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Bersani, a l’Unità la prima intervista. “Anche la politica deve guarire”

La prima intervista dopo il malore e l’intervento al cervello del gennaio scorso. Pierluigi Bersani, ex segretario del Pd, l’ha concessa a Claudio Sardo de L’Unità dalla sua casa di Piacenza

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La prima intervista dopo il malore e l’intervento al cervello del gennaio scorso. Pierluigi Bersani, ex segretario del Pd, l’ha concessa a Claudio Sardo de L’Unità dalla sua casa di Piacenza, l’articolo – corredato di un paio di foto che ritraggono Bersani nella serenità delle mura domestiche – è pubblicato a pagina 6 del quotidiano fondato da Antonio Gramsci

“E’ stata una lezione di vita: anche la politica deve guarire” afferma Bersani, che parla con l’intervistatore dell’esperienza della sua malattia, ma anche della sanità emiliana, che lo ha curato al meglio “sono stato trattato – dice – come ogni persona che si trovi nella medesima condizione”, e naturalmente della situazione politica e della nascita del governo Renzi.

“Pierluigi sta bene – racconta Claudio Sardo, che ha fatto visita all’ex ministro con Miguel Gotor – è dimagrito… ma il suo volto, le reazioni, lo sguardo sono quelli di sempre. E così la voglia di scherzare”. Bersani riflette sul malore che lo ha colpito all’improvviso il 5 gennaio scorso: “Mi sarei evitato tutto questo, ma pur nella sventura, confesso di uscirne con un setimento di soddisfazione, la persona vale sempre di più di ciò che fa”. 

E poi parole di elogio per la macchina dei soccorsi che lo ha salvato. “Fu lui – ricorda Sardo – da presidente della Regione a proporre di concentrare su Parma il servizio di Neurochirurgia anche per Piacenza e Reggio”. “La Neurochirurgia è un business – spiega Bersani – e giunsero diverse offerte per costruire centri in tutte le province, ma decidemmo di puntare su un unico grande polo per attirare professionalità, tecnologia, ricerca. Non fu una scelta facile, ma costruimmo un’eccellenza per il paese”. 

Nell’articolo si parla anche della fede juventina dell’ex segretario: a trovarlo a Piacenza nei giorni della convelescenza è giunto anche il dg della Juve Giuseppe Marotta che ha portato a Bersani un dono inatteso, la maglia bianconera autografata da tutti i giocatori. 

Poi la conversazione si sposta sulla politica e Bersani non nasconde le sue critiche ai passaggi che hanno portato alla formazione del governo Renzi con l’estromissione di Enrico Letta. “I giovani e la presenza femminile sono una bella scommessa, ma tutto, troppo è in campo alla responsabilità personale di Matteo Renzi”.

Non gli è piaciuto neppure il voto della minoranza Pd in direzione a sostegno del nuovo esecutivo: “Bisogna tenere vivo il confronto con lealtà e chiarezza. Questo non vuol dire che non si debba collaborare, si partecipa e si fa di tutto perchè l’impresa riesca. Quando sento qualcuno che ipotizza di non votare la fiducia penso che abbia perso la bussola, la fiducia si vota, altrimenti finisce il Pd”.  

Prima di tornare a Roma, Bersani deve ancora misurarsi con l’esterno: è già andato a passeggiare sull’argine del Po, lontano da occhi indiscreti. La conversazione finisce con una considerazione un po’ amara sul passato e la memoria degli ultimi mesi: “Il medico mi ha detto che ha ’lavorato’ sulla mia testa, nella parte riservata alla memoria e alla concentrazione. Mi ha rassicurato, tutto è a posto al 100 %, ma dopo ci ho ripensato, se mi avesse tolto dalla memoria quel 5 % che ancora mi fa male, forse sarebbe stato perfetto”. 

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