Quantcast

Le quattro stagioni con Spellbound Contemporary Ballet FOTO foto

Lo spettacolo, che ha debuttato nel 2010, comprende sia l’omonima partitura di Antonio Vivaldi e sia le interpolazioni musicali originali di Luca Salvadori

Debutto domenica pomeriggio sul palcoscenico del Municipale, per il secondo appuntamento con la Stagione di Danza 2013-2014 della Fondazione Teatri di Piacenza realizzata in collaborazione con Aterdanza, di Spellbound Contemporary Ballet la compagnia di balletto italiana guidata dal coreografo romano Mauro Astolfi che metterà in scena Le quattro stagioni.

Prodotto con il contributo del Ministero poer i beni e le Attività Culturali in collaborazione con il Teatro Verdi di Pisa, lo spettacolo, che ha debuttato nel 2010, comprende sia l’omonima partitura di Antonio Vivaldi, i primi quattro concerti per violino della raccolta Il cimento dell’Armonia e dell’Inventione (1725), e sia le interpolazioni musicali originali di Luca Salvadori, «frammenti musicali» che potenziano la vita significativa di alcuni dettagli secondo una forza «evocativa più che esplicativa: suggestioni in luogo di spiegazioni». Nessuna gerarchia né incidentalità tra i due mondi sonori, ma un incontro dialettico, che trova il suo compimento nell’immaginario danzato dei corpi in movimento a cui il credo coreografico di Astolfi garantisce un’altrettanta sistematica continuità.

Un’operazione sonora e coreografica di grande impegno. Da una parte, la visione ciclica, la temporalità cui allude la composizione musicale, insieme alla dimensione di concerto che si abbina all’idea di una partitura pionieristicamente descrittiva della natura e delle azioni del mondo. Dall’altra, la dimensione spaziale, proposta dal set concept del coreografo, insieme alle suggestive luci disegnate da Marco Policastro e le fluide elaborazioni video di Enzo Aronica, che nell’insieme inscrivono invece una vera e propria autonoma e riconoscibile drammaturgia nei corpi dei danzatori.

La struttura a forma di casa che si impone nello spazio visivo come una vera e propria estensione dei corpi dei danzatori, assume qui una dimensione quasi fisica. Questa pelle del mondo, nel vorticare del suo asse di equilibrio, secondo appunto lo schema corporeo, raccoglie la luce e trasforma le azioni, affinché la percezione del movimento riconosca il sistema che lo presiede: quello della trasformazione permanente. Perché solo attraverso questo sistema è possibile raccontare gli elementi che compongono il cosmo in cui tutto esiste e consiste.

Forse, in questo lavoro di Astolfi si cela anche una personale idea di arte contemporanea. E in una accezione che sembra trascendere ragioni stilistiche o di genere, ma che indica più profonde richieste a livello formativo e relazionale, perché il movimento rivela la persona, immediatamente. Astolfi si interroga allora sull’idea di contemporaneità, ponendo la questione del tempo presente, della temporalità in movimento, secondo quella necessità che lui considera per il suo lavoro come «un aggiornamento e una evoluzione costanti». Si tratta, dunque, di «una modalità che non conosce stasi e che riconosce nei propri obiettivi la ricerca costante di una crescita globale».

Spellbound Contemporary Ballet è una formazione italiana guidata dal coreografo romano Mauro Astolfi. I suoi lavori sono spesso ispirati a precise linee narrative disegnate anche in modalità astratte ma sempre in rapporto a un movimento di forte suggestione teatrale. Spellbound è una compagnia nata a cavallo tra il 1994 e il 1995, ma nel 2011 ha esteso il suo nome ‘storico’ con l’accezione di Contemporary Ballet. In questo cambiamento si precisa anche una poetica, oltreché l’esigenza di uno stile. Da una parte, l’espressione di una danza che si offre al pubblico con un vocabolario ampio e in continua sperimentazione, dall’altra la coerente conferma di una forza, di una convinzione in una personale «filosofia professionale» praticata come in costante evoluzione.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.