verdi foto

Grande successo nella serata del 6 dicembre al Teatro Verdi di Fiorenzuola, in occasione del concerto per due pianoforti “La musica classica incontra il Jazz” di Andrea Bacchetti per la classica e Andrea Pozza per il jazz

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Grande successo nella serata del 6 dicembre al Teatro Verdi di Fiorenzuola, in occasione del concerto per due pianoforti “La musica classica incontra il Jazz” di Andrea Bacchetti per la classica e Andrea Pozza per il jazz. Bacchetti introduce l’evento suonando un brano di Bach, si aggiusta gli occhiali, ondeggia la testa e suona divinamente, dopo l’applauso segue Pozza in un brano jazz. Bacchetti volge lo sguardo verso il pubblico e fa un cenno agli spettatori, quasi meravigliato di vederli così numerosi. Pozza dimostra grande abilità anche nel genere classico, interpretando un pezzo di Verdi contestualizzato a New Orleans: “Se fosse stata colonia italiana, si sarebbe suonato Verdi in chiave jazz”. “Mi ha fatto la sorpresa” – dice ironicamente l’amico Bacchetti, poiché vede il jazzista cimentarsi nel genere classico.

Poi, i due suonano un brano contemporaneamente, insieme scivolano tra una nota e l’altra con disinvoltura, quasi scherzando. Assomigliano a vecchi amici che provano un nuovo gioco. L’abbinamento è in perfetto equilibrio, un vero e proprio impasto originale di musica, tra jazz e classica. Sul palco c’è la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, la voglia di sconfiggere quel muro che tiene separati classicisti da jazzisti, la voglia di distruggere la continua ostilità che “lega” gli esponenti dei due generi.

“Per imparare un brano di Mozart impiegherei sette mesi” – afferma Pozza – “io non mi attengo a nessuna base fissa, per questo Bacchetti ha difficoltà: lui vuole imparare variazioni, ma questa è arte improvvisata”. Indica poi i foglietti che Bacchetti tiene nascosti nel pianoforte, segnati da piccoli suggerimenti del genere contrapposto. Entrambi sono maestri, ma nel suonare insieme nessuno prevale sull’altro, essi mantengono la loro indipendenza e insieme si fondono.

La grandiosa novità è “l’innovazione” che attira il pubblico, incanta, persuade, appassiona anche chi è più conservatore. Dopo un intermezzo di Chopin Studio sui tasti neri, Pozza accarezza il piano con brani natalizi. Segue poi Bacchetti con Debussy e Suite francese in sol maggiore di Bach. Pozza continua a creare, non si ferma, sfocia in melodie armoniche e ballabili, interpreta con maestria le fondamenta del jazz e Bacchetti non osa interromperlo.

Tra una Consolazione di Liszt e “Non ha significato se non ha swing”, spunta un’invenzione dei due maestri composta ad hoc per gli spettatori: “Blues per Fiorenzuola”. Bacchetti con audacia sperimenta musica jazz, quasi fosse un maestro del genere. Si insinua Pozza, insieme i pianisti colorano, giocano con grande inventiva e originalità. Si confrontano in un finale pizzicato dai due generi e con un omaggio natalizio. Bacchetti e Pozza intrattengono poi gli spettatori, autografando i propri cd e dialogando con ironia e serenità. Due geni, due anime che insieme non potrebbero far altro che stupire suonando.

Valentina Barbieri

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