Memoria e nuove generazioni, incontro in Fondazione

Che ruolo ha la memoria nella nostra società? E' possibile ricordare la Shoah con una post­memoria autentica? Se lo sono chiesti gli studenti e gli esperti che nella mattinata del 24 gennaio hanno partecipato alla conferenza “Memoriali e costruzione della memoria della Shoah nel XXI secolo” in Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Che ruolo ha la memoria nella nostra società? E’ possibile ricordare la Shoah con una post­memoria autentica? Se lo sono chiesti gli studenti e gli esperti che nella mattinata del 24 gennaio hanno partecipato alla conferenza “Memoriali e costruzione della memoria della Shoah nel XXI secolo” in Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il seminario rivolto agli allievi degli Istituti superiori, ha coinvolto particolarmente le classi 3 lic. A e 5 sc. A del Liceo “Melchiorre Gioia”, dove i ragazzi hanno visitato Berlino, Amsterdam e Gerusalemme. A prendere la parola in rappresentanza delle classi sono stati gli studenti Sara Manstretta e Jacopo Papalini, che hanno introdotto l’evento proponendo la visione del video, elaborato prodotto dai viaggi di istruzione.
 
“Accanto ad un passato saturo, Berlino offre un’installazione sul senso dell’assenza e della riflessione” ­ prosegue la studentessa. Il video, con finalità educative, racconta il percorso dalla 
casa di Anna Frank allo Yad Vashem di Gerusalemme. Presto sarà visibile anche sul canale Youtube del liceo Gioia.
 
Tra gli esperti, Teresa Grande dell’Università della Calabria e sociologa della Memoria, Guido Morpurgo, architetto progettista del Memoriale della Shoah di Milano e Carlo Greppi, storico e 
guida esperta ai luoghi di Memoria. “La Memoria Europea è unificante” ­ spiega la dottoressa Grande ­ “la memoria non è qualcosa di fisso, muta e si trasforma; è un’educazione alla lettura del
passato, rende consapevoli”.
 
Prende poi la parola Carlo Greppi, autore del libro “L’ultimo treno” (Donzelli), incalza gli studenti con la domanda “Cosa pensano i tedeschi di questi temi?” ­ “Un popolo colpevolizzato, ma 
dipende dove vivono, come sono cresciuti e come sono stati educati” rispondono dalla platea. “Passo a voi il testimone, per ricordare. Ho accompagnato circa 20.000 ragazzi nei luoghi della
memoria, ogni volta tremano le gambe. Non vedere i campi di concentramento in bianco e nero è destabilizzante, i colori del paesaggio evocano stati d’animo. Bisogna prestare attenzione a chi subisce il giorno della Memoria, come un rifiuto verso il mondo adulto. Partecipate per rendere viva la Memoria, spesso con il tempo si svuota di significato” continua Greppi.
 
Di seguito, è intervenuto l’architetto Morpurgo, il quale ha progettato al binario 21 della Stazione di Milano il memoriale della Shoah. Qui, i deportati venivano dirottati verso i campi di concentramento; oggi vi sono una biblioteca, un auditorium, un percorso con mostre e pannelli, una grosso muro con la scritta “indifferenza”. Intensi e precisi le riflessioni dei relatori.

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