Gestione acqua, verso la società pubblico-privata. No di Ottone e Cerignale foto

Siglato in Provincia il protocollo di intesa tra i Comuni del territorio provinciale piacentino e la Provincia di Piacenza relativo al progetto di fattibilità 

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Siglato in Provincia il protocollo di intesa tra i Comuni del territorio provinciale piacentino e la Provincia di Piacenza relativo al progetto di fattibilità per la costituzione di una società a capitale misto ai fini dello svolgimento dei servizi idrico integrato e di gestione dei rifiuti solidi urbani nell’ambito territoriale piacentino.

Non hanno firmato il protocollo i Comuni di Ottone e Cerignale. Il Comune di Piacenza firmerà dopo la seduta del consiglio comunale di lunedì, chiamato ad esprimersi proprio su questo punto.

Nelle foto alcuni dei momenti dell’assemblea dell’Atersir (l’ente che ha in capo la gestione di acqua e rifiuti), alla presenza del presidente del consiglio locale Massimo Trespidi, che ha sancito la nascita di una società mista pubblico-privata; presenti anche esponenti del Comitato Acqua Bene Comune che si sono opposti, rivendicando la creazione di un soggetto interamente pubblico. 

’Oggi non si firma per la costituzione della società mista per la gestione dei servizi idrici. Oggi firmiamo il protocollo che sancisce l’avvio dello studio di fattibilità relativo a questa società. Sono due cose ben diverse’. Così il presidente di Atersir Piacenza, Massimo Trespidi, introduce la riunione con i sindaci del Piacentino, chiamati ad aderire a questa proposta.
 
All’incontro hanno preso parte, tra il pubblico anche i rappresentanti dei comitati per l’acqua pubblica, i quali avevano denunciato l’impossibilità di prendervi parte.
 
’Non ho mai detto che questo incontro fosse a porte chiuse. Nessuno dei nostri incontri lo è, anche perché si tiene in un luogo pubblico. Ho poi letto che noi staremmo per mettere in atto un colpo di mano. Vi ricordo che i componenti di questa assemblea sono rappresentanti eletti e non nominati dei cittadini, e che questo protocollo e’ stato presentato e discusso in tutti i consigli comunali, i quali si sono espressi in merito’.

Il dirigente della Provincia Vittorio Silva ha aggiornato l’assemblea rispetto ad alcuni temi ancora da approfondire rispetto alla costituzione della società mista. Con la nuova legge di stabilità, infatti, è venuto meno l’obbligo, per le società in house di rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità. Resta però il problema del personale: non è ancora chiaro infatti, spiega Silva, se le assunzioni effettuate da società che gestiscano servizi pubblici possano andare ad intaccare il limite delle assunzioni concesse agli enti stessi. 

I rappresentanti dei comitati per l’acqua hanno però voluto rispondere, a margine della sedute, al presidente Trespidi. “Abbiamo ricevuto una mail da parte di una dirigente Atersir in cui si diceva chiaramente che la seduta odierna era chiusa. Ancora una volta si è voluto evitare un momento di confronto partecipato – dichiarano – con i cittadini. Abbiamo comunque potuto verificare come questa proposta non abbia in realtà ricevuto una completa adesione, e anche nel Comune di Piacenza molti consiglieri e assessori hanno espresso contrarietà al progetto. Noi continueremo a fare informazione”.

DAVID SANTI (Prc): “IGNORATA LA VOLONTA’ POPOLARE”

Bene ha fatto stamane il Presidente della Provincia Massimo Trespidi, in sede di firma del protocollo di intesa con il quale viene posta la prima pietra volta ad ipotecare i prossimi venticinque anni di gestione dei del servizio idrico integrato e dei rifiuti affidando il tutto a un soggetto di diritto privato, a ricordare agli uditori intervenuti che lui stesso e i sindaci presenti non sono un esercito di “nominati” bensì di “eletti”, sottolineando l’importanza fondamentale della volontà popolare nella vita politica.

Peccato che la stessa volontà popolare, che ha visto nel 2011 quasi ventisei milioni di italiani esprimersi contro la mercificazione dell’acqua, sia stata dalla gran parte dei medesimi “eletti” ignorata e dileggiata, fino alla presa per i fondelli finale consistita nel provare a convincerci che questa soluzione – che prosegue nella strada della privatizzazione dei beni pubblici essenziali – sia pienamente conforme al risultato del referendum.

Noi non ci stiamo e proseguiremo nella lotta affinché lo spirito di quei 26 milioni di italiani venga finalmente rispettato, restituendo a tutti i cittadini italiani i loro diritti e sottraendo l’acqua al mercato. Per questo saremo in prima linea insieme ai cittadini e agli amministratori pubblici per chiedere finalmente una virata di coerenza e di rispetto della democrazia.

David Santi
Segretario Prov.le Partito della Rifondazione Comunista

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