Quantcast

Servizi idrici e Iren, Prc “Rispettare l’esito del referendum”

"Circola la voce - scrivono - che i sindaci piacentini siano in procinto di affidare ad Atersir locale il mandato per costituire una società mista per la gestione del Servizio Idrico Integrato con al proprio interno un socio privato che potrebbe anche essere l’attuale gestore Iren così come una delle multinazionali di settore"

Più informazioni su

“Sta circolando con una certa insistenza la voce che i sindaci piacentini siano in procinto di affidare ad Atersir locale il mandato per costituire una società mista per la gestione del Servizio Idrico Integrato con al proprio interno un socio privato che potrebbe anche essere l’attuale gestore Iren così come una delle multinazionali di settore (magari tra qualche tempo). A giustificazione di questa scelta verrebbero addotte le motivazioni che il quadro normativo e la situazione economica impedirebbero la possibilità di gestire direttamente il ciclo dell’acqua”. Lo dicono David Santi e Cesare Maggi, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Rifondazione Comunista.

“Se così fosse – affermano – oltre ad una bugia, sarebbe il tradimento della volontà popolare espressa dai referendum nel 2011. La maggioranza del popolo italiano e dei piacentini, nello specifico, ha sancito col proprio voto che l’acqua e tutti i servizi pubblici non debbano essere sottoposti alle leggi del mercato che generano profitti e che quindi la loro gestione debba essere totalmente in mani pubbliche”.

“Il rispetto di tutto ciò – proseguono – può avvenire solo con lo strumento della gestione diretta (in house) o dell’azienda speciale consortile, NON della cosiddetta società mista nella quale infilare qualcuno che lucra sui nostri rubinetti. Questa volontà è stata ulteriormente ribadita nel percorso partecipativo realizzato dal comune di Piacenza ove i cittadini hanno chiesto agli amministratori coerenza con le promesse elettorali di applicazione degli esiti referendari”.

“Anche dal punto di vista economico la riacquisizione del servizio idrico risulta pienamente sostenibile a condizione che i comuni aprano una trattativa seria con IREN riguardo la cifra eventualmente da rifondere ed accedano ai finanziamenti della Cassa Depositi e Prestiti (operazione non soggetta al patto di stabilità). Non si comprendono pertanto questi pruriti privatizzatori piacentini quando invece in altre realtà, come ad esempio Reggio Emilia, si sta lavorando alacremente per centrare l’obiettivo dell’acqua pubblica”.

“Essendo che il servizio è stato provvisoriamente riaffidato all’attuale gestore per tutto il 2014 – concludono – non occorre nessuna fretta per trovare il modo che consenta di rispettare il referendum, l’unico rigore richiesto è la coerenza con le promesse”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.