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Morgan a Sarmato, lo spettacolo non convince FOTO foto

Morgan esce con il suo amato look dandy, canta su base registrata sul dispositivo Apple che arricchisce con la sua voce o con la tastiera; tra vecchie glorie, sue e dei Bluvertigo, e rivisitazioni di celeberrime canzoni come "Personal Jesus" dei Depeche Mode o "Un giudice" di De Andrè

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Non una parola con i giornalisti. Legittimo, ma forse lo staff della discoteca “Glam” di Sarmato avrebbe potuto comunicarci molto prima delle 3 (invece di ripeterci “L’intervista si farà dopo il concerto”) che l’eclettico polistrumentista Morgan, ospite della serata di sabato, non era proprio intenzionato a rispondere alle nostre domande. Niente domande su “X Factor”, quindi. Sul fattore “M” (Michele, Morgan, Mika) che ha dominato l’edizione caratterizzata da grandissimi ascolti. Oppure sul nuovo singolo “Spirito e Virtù”. O, ancora, sull’album in uscita.

Non ci resta che parlare brevemente di uno spettacolo, il “Play set show”, decisamente poco esaltante. L’ex frontman dei Bluvertigo arriva nel locale in ritardo rispetto alla tabella di marcia: non alle 22.30, come segnalato dal suo sito, ma oltre la mezzanotte, all’1 circa. Da allora passa un’altra mezz’ora: “Si sta truccando” – ci spiegano. Così il suo Ipad viene portato sul palco all’1.30. Morgan esce con il suo amato look dandy, canta su base registrata sul dispositivo Apple che arricchisce con la sua voce o con la tastiera; tra vecchie glorie, sue e dei Bluvertigo, e rivisitazioni di celeberrime canzoni come “Personal Jesus” dei Depeche Mode o “Un giudice” di De Andrè.

Solo pochi fedelissimi sono rimasti sotto al palco sino alla fine del concerto. L’esibizione, evidentemente, non ha coinvolto in pubblico: la pista si è svuotata presto e qualcuno lo ha pure contestato (nella speranza di continuare a ballare a suon di musica house) ricevendo dal cantautore risposte piccate. Molto meglio ricordare l’epilogo del concerto che  Morgan (allora meno icona pop e più raffinato cantautore) tenne nel 2006, nell’ambito del “Cavaliere Azzurro Festival” in un Palazzo Farnese gremito; un’autentica pioggia di applausi.

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