“Un ibrido il registro delle unioni civili”

Un ibrido, un’istituzione para-familiare che si pone in concorrenza con la famiglia. I consiglieri comunali Massimo Polledri (LN), Marco Tassi e Giovanni Botti (Pdl), le associazioni dei giuristi cattolici ed il Forum delle famiglie hanno espresso tutta la loro contrarietà all’introduzione del registro delle unioni civili.

Un ibrido, un’istituzione para-familiare che si pone in concorrenza con la famiglia. I consiglieri comunali Massimo Polledri (LN), Marco Tassi e Giovanni Botti (Pdl), le associazioni dei giuristi cattolici ed il Forum delle famiglie hanno espresso tutta la loro contrarietà all’introduzione del registro delle unioni civili.

Ha promosso l’incontro il leghista Massimo Polledri: “Abbiamo voluto convocare quest’incontro – ha detto – affinché la società civile si esprimesse: si è espresso il presidente del Giuristi Cattolici, un notaio, il rappresentante del Forum delle Famiglie (che raccoglie 20 associazioni che fanno riferimento alla famiglia) e tutti hanno concluso che il registro delle unioni civili non è solo inutile ma è dannoso per la famiglia tradizionale perché istituisce una sorta di scelta ideologica e toglie valore ai diritti e doveri dell’art.29 della Costituzione. Dietro c’è una manovra ben precisa: quella di trattare cose diverse nello stesso modo: ma un conto è l’unione tra l’uomo e la donna; un altro è l’unione tra altre persone che si possono regolare in forma pattizia, come hanno testimoniato i notai”.

“Cavalcare delle battaglie ideologiche – ha detto Marco Tassi – non serve a nulla. Ho chiesto al signor sindaco, Paolo Dosi, di pronunciarsi: é nota la sua fede cattolica, ma é sostenuto da una maggioranza che ha all’interno forze politiche, come Rifondazione Comunista, che continuano a spingere sulla creazione di questo registro. Un’operazione che vuole solo portare all’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali!”. “Il Comune – ha aggiunto – dovrebbe badare ad altri problemi. Vogliamo che questa operazione venga rinunciata!”. L’opposizione é forte di 109 emendamenti che potrebbero portare alla votazione della creazione del registro in primavera.

“Io mi vergogno – ha detto Giovanni Botti – che questa amministrazione porti in consiglio una pratica del genere. In particolare, perché, ne fanno parte molti cattolici”. Botti ha annunciato che devolverà il suo gettone di presenza, nelle sedute e commissioni nelle quali verra trattato il registro delle unioni civili,  al fondo anti- crisi.

“Il vero motore di questa operazione é la lobby gay – ha detto Livio Podrecca, presidente dei giuristi cattolici. “Se si usa la legge, anziché per aderire alla realtà naturale ed oggettiva, per fare una cultura dei diritti creiamo un indebolimento della persona, una mancanza di certezze”. Il notaio Fantigrossi ha ribadito l’inutilità del registro, che verrebbe creato solo a fini ideologici.

Presente anche Carlo Dionedi, Forum delle Famiglie. “Il registro – ha detto – é inutile, serve solo a fa pressione sul legislatore. Voglio parlare ai consiglieri cattolici: non c’e da dimenticare che la Cei, nei giorni nei quali sono stati discussi i Dico, ritenne “inaccettabili le unioni di fatto”. Sottolineando gli effetti negativi che avrebbero avuto sulla famiglia e sulla società. Il documento invitava i cattolici in politica a votare contro a qualsiasi provvedimento che andasse in quella direzione”. Dionedi ha citato anche Papa Francesco che, nella “Lumen fidei”, esalta il valore della famiglia tradizionale.

“La nostra proposta – ha concluso Polledri – è quella di accantonare il registro delle coppie di fatto, approfondendo la strada dei contratti di convivenza proposti dai notai”.

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