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“La mia storia di volontario”. Al Gotico la giornata delle associazioni foto

Prospero Cravedi, di professione fotografo, ci racconta la sua storia di volontario e quella di due piacentini che hanno scelto di lavorare nel mondo della cooperazione internazionale

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A Palazzo Gotico si svolge la festa del volontariato organizzata dallo Svep di Piacenza che vede impegnate tante associazioni piacentine in svariate attivita di volontariato. Prospero Cravedi, di professione fotografo, ci racconta la sua storia di volontario e quella di due piacentini che hanno scelto di lavorare nel mondo della cooperazione internazionale e con la loro opera fanno onore alla nostra città, Robertone Gandolfi e Lavinia Lommi.

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Vi racconto come ho iniziato, nel lontano 1981, quando al seguito di Don Vittorione andai in Uganda per portare aiuto a parte della popolazione, specialmente nella parte nord del paese affamata e colpita dal colera che stava decimando bamini e anziani. Un viaggio terribile che intrapresi con lo spirito di fotoreporter, convinto di fare un reportage di guerra, ma che giorno dopo giorno mi fece cambiare idea. Scattai molte foto, ma scaricai pure tanti sacchi di riso e scatoloni di viveri, dal sapone ai medicinali, facemmo cuocere quintali di riso in grossi pentoloni per diversi giorni per sfamare migliaia di bambini e anziani ridotti a scheletri viventi.

Poi negli ospedali, per portare coperte medicine e altri viveri, con ammalati senza letto, cure mediche, e un minimo di igiene. Ecco perchè la macchina fotografica la usavo solo il minimo indispensabile per documentare la situazione drammatica di questa popolazione. Il viaggio duro’ una quarantina di giorni, sempre in una situazione di grande tensione e di pericolo estremo, con posti di blocco militari continui, e citta’ con il coprifuoco e continue sparatorie, ma tutto questo per e me e per il gruppo di don Vittorione era secondario, oramai pensavamo solo ai tanti che avevamo aiutato e ai molti che non abbiamo potuto raggiungere e che sicuramente sono morti.

Sapevamo che il nostro aiuto era solo una goccia nel mare, ma con la speranza, quella di poterlo un giorno riempire. Quel viaggio e’stato solo il primo di molti viaggi fatti in Uganda sempre al seguito di Africa Mission, fondata da Vittorione, tanti altri camion da scaricare, senza mai chiedere, ma dando una mano, ho continuato a fare foto per documentare la nostra attività, con le mie foto abbiamo organizzato mostre a Piacenza e in diversi citta italiane, per raccoogliere fondi, per aiutare queste popolazioni, che ha ancora tanto bisogno, anche se la denutrizione e le malattie sono sono sempre un problema grave, ma non drammatico come trenta anni fa, anche perche’ la goccia nel mare si e’molto allargata.

Ora serve lavorare su progetti piu’ampi come scuola e agricoltura, servono giovani volontari che diano molto senza chiedere, che diventino parte di un progetto di cooperazione totale. Durante i miei viaggi mi sono sempre domandato, perchè tanti giovani anche piacentini che vivono nell’incertezza senza nessuna prospettiva, non scelgono di fare il volontariato con le tante ong che operano nel mondo per fare una esperienza di questo genere, non pensando solo ai soldi, ma al valore di fare qualcosa d’importante nella vita che poi servira’ sempre.

In pratica nei miei viaggi in questi 30 anni ho passato piu’ di quattro anni della mia vita – una piccola parte – ma che mi ha fatto conoscere tanta gente e tanti problemi, e quando da diversi anni, sempre in estate, vado a fotografare i ragazzi che con Kamalaf – l’associazione sostenuta dal comune di Piacenza – partono per paesi africani e sudamericani in viaggi brevi di studio e volontariato, sono oroglioso ed è un po’ come come se partissi io. Ma quando sento che quasi nessuno ha continuato questa esperienza, capisco che qualcosa non funziona.

Nei miei viaggi in Uganda ho avuto il piacere e posso dire l’onore di lavorare insieme a due piacentini che fanno onore alla nostra città per il loro impegno di volontariato in Africa: Robertone Gandolfi, gia’ premiato con l’Angil dal Dom per la sua opera che sta svolgendo oramai da piu di 20 anni in questo paese, un vero gigante di bonta e di operosita’, che ha abbandonato le colline di Tavazza di Carpaneto al seguito di Vittorione non si e’piu mosso, se non per brevi vacanze. L’ultima volta che l’ho visto era per l’inaugurazione di un nuovo separto pediatrico di 100 posti letto, reparto praticamente costruito da lui e dai suoi operai locali e che non ha niente da invidiare ai nostri ospedali.

E poi Lavinia Lommi, anche lei di Carpaneto ,giovane trentenne con diversi studi universitari in Italia e all’esterio su materie di cooperazionee sviluppo, praticamente specializzata sui problemi dei bambini militari e bambini di strada. Ha fatto volontariato per circa tre anni con Africa Mission, ora ha un incarico con una organizzazione del Onu in Congo ha Kinshasa, dopo avere passato altri due anni in zone di guerra. Questa e la mia lunga storia di volontariato sempre convinto di avere dato poco ma ricevuto tanto.

Prospero Cravedi

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