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Paoloni (Sap): “Spy-pen legittime”. Chiaravalloti (Siap): “Rispetto della legge”

Pubblichiamo la lettera aperta di Stefano Paoloni (Sap) a Sandro Chiaravalloti (Siap).

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Pubblichiamo la lettera aperta di Stefano Paoloni (Sap) a Sandro Chiaravalloti (Siap). “La spy-pen, lo abbiamo detto più volte, è prima di tutto una provocazione per suscitare a tutti i livelli della nostra società la consapevolezza che i poliziotti e gli operatori delle forze dell’ordine non si sentono adeguatamente tutelati dal sistema che sono chiamati a difendere – si legge. Ancora: “Sono certo che anche tu, se accusato ingiustamente, non esiteresti a far uso di una registrazione che ti scagionasse da ogni addebito anche se la fonte della registrazione non ti fosse stata fornita dall’Amministrazione”. La lettera è una risposta alle dichiarazioni di Chiaravalloti del 22 dicembre (LEGGI); tempestiva la risposta di Chiaravalloti: “La polizia di stato deve fornire sicurezza nel pieno rispetto della legge e dei diritti di tutti, altrimenti diventa altro”.

IL TESTO:

Lettera aperta al Segretario Regionale del SIAP Chiaravalloti,

ho avuto modo di leggere le tue dichiarazioni di stampa del 22 dicembre in merito alla campagna proposta dal SAP e denominata “Chi difende i difensori?” attraverso la quale stiamo denunciando la difficile condizione che gli operatori delle forze dell’ordine stanno vivendo in merito alle scarse tutele che il sistema gli riserva.

Un poliziotto non adeguatamente supportato e sostenuto è un professionista che non potrà svolgere il proprio dovere con la doverosa serenità necessaria per affrontare certi tipi di interventi per i quali è richiesta particolare attenzione e accortezza. E’ importante che al più presto vengano previste per legge adeguate garanzie funzionali, protocolli operativi e dotazioni efficienti e coerenti con le finalità istituzionali delle forze dell’ordine.

La spy-pen, lo abbiamo detto più volte, è prima di tutto una provocazione per suscitare a tutti i livelli della nostra società la consapevolezza che i poliziotti e gli operatori delle forze dell’ordine non si sentono adeguatamente tutelati dal sistema che sono chiamati a difendere. Non solo, la spy-pen come ogni altro strumento di video-fono-registrazione, è anche un mezzo lecito che tutti possono utilizzare liberamente per cristallizzare un evento di cui sono stati testimoni.

Forse non lo sai ma molti colleghi questi apparecchi se li sono già comprati e ne fanno regolarmente uso. Non so dove tu lavori o dove ti sia informato ma le registrazioni in questione non possono assolutamente essere considerate intercettazioni ma anzi, il nostro ordinamento e la giurisprudenza in materia, le ritengono valide fonti di prova e ciò è stato ribadito più volte con sentenze di Cassazione.

Di certo non pensiamo di risolvere tutti i problemi dei poliziotti con la spy-pen però oltre al grande sostegno che tutti i cittadini in ogni città ci riservano, ad oggi che il nostro percorso è appena iniziato, prendiamo atto che la Giunta Regionale dell’Emilia Romagna si è impegnata a sostenere una iniziativa legislativa parlamentare per fornire gli operatori delle forze dell’ordine di apparecchiature che video-fono registrano.

Caro Chiaravalloti, dopo le tue dichiarazioni del 2002 e dopo il convegno di Ferrara non mi risulta che si sia mossa foglia, però noi non abbiamo ritenuto di criticare le tue posizioni perché ogni contributo, anche se poi risultato vano, è certamente utile e apprezzabile quando indirizzato ad un buon fine.

Ti dico con grande sincerità che dichiarazioni come le tue non me le sarei mai aspettate da un rappresentante dei poliziotti ma più da chi ha animo anarchico e antagonista. Spero che tu non sia d’accordo anche con il numero sui caschi? Credo che sia importante lavorare tutti assieme per far si che i cittadini e la società conoscano la nostra condizione di lavoro e pertanto si possa individuare un percorso finalizzato a migliorare le garanzie funzionali per i nostri colleghi. Nel frattempo noi tenteremo di dotare tutti i nostri associati di questo strumento di video-fono-registrazione in modo tale che se accusati ingiustamente potranno difendersi in modo adeguato senza ricorrere al proprio patrimonio personale per pagare spese legali per anni e subire tutta una serie di ripercussioni negative, che ben dovresti conoscere, sul percorso di carriera.

Sono certo che anche tu, se accusato ingiustamente, non esiteresti a far uso di una registrazione che ti scagionasse da ogni addebito anche se la fonte della registrazione non ti fosse stata fornita dall’Amministrazione.


Il Segretario Nazionale Stefano Paoloni

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LA RISPOSTA DI CHIARAVALLOTI:

Caro Paoloni
Sono ben lieto di aver ottenuto un confronto democratico e pubblico sulla vostra iniziativa che per certi punti di vista, trovo grottesca in quanto, guarda caso, come altre vostre iniziative, vengono effettuate nel periodo di tesseramento. Lo sappiamo, nel periodo di tesseramento, spuntano regali ricorsi ecc…. o, come lo chiamiamo nel nostro ambiente: Nel periodo di vendemmia. Mi ricordo una altra campagna vostra, sempre in questo periodo, sui suicidi dei colleghi, dopo che io mi ero esposto per un suicidio avvenuto in questa città , con raccolta firma per una inchiesta parlamentare. Dove sono finite le firme dei cittadini? Se non sbaglio, contraddicimi se non è vero, le lettere lasciate nel pc dal collega suicida, vostro rappresentate sindacale, le ho inviate Solo io al capo della Polizia e al Ministro dell’interno. O Sbaglio? Dove è l’inchiesta parlamentare? Vedi, caro Paoloni, chiediamo all’amministrazione di esporsi e dire se questa benedette penne si possono o no usare, fatelo, fatelo dire ai Questori. Fatelo dire all’amministrazione se è legale utilizzare una penna per registrare i cittadini a loro insaputa e utilizzare il contenuto a proprio piacimento. Del resto, lo spray al peperoncino è di libera vendita – getto inferiore ai tre metri – e l’amministrazione solo ora lo sta sperimentando. È chiaro , quindi, che lo sperimenta prima di adottare un protocollo di utilizzo , così come deve essere per una polizia democratica e al servizio del cittadino. La polizia di stato deve fornire sicurezza nel pieno rispetto della legge e dei diritti di tutti, altrimenti diventa altro. Mi è stato riferito che qualche procuratore avrebbe espresso alcune perplessità sulla cosa, mi informerò meglio! Mi è stato riferito che un vostro rappresentate sindacale, durante l’assemblea , ha espresso forte perplessità . Non si può esporre le proprie perplessità e non passare per anarchico? Non esistete solo voi del Sap in questo Pianeta. Voglio una telecamera che abbia protocolli di utilizzo e che dia garanzie al Poliziotto e al cittadino. È sbagliato lottare per questo? Bisogna lottare affinchè un poliziotto possa fare quello che vuole? Bisogna dare un indirizzo sbagliato ai poliziotti e farli sentire onnipotenti per poi farli commettere abusi ed errori dei quali poi pentirsi amaramente? Bisogna fare in modo che i cittadini abbiano paura di noi? No, grazie, io voglio difendere i colleghi nel pieno rispetto dei diritti dei cittadini che siamo tenuti a servire in quanto anche noi cittadini tra i cittadini . E iniziative come queste, ci allontanano dal cittadino e dal mondo del lavoro . Il corporativismo non mi appartiene. Nel convegno di Ferrara, dove mi sembra Tu abiti e lavori, è emerso che la cosa migliore che si possa fare per avere il consenso della gente è l’assoluta trasparenza e voi, a mio parere, con questa iniziativa inducete i colleghi a sbagliare e ledete i diritti dei cittadini ai quali, lo ripeto, dobbiamo garantire trasparenza e fiducia.
Concludo, rilevando che La Tua cortese risposta, come prevedevo, contiene passaggi personalistici che rispedisco al mittente, come paragonarmi ad un antagonista o anarchico . Cerca di non personalizzare e di non avventurarti in percorsi tortuosi e offensivi perché io, al contrario di te, non voglio minimamente offenderti o paragonarti a nessuno se non a te stesso che ben rappresenti. Buon Anno Collega a te a al segretario Provinciale del sap .

Il Segretario Generale provinciale SIAP
Sandro Chiaravalloti

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