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Quale destino per Borgo Faxhall: “Alla ricerca di una soluzione per i bus”

Inizia la discussione in commissione consiliare a Piacenza sullo stato attuale e futuro dell’area su cui sorge Borgo Faxhall, proposta avanzata dai consiglieri di minoranza

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In commissione consiliare a Piacenza la discusssione sullo stato attuale e futuro dell’area su cui sorge Borgo Faxhall, proposta avanzata dai consiglieri di minoranza, tra i quali Erika Opizzi dei Fd’I. Sono presenti anche i rappresentanti delle associazioni del Commercio, oltre a Ettore Fittavolini, presidente dell’associazione Pendolari Piacentini.

L’area di Borgo Faxhall non ha avuto lo sviluppo promesso, e sia Paolo Garetti (lista Sveglia) sia Filiberto Putzu chiedono quali siano gli obblighi (anche legali) ancora in capo al Comune.

Marco Tassi (Pdl) fa presente come il futuro di Borgo Faxhall si intrecci strettamente alla nuova autostazione dei bus, e quindi sarebbe necessario prima chiarire quando si procederà alla demolizione della stazione in piazza Cittadella. Andrea Gabbiani del M5S ricorda inoltre la complessità urbanistica dell’area.

Risponde l’assessore Silvio Bisotti. ’Borgo Faxhall non è delimitato dalla sola stazione Marconi, ma è compreso tra piazzale Roma, via dei Pisoni e Torricella. Questo e’ il comparto oggetto della convenzione stipulata nel 1996. Quell’accordo prevedeva che proprio qui venisse spostata la stazione dei bus extraurbani. Tutte le ipotesi di lavoro successive sono state condizionate da questa premessa’.

’L’amministrazione ha due temi da affrontare: una convenzione che non è mai stata completata e che vede come controparte Coemi Properties. L’intesa prevedeva uno scomputo degli oneri di urbanizzazione di 6 miliardi di lire (siamo nel 1996), oppure la realizzazione di opere del valore di 11 miliardi di lire. La convenzione e’ ancora valida. Questa amministrazione e le precedenti hanno dovuto quindi affrontare diversi problemi: i vincoli imposti alle urbanizzazioni vicine alla stazione l’originaria destinazione nel vallo della stazione dei bus ora non è più sufficiente, e gli edifici residenziali realizzati non sono risultati essere commercialmente appetibili.

I responsabili della galleria commerciale Borgo Faxhall mi fanno inoltre presente in maniera continua la situazione di crisi in cui versa. Non solo di carattere economica, ma anche di contesto che rischia di essere molto degradato: gli spazi commerciali continuano a cambiare e non sono ben frequentati. Una situazione ben presente all’amministrazione comunale.

Le nostre esigenze sono quindi quelle di trovare una soluzione per la stazione dei bus, cercare di tutelare non tanto le necessità commerciali della Galleria, ma il suo valore sociale e di biglietto da visita della città, aumentare gli spazi a disposizione dei pendolari.

I tempi per l’apertura di un contenzioso nei confronti di Coemi Properties rischiano di sforare rispetto alla volontà di risolvere velocemente la questione: tra ricorsi e contro ricorsi rischiamo di bloccare tutto. La proprietà ha tempo ancora un anno per adempiere gli obblighi. Al momento non c’è nulla di impugnabile, se non imbarcandoci in una lunga azione legale come ho già detto.

Abbiamo comunque alcune ipotesi su cui stiamo lavorando: c’è la possibilità di realizzare l’autostazione di fianco al blocco A di Borgo Faxhall, rispetto all’area già realizzata. Si pone il problema di trovare in altri posti per i parcheggi. Questa soluzione consentirebbe di salvaguardare la viabilità, con l’ingresso in via dei Pisoni.

Tra le altre ipotesi c’è quella di allargare l’area, andando a recuperare lo spazio di proprietà militare (area caricamento). Terza ipotesi: spostare l’autostazione nell’ex mercato ortofrutticolo in via Colombo.

La nostra volontà e’ di trovare una soluzione entro un mese, rispettando le intenzioni originarie della convenzione urbanistica della Giunta Guidotti. Ma stiamo esaminando anche altre opzioni.

Interviene Ettore Fittavolini, rappresentante dei pendolari piacentini, per sollevare il problema della scarsa sicurezza della zona vicino alla stazione. I lampioni lungo via dei Pisoni sono spenti, con problemi di visibilità sia per chi entra sia per chi esce in macchina. Gli orari di apertura del deposito a pagamento delle biciclette non sono funzionali rispetto a chi torna a Piacenza dopo le 9 di sera, oppure si reca in stazione anche nel fine settimana. Inoltre anche gli orari dei mezzi pubblici non sono ’coordinati’ rispetto a quelli dei treni: chi si reca a Milano prima delle sette del mattino difficilmente trova un bus che lo porti in stazione.

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