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Le Rubriche di PiacenzaSera - Pillole di Economia

Economia in pillole: bond territoriali per finanziare le imprese

In questa puntata delle “pillole di economia” vorrei tornare a un argomento locale, dopo aver spaziato su questioni riguardanti l’economia nazionale nelle puntate precedenti

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Ottava puntata della rubrica di PiacenzaSera.it “Economia in pillole” curata da Mauro Peveri. Motociclista e cultore della musica rock degli anni ’70, Mauro Peveri è soprattutto un commercialista esperto di svariate materie economiche e finanziarie: si occupa, tra le altre cose, di consulenza per le imprese, gestione della corporate governance, e di organizzazione aziendale. Ecco la sua nuova pillola. 

 

In questa nuova puntata delle “pillole di economia” vorrei tornare a un argomento locale, dopo aver spaziato su questioni riguardanti l’economia nazionale nelle puntate precedenti.

In particolare vorrei affrontare due temi oggi molto sentiti dalle piccole e medie imprese e dagli Enti locali: la forte riduzione del credito alle PMI (Credit crunch) e l’impossibilità di finanziare investimenti infrastrutturali per la cronica mancanza di fondi.

Tali fenomeni hanno inciso pesantemente sulla riduzione del PIL e di conseguenza sull’aumento del tasso di disoccupazione nazionale e locale.

Nel nostro Paese tra il 2011 e il 2013 i prestiti alle imprese sono calati del 9,2% che in valore assoluto ammontano a circa 84 miliardi di euro (stime Confindustria).
I dati riguardanti i finanziamenti erogati nella nostra Provincia, nel solo 2013 (Fonte CCIAA di Pc), evidenziano una riduzione degli impieghi nei primi nove mesi del 2013 del 3,6%, in controtendenza rispetto ai depositi che aumentano di 7,1 punti percentuali.

E’ prevedibile che i prestiti alle imprese resteranno scarsi nel medio termine a causa dell’aumento dei rischi d’insolvenza delle PMI, dell’obbligo per le banche di avere una capitalizzazione elevata, della sfiducia tra le banche che impedisce lo scambio di finanziamenti, della ricomposizione degli impieghi bancari a favore dei titoli di stato.

Ci sono strumenti che possono mitigare il problema e di conseguenza rilanciare gli investimenti locali e la nascita di nuove aziende?
Ne suggerisco uno che è già stato avviato con successo in altre realtà locali vicine al nostro territorio (link: http://www.cremonaoggi.it/2013/11/19/bond-territoriali-gia-chiuse-sottoscrizioni-per-5-milioni/):
i Bond territoriali.

Questi strumenti finanziari sono costituiti da prestiti obbligazionari emessi da uno o più istituti di credito locali con il supporto operativo spesso della Camera di commercio, magari assistita / aiutata dalle associazioni di categoria e dagli enti pubblici: Comune, Provincia, ecc.

I prestiti obbligazionari hanno una durata che varia tra i tre e i cinque anni e sono sottoscritti dai privati e da enti istituzionali del territorio di riferimento. Nel caso specifico del Bond territoriale emesso recentemente dalle Banche popolari di Crema e Cremona il tasso di riferimento per l’investitore è stato pari al 2,60%.

Le risorse raccolte sono poi erogate dalle Banche sostenitrici alle PMI locali per finanziare progetti di espansione, acquisizioni, aggregazioni, ricerche, che favoriscano l’assunzione di nuovo personale.
Tra i progetti più interessanti da finanziarie ci potrebbero essere le piccole start up commerciali e artigianali proposte dai 5.870 piacentini tra i 15 e i 29 anni, magari laureati, che non lavorano, non studiano, non contribuiscono al sistema previdenziale: gli “scoraggiati” indicati da un recente articolo uscito su “Libertà”.

Questa forma di finanziamento a medio termine consente alle banche di sforare gli abituali parametri Impieghi / raccolta e di erogare prestiti pari al doppio delle risorse raccolte dagli investitori perché finanziamenti a KM zero.

Pertanto se il prestito obbligazionario emesso dalla Banca sostenitrice e sottoscritto dai privati e dagli enti sostenitori fosse di euro 10.000.000 la quota di finanziamenti erogabile alle PMI potrebbe raggiungere euro 20.000.000.

L’emissione del Bond territoriale consentirebbe agli investitori privati di avere un rendimento certo e garantito e alle imprese, che volessero sviluppare o aprire un’attività, i finanziamenti necessari per realizzare progetti di medio / lungo periodo, oggi difficilmente finanziabili dagli istituti di credito, vista la loro cronica difficoltà di trovare fonti di finanziamento a medio lungo termine.

Un altro strumento interessante, rivolto al finanziamento delle infrastrutture di pubblica utilità, è:
il Bond territoriale per le infrastrutture (Project bond).

Questo strumento è riservato alla realizzazione d’interventi infrastrutturali di pubblica utilità, che senza uno strumento ad hoc sarebbero irrealizzabili.
Che cosa sono e come funzionano.

I project bond sono obbligazioni di scopo emesse da società che realizzano un progetto infrastrutturale o un servizio di pubblica utilità per finanziarne la sua realizzazione.
Sono destinati a investitori istituzionali.

Il rimborso dei project bond dipende dai flussi finanziari che il progetto è in grado di assicurare.
I project bond permettono di finanziare la realizzazione del progetto fin dalla fase di costruzione dell’opera, la più rischiosa per gli investitori stante l’assenza di flussi di cassa.

Per evitare che il rischio della fase di costruzione possa costituire un ostacolo all’emissione di tali strumenti, una legge ad hoc ha previsto la prestazione di una garanzia (wrap) da parte del sistema finanziario, delle fondazioni e dei fondi privati, in modo che il rischio di costruzione non sia assunto interamente da parte dei sottoscrittori delle obbligazioni.

Questo strumento potrebbe essere utilizzato per finanziare le numerose opere infrastrutturali di cui necessità il nostro territorio: trasporti (parcheggi, autostrade, ferrovie, aeroporti, porti e trasporti pubblici locali), l’energia (settore fotovoltaico, eolico) e la banda larga.


Mauro Peveri

mauro.peveri@gmail.com

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