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“Qualità dell’aria preoccupante”, si riunisce il comitato dei cittadini

Un gruppo di cittadini aveva lanciato un appello alle istituzioni e si prepara a dar vita ad un comitato per la qualità dell’aria. “Tocca a noi piacentini pretendere in mano la salute dei nostri figli perché le Istituzioni finora non l’hanno fatto”

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Presso la sede della ex Circoscrizione 3 in via Martiri della Resistenza 8 si è tenuta una riunione pubblica per la nascita di un Comitato di Cittadini preoccupati per la qualità dell’aria piacentina. Di seguito l’appello che era stato diffuso in occasione della presentazione alla stampa.

IL TESTO DELL’APPELLO

Piacenza è una delle città più inquinate in Italia. Le centraline urbane riportano sforamenti costanti rispetto alle polveri sottili che sono inquinanti nocivi per l’uomo a qualunque dosaggio. Uno studio Europeo, pubblicato da Corriere della Sera il 9 dicembre scorso, ha messo in luce in modo drammatico e definitivo il danno che un tipo di polveri, le PM 2,5, porta alla salute delle persone.

Per ogni aumento di 5 microgrammi per metro cubo, il rischio di morire prematuramente aumenta del 7%. A Piacenza la media stabile è tra 25 e 35.5 microgrammi per metro cubo (in alcuni mesi, come quelli correnti, si viaggia oltre i 50) questo si traduce in un aumento della possibilità di ammalarsi e di morire per noi piacentini rispetto ai cittadini, per esempio, finlandesi, del 25-30%.

In questo contesto l’azienda Cementirossi ha chiesto di poter aumentare la quantità di plastiche e pneumatici usati da bruciare. A distanza di qualche mese è arrivata l’approvazione da parte dei soggetti che amministrano questa città e questa provincia. L’approvazione non è stata data valutando la situazione nel suo complesso, ma solo verificando che la domanda fosse conforme ai limiti previsti dalle norme.

Ciò che è anche più grave, l’azienda, per la sua natura industriale, non è neppure tenuta al rispetto della più stringente normativa sulle emissioni che gli inceneritori sono invece tenuti a rispettare. Riteniamo, viceversa, che l’impatto ambientale della richiesta “Cementirossi” debba essere valutato non in sé, ma necessariamente nel contesto dell’aria malata della nostra città che deve sopportare la presenza:
di un’autostrada a pochi passi dal centro storico;
di una centrale elettrica a ciclo combinato a cui è stata rilasciata un’autorizzazione per l’ incremento delle emissioni;
di un inceneritore;
di un polo logistico di 3 milioni di mq. tra i più grandi d’Europa.

Pensiamo non solo a Cementirossi, quindi, ma a tutte le grandi fonti di inquinamento del nostro territorio, per la semplice e decisiva ragione che questi dati si traducono inevitabilmente in malattia, dolore, tumori, morte.

Di fronte a questa situazione, ci saremmo aspettati un grande dibattito pubblico che vedesse mobilitate le forze politiche e che coinvolgesse la cittadinanza. Niente di tutto questo: i nostri rappresentanti in Comune e Provincia, invece di preoccuparsi della situazione e di avviare politiche di miglioramento della situazione, sono rimasti muti e hanno delegato ai tecnici presenti nella conferenza dei servizi l’approvazione della pratica.
Questo fatto ci ha lasciati delusi e amareggiati.

Abbiamo pensato: qualche anno fa a Taranto, quando l’Ilva ha cominciato ad avvelenare le vite degli abitanti, la Conferenza dei Servizi della città avrà approvato come abbiamo fatto noi? E i cittadini l’hanno “bevuta” o semplicemente non se ne sono occupati come stiamo facendo noi? Ci siamo resi conto che tocca a noi piacentini: madri, padri, nonni, di questa città prendere in mano la salute dei nostri figli perché le Istituzioni finora non lo hanno fatto. Per questo, come semplici cittadini, ci sentiamo spinti a prendere una posizione che nessuno dei nostri rappresentanti ha preso finora.


Chiediamo che venga avviato un programma di analisi serio e partecipato delle fonti di inquinamento della città di Piacenza
.
Chiediamo che alla fine di questa analisi, che deve risolversi entro pochi mesi, venga avviato un piano d’azione con obiettivi vincolanti per la riduzione a breve termine dei principali inquinanti della nostra aria.

Chiediamo che, fino a che non saranno raggiunti i primi obiettivi previsti dal piano, vengano congelate tutte le approvazioni in corso relative a nuove emissioni in atmosfera nella città di Piacenza.

Chiediamo che, contemporaneamente, venga ritirata l’approvazione già data a Cementirossi per l’aumento dei quantitativi di plastica e pneumatici da bruciare e che la stessa autorizzazione venga rivista in futuro, dopo l’applicazione del piano di cui sopra.

Pensiamo a chi, come molti di noi, ha figli piccoli. Non vogliamo più trovarci a pensare: oggi è un buon giorno per fare una passeggiata con mio figlio perché piove (e quindi la concentrazione di inquinanti è ridotta) mentre è preferibile rimanere a casa quando c’è il sole.  Per questo lanciamo un appello a tutti i piacentini che credono ancora che cambiare è possibile: costruiamo insieme un comitato di cittadini che possa far valere le semplici ragioni della tutela della salute di tutti. Non vogliamo finire passivamente sul registro delle statistiche oncologiche di questa città senza prima dare battaglia.

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