Appalti Unicoop, scontro tra Movimento 5 Stelle e Bricchi (Pd) 

Gli appalti Unicoop al centro di un’accesa discussione, ieri, durante le comunicazioni iniziali del consiglio comunale di Piacenza, con uno strascico polemico anche oggi.

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Gli appalti Unicoop al centro di un’accesa discussione, ieri, durante le comunicazioni iniziali del consiglio comunale di Piacenza, con uno strascico polemico anche oggi. I consiglieri del Movimento 5 Stelle, Andrea Gabbiani, Mirta Quagliaroli e Barbara Tarquini, hanno depositato nei giorni scorsi una interrogazione per chiedere “quali servizi e per quali importi il comune di Piacenza ha dato in gestione – appalto o convenzione – alla cooperativa sociale Unicoop negli anni dal 2002 al 2013 compresi; quali servizi e per quali importi il comune di Piacenza ha dato in gestione – appalto o convenzione – in totale dagli anni 2002 al 2013 compresi”. 

Atto che ha scatenato la reazione del consigliere Pd Michele Bricchi, il quale ha parlato, durante il consiglio, di “macchina del fango messa in moto contro un soggetto imprenditoriale piacentino, che dà lavoro a 300 persone, generando reddito per piacentini e un gettito di cui beneficia tutto il territorio. Da quale pulpito arriva la predica – dice rivolgendosi alla consigliera Quagliaroli – visto che ha generato 11mila euro di reddito. Complimenti. Altre cooperative che recentemente sono venute molto alla ribalta hanno meritato meno interesse”. Il consigliere Bricchi parla poi di “immorale retropensiero inquisitorio e peloso” dei M5s. 

Alle osservazioni del consigliere Pd, oggi la rappresentante del M5s risponde attraverso un lungo comunicato, di cui pubblichiamo alcuni stralci. “Da quando – scrive Quagliaroli – politica e società hanno iniziato a misurare il valore di una persona, fisica o giuridica, in termini economici? In termini di gettito fiscale? Da quando la sinistra, che forse per questo non è più tale, valuta le persone in termini di reddito e di gettito fiscale? Questo offende non solo me, ma tutte le donne che con dedizione e sacrificio si occupano di casa, figli, famiglia senza percepire reddito alcuno. Questo offende casalinghe, diversamente occupati, volontari ad ogni titolo e in ogni ambito che investono tempo, energie, passione, ma no, non generano reddito e gettito fiscale, o lo fanno in misura ridotta”.

Come richiesto dai consiglieri M5s, pubblichiamo il testo integrale del comunicato di Mirta Quagliaroli 

Le parole sono pietre.
 
Pietre sono state le parole del consigliere del PD Bricchi, rivolte alla consigliera comunale Mirta Quagliaroli nell’ultimo consiglio comunale, in un inusitato e incomprensibile attacco personale.
 
Su un “politico navigato” tali parole sarebbero scivolate, ma la consigliera Mirta Quagliaroli, è prima di tutto una donna, moglie, madre, cittadina, se ne è sentita profondamente coinvolta e offesa.
 
Me ne sono sentita coinvolta e offesa. Come consigliere sto svolgendo il mio compito con massima serietà, impegno, passione, immane lavoro, sono stata catapultata in un mondo senza mai, mai, aver fatto alcuna esperienza politica, senza conoscere meccanismi e funzionamento della macchina amministrativa.
Potrebbe essere uno svantaggio, io credo che sia il nostro punto di forza, mio, dei miei colleghi consiglieri M5S e di tutti i cittadini attivi a vario titolo per il perseguimento del bene comune, uno sguardo nuovo, una partecipazione nuova, una visione nuova. Noi ci poniamo da cittadini all’interno dell’amministrazione.
 
Il fatto. 
Da cittadini e consiglieri che vogliono conoscere e capire, io e i miei colleghi del  M5S, abbiamo posto al sindaco e alla giunta un’interrogazione del seguente tenore;
quali servizi e per quali importi il comune di Piacenza ha dato in gestione – appalto o convenzione – alla cooperativa sociale Unicoop negli anni dal 2002 al 2013 compresi; quali servizi e per quali importi il comune di Piacenza ha dato in gestione – appalto o convenzione – in totale dagli anni 2002 al 2013 compresi.
 
Domande legittime e necessarie per uno svolgimento efficace, significativo, del nostro ruolo di consiglieri comunali, che cercano risposte, dovute dall’amministrazione, per dare risposte, dovute, ai cittadini.
 
L’interrogazione da noi formulata, non aveva alcuna valenza inquisitoria o accusatoria, ma una funzione semplicemente conoscitiva, nella normale dialettica dei ruoli in un consiglio comunale.
 
 
La reazione del consigliere BRICCHI è stata una difesa d’ufficio, non richiesta e non necessaria stante il tenore della domanda posta, di Unicoop, che genererebbe un gettito fiscale e contributivo di cui si avvantaggia l’intera comunità, molto diverso dal vantaggio generato, per la comunità, in termini contributivi dalla sottoscritta.” da quale pulpito la cittadina Quagliaroli parla avendo generato qualcosa come 11.000 euro di reddito. Complimenti per il contributo.”
 
Qualche elettore PD era convinto di aver votato sinistra? Illuso di essere amministrato da persone in difesa dei più deboli? Sorpresa! Ecco uno dei maggiori rappresentanti della sinistra piacentina, uno dei più considerati visto che l’hanno onorato persino della presidenza di una commissione! Chi rappresenta con le sue parole? Il partito? Gli elettori di sinistra? 
 
 
La domanda è: da quando politica e società hanno iniziato a misurare il valore di una persona, fisica o giuridica, in termini economici? In termini di gettito fiscale? da quando la sinistra, che forse per questo non è più tale, valuta le persone in termini di reddito e di gettito fiscale?
 
Questo offende non solo me, ma tutte le donne che con dedizione e sacrificio si occupano di casa, figli, famiglia senza percepire reddito alcuno. Questo offende casalinghe, diversamente occupati, volontari ad ogni titolo e in ogni ambito che investono tempo, energie, passione, ma no, non generano reddito e gettito fiscale, o lo fanno in misura ridotta, consigliere Bricchi.
 
Io Mirta Quagliaroli mi sono sentita offesa come madre e come donna e come consigliere comunale perchè mi chiedo quanti, come il consigliere Bricchi, non comprendono o non vogliono comprendere quanto tempo ed energie io spenda per gli interventi in consiglio comunale, per lo studio di tutti gli atti che mi vengono consegnati per le commissioni. Non comprendono lo studio necessario svolto sul bilancio, poi rivelatosi determinante alla luce dei fatti, lo studio su materie disparate, su questioni tecniche e giuridiche, per poter svolgere osservazioni e interventi su  Tecnoborgo e Cementirossi, solo per citare le problematiche più complesse.
 
Non aggiungo altro e lascio a ognuno di valutare se valore, merito, impegno delle persone si possano misurare in termini di portata reddituale, parametro usato dal Consigliere Bricchi, (ahimè PD) e chissà da quanti con lui. 
 
I miei criteri di valutazione, che applico innanzittutto a me stessa,  sono altri, valori semplici, come fare il proprio dovere di madre, di moglie, di cittadina e ora consigliere, sapendo di mettere a disposizione della collettività tutto il tempo, l’ impegno, l’onestà morale e intellettuale di cui sono capace.
 
Le donne del nostro gruppo consigliare hanno scelto di non far parte della commissione delle elette, questi spiacevoli episodi confermano ancora di più l’inutilità di tale commissione autoreferenziale ed evidentemente incapace di una azione significativa ed efficace, forse occorrerebbe una commissione di uomini indotti a relazionarsi ed imparare fattivamente il rispetto delle donne. 
 
Una commissione in cui gli uomini siano sensibilizzati sulla realtà innegabile della serpeggiante discriminazione, in ogni luogo, da chiunque, strisciante e subdola perchè accettata con pelosa condiscendenza innanzittutto dagli uomini che svolgono incarichi pubblici o istituzionali, anche da “insospettabili” appartenenti a correnti politiche che della parità fra uomo e donna si sono fatti e si fanno portabandiera. 
 
È la sensibilità degli uomini che bisogna cambiare prima di tutto, per non permettere che nessuno, tantomeno una madre e una moglie, venga valutato in base al proprio reddito, che questo avvenga in seno alla famiglia, ad un consiglio comunale, nella società.
 
Un tal paramentro valutativo oltre ad essere profondamente ingiusto può essere pericoloso perchè apre a ricadute difficilmente prevedibili (o forse no) ad iniziare dagli ambiti e ambienti familiari più disagiati. 
 
Nessuna donna componente della commissione delle elette è intervenuta per esprimermi solidarietà. L’unica solidarietà ricevuta, oltre a quella dei miei colleghi del M5S, è stata, da un consigliere uomo e da un assessore uomo.  Forse c’è speranza! 
 
Mirta Quagliaroli, donna, moglie, mamma e consigliera comunale.
 

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