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Domenica in scena “Allegro con brio”. Jazz alla Sala dei Teatini

Sarà la musica jazz la protagonista del secondo appuntamento con la rassegna cameristica, ad ingresso gratuito, “Allegro con Brio”, organizzata dalla Fondazione Teatri di Piacenza in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Nicolini”

Sarà la musica jazz la protagonista del secondo appuntamento con la rassegna cameristica, ad ingresso gratuito, “Allegro con Brio”, organizzata dalla Fondazione Teatri di Piacenza in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Nicolini”.

Domenica, 23 febbraio, alle ore 17 alla Sala dei Teatini, l’appuntamento è con “Vaghissimo ritratto” del Duo Jazz Petrin-Trovesi.

Costituitosi nel 2000, il duo formato dal clarinettista Gianluigi Trovesi e dal pianista Umberto Petrin ha da sempre posto l’attenzione all’approfondimento di un repertorio che voleva evidenziare gli aspetti melodici dei temi, senza trascurarne l’elaborazione armonica e l’uso estremamente vario delle dinamiche espressive. Il tutto risultava da un’assidua frequentazione dei due musicisti, che da circa vent’anni si esibivano insieme anche nell’ambito di diverse formazioni (ricordiamo la lunga collaborazione che li vide già dal 1993 nel quartetto, ormai “storico”, “Tenco Project” insieme a Tiziana Ghiglioni e Paolo Fresu, senza peraltro dimenticare la partecipazione all’Italian Instabile Orchestra).

Il programma affrontato domenica prossima dal duo proporrà una rielaborazione di frammenti tratti da autori di musiche rinascimentali (Di Lasso, Després, Marenzio), affiancate a composizioni originali o di totale improvvisazione in prima assoluta.

Grazie a Vaghissimo ritratto, che oltre ad essere il titolo del concerto di domenica 23 febbraio è anche il nome del cd edito dalla prestigiosa etichetta ECM che Petrin e Trovesi hanno registrato nel 2007 insieme al percussionista Fuvio Maras, l’ascoltatore sarà accompagnato in un percorso sempre cangiante e ricco di spunti imprevedibili, dal siderale al narrativo al ritmico incalzante, varcando spesso le linee di confine che separano tra loro i generi musicali.

Le caratteristiche stilistiche maturate dal duo ha infatti permesso a Trovesi e Petrin di entrare in relazione diretta con altri linguaggi artistici, così come è accaduto nel caso della Danza, della Poesia, del Teatro e dell’Immagine (filmica o fotografica), in una continua ricerca di approfondimento delle possibilità espressive del Suono.

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