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Soprintendenza di Parma e Piacenza. Pollastri: “No al taglio di personale”

“La cultura ricchezza dell’Italia? Bisogna dimostrarlo con i fatti!” lo sostiene Andrea Pollastri (FI-PdL) che, con la collega Cinzia Camorali, ha presentato un’interrogazione urgente sul futuro della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza

“La cultura ricchezza dell’Italia? Bisogna dimostrarlo con i fatti!” lo sostiene Andrea Pollastri (FI-PdL) che, con la collega Cinzia Camorali, ha presentato un’interrogazione urgente sul futuro della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza.

La sede, infatti, rischia di essere penalizzata da alcune recenti disposizioni statali che hanno imposto la riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni (D.L. 6 luglio 2012 n. 95), tra cui anche il Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo (MiBACT) che dovrà rinunciare a circa 300 dipendenti (D.P.C.M. del 22 gennaio 2013).

Non potendo procedere a licenziamenti la Direzione Generale per il personale del Ministero ha deciso di rimandare alle amministrazioni di appartenenza il personale in comando da più di tre anni.

A farne le spese non solo il Ministero stesso, ma anche tutte le strutture che ad esso fanno riferimento come Musei, Archivi, Soprintendenze, ecc. tra cui vi è anche la Soprintendenza di Parma e Piacenza, istituita nel 2005, ed attualmente composta da otto persone, tre delle quali in comando, che presto dovranno abbandonare la sede.

“Il personale comandato – spiegano gli azzurri – per anni ha supplito alle carenze strutturali in specifici settori, svolgendo mansioni rilevanti dal punto di vista tecnico-scientifico e amministrativo, impossibili da rimpiazzare, con la conseguenza di generare gravi problemi di funzionalità, senza, per altro, reali risparmi e con il rischio di ledere il diritto dei lavoratori interessati, maturato nel tempo, ad avere il riconoscimento della loro reale condizione lavorativa.”

“In particolare – proseguono – la riduzione da otto a cinque del personale della Soprintendenza di Parma e Piacenza provocherà ritardi e gravi lacune sull’espletamento dell’attività istituzionale della tutela monumentale e paesaggistica, con pesanti ricadute sul territorio e i servizi offerti (ad es. autorizzazione ai lavori, certificazioni Soa, sgravi fiscali, contributi, ecc.), con l’ulteriore e ben più grave rischio che la struttura venga chiusa e le sue competenze passate a quella di Bologna.”

“Chiediamo alla Regione – chiosano – di farsi carico del problema e di intervenire in prima persona sottoscrivendo la petizione on-line a difesa dell’organico della Soprintendenza di Parma e Piacenza e sollecitando il Governo a porre in essere un provvedimento che consenta la piena funzionalità ed il mantenimento della sede parmense, che serve anche il territorio piacentino.”

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