Omicidio Castello, la difesa: “Maria Cristina dipendente dal gioco”

Maria Cristina Filippini presenta una dipendenza patologica da gioco d’azzardo. E’ in sintesi quanto contenuto nella relazione prodotta dal consulente della difesa sulle condizioni della donna rea confessa dell’omicidio della madre Anna giuliana Boccenti

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Maria Cristina Filippini presenta una dipendenza patologica da gioco d’azzardo. E’ in sintesi quanto contenuto nella relazione prodotta dal consulente della difesa sulle condizioni della donna rea confessa dell’omicidio della madre Anna Giuliana Boccenti, trovata morta soffocata all’interno della propria abitazione di Castelsangiovanni il 4 febbraio scorso.

La relazione, eseguita dal dottor Matteo Pacini, psichiatra e docente di Medicina delle Dipendenze, è stata acquisita questa mattina durante l’udienza preliminare in Tribunale a Piacenza, nel corso della quale i legali difensori della Filippini, Elena Marzi e Alessandra Salvadè, hanno chiesto il rito abbreviato per la loro assistita, condizionato alla produzione della relazione sulle condizioni psicopatologiche della donna al momento del fatto e all’audizione dello stesso Pacini, che sarà ascoltato il prossimo 14 gennaio. Maria Cristina Filippini era presente in aula: “Era provata”, spiegano i legali.

L’OMICIDIO – La donna, al termine di un lungo interrogatorio di fronte al pubblico ministero Emilio Pisante aveva confessato di aver ucciso la madre adottiva, soffocandola nel letto di casa.  Diversi gli elementi che avevano portato sulla pista familiare i carabinieri del nucleo investigativo: decisivo era stato il recupero presso un negozio di compravendita di oro di una catenina sottratta all’anziana. Debiti di gioco legati alle giocate al videopoker, e la necessità di reperire denaro per saldarli, sarebbero il movente dell’omicidio.

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