Sostegno alle imprese giovanili, “Richieste inferiori alle disponibilità”

Quattordici le domande presentate, per nuove attività nel settore del piccolo commercio, commercio di prodotti tradizionali e pubblici esercizi. Un numero di richieste tuttavia inferiore rispetto alle risorse stanziate, come hanno spiegato Giuseppe Parenti, Presidente della Camera di commercio di Piacenza e Francesco Timpano, Assessore allo Sviluppo economico del Comune di Piacenza

Quattordici le domande presentate, per nuove attività nel settore del piccolo commercio, commercio di prodotti tradizionali e pubblici esercizi. Un numero di richieste tuttavia inferiore rispetto alle risorse stanziate, come hanno spiegato Giuseppe Parenti, Presidente della Camera di commercio di Piacenza e Francesco Timpano, Assessore allo Sviluppo economico del Comune di Piacenza, nel presentare i risultati del bando per il sostegno delle imprese giovanili aventi sede legale o operativa in comune di Piacenza attraverso la concessione di  contributi in conto abbattimento tassi di interesse che è stato gestito dall’Ente camerale con risorse messe a disposizione dal Comune. Le risorse stanziate dal Comune ammontano complessivamente a 50mila euro, e ne sono state utilizzate poco meno di 40 mila. 

Si tratta, ricorda Parenti, di una iniziativa che da molti anni riveste un ruolo ed una importanza fondamentale nel piano di attività della Camera di commercio , con l’utilizzo dei consorzi fidi come intermediari di agevolazioni per l’accesso al credito delle imprese.

 
Per la seconda volta, negli ultimi anni,  è stata attivata una convenzione con il Comune di Piacenza che ha pensato un intervento destinato specificatamente al sostegno delle imprese giovanili.
 
Nell’ottica della collaborazione istituzionale che contraddistingue i rapporti tra i due enti la Camera di commercio ha gestito l’operatività dell’azione mentre il comune ha messo a disposizione un fondo da impiegare.
Le imprese giovanili –con sede nel comune di Piacenza- avevano così la possibilità di avere il contributo del Comune unito a quello della Camera di commercio. Sono state 14, in complesso, le imprese che hanno usufruito di questa possibilità.
 
Risulta di particolare interesse descrivere l’intervento generale della Camera di commercio a supporto dell’accesso al credito.Nel 2012 l’Ente ha messo a disposizione  un fondo di 1 milione e 100.000 euro, destinandolo ai consorzi fidi operanti sul territorio piacentino. I consorzi operativi sono stati 6: Unifidi, Fidindustria, Cooperativa di garanzia fra commercianti, Agrifidi Emilia, Cooperfidi Italia ed Eurofidi.
 
Ognuno di essi ha scelto come destinare le risorse disponibili, con il vincolo che almeno il 50% delle stesse andasse a costituire dei contributi diretti per le imprese, da impiegare per abbattere il tasso di interesse dei finanziamenti accesi dalle imprese grazie ai confidi, che offrono il supporto di una garanzia che può arrivare al 50% dell’importo complessivo finanziato. Degli 800.588 euro che erano disponibili per il sistema delle imprese (la quota restante è stata destinata ai confidi a fondo rischi) ne sono stati impiegati 678.889 euro, circa l’85%.
 
Le imprese che nel 2012 hanno avuto accesso ai contributi della Camera di commercio sono state nel complesso 466, di tutti i settori economici. Grazie a questo contributo sono stati erogati finanziamenti per 40 milioni e 435.213 euro.
 
Dallo scoppio della crisi tra le finalità dell’intervento camerale vi è anche la copertura delle esigenze di liquidità immediata delle imprese anche se l’obiettivo principale sotteso all’iniziativa è stato da sempre quello di agevolare gli investimenti produttivi.
 
Nel 2013 le risorse destinate sono state pari ad 1 milione di euro: 624.891 euro andranno a parziale copertura dei tassi di interesse, come contributi diretti alle imprese. Le domande di contributo delle imprese, indirizzate ai confidi, dovranno essere presentate entro il 31 gennaio 2014. Il vincolo posto dal regolamento in essere è che le imprese abbiano sede o unità locali in provincia di Piacenza, che siano iscritte al registro imprese, che siano attive e che abbiano regolarmente versato il diritto annuale alla Camera di commercio. Quest’ultima condizione non è secondaria: gli enti camerali non ricevono alcun contributo o trasferimento dallo Stato, sono autonomi dal punto di vista finanziario ma le risorse derivano loro direttamente dalle imprese localizzate  sul territorio. E’ chiaro quindi che solo le imprese che contribuiscono correttamente ad alimentare le entrate sono eligibili per ricevere un contributo.
 

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