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Gestione pubblico-privata dell’acqua, ok dal consiglio comunale foto

Il Consiglio comunale di Piacenza si è espresso sul delicato tema della gestione dell’acqua, con la discussione e il voto relativi allo studio di fattibilità per la creazione di una società mista pubblico-privata

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Il Consiglio comunale di Piacenza si è espresso sul delicato tema della gestione dell’acqua, con la discussione e il voto relativi allo studio di fattibilità per la creazione di una società mista pubblico-privata chiamata a gestire le risorse idriche provinciali. Alla fine di un lungo e a tratti acceso dibattito, il provvedimento è stato approvato poco prima delle 22 di lunedì con 21 voti a favore e 11 contrari. Nella maggioranza hanno votato contro Samuele Raggi (Idv) e Carlo Pallavicini (Sinistra). Nella minoranza Giovanni Botti (Pdl) ha votato a favore.

Ricordiamo che l’atto era già stato approvato dalla quasi totalità dei comuni piacentini (con l’eccezione di Ceriginale e Ottone) e già ratificato in Provincia.

Prima dell’inizio dei lavori, all’esterno di Palazzo Mercanti, in scena la protesta del Comitato Acqua Bene Comune, che contesta le scelte di gran parte degli enti locali piacentini che hanno approvato il modello di gestione mista: secondo loro è in contraddizione con il referendum di tre anni fa.

Nel corso della discussione è intervenuto anche il sindaco Paolo Dosi che ha riassunto le tappe del percorso che ha portato alla scelta di esplorare la possibilità di società mista. Dosi è partito dal referendum sull’acqua pubblica e dalle valutazioni iniziali, a fronte dell’atteggiamento “ostile” del soggetto gestore Iren, per perseguire la strada di una società interamente pubblica. Opzione poi abbandonata dopo una serie di approfondimenti e anche a seguito del mutamento della governance, e dell’atteggiamento, di Iren. Dosi non ha mancato di far notare come il quadro normativo nel quale gli enti locali si sono mossi in questi mesi è stato “precario e incerto”. Il sindaco ha sottolineato come la scelta abbracciata di valutare la costituzione di una società mista sia stata ponderata sulla base delle peculiarità del territorio piacentino: “non esistono ricette universali, mi sono convinto che occorra scegliere sulla base delle nostre esigenze specifiche, e i sindaci, che sono stati eletti dai cittadini, sono titolati a farlo”.

Nel corso della discussione sono stati approvati due ordini del giorno presentati da Pd e liste civiche di centrosinistra con la richiesta di rafforzare il controllo pubblico sulla nuova società. 

Il dibattito sulla gestione del servizio idrico.
Tommaso Foti (Fd’I) chiede la pregiudiziale su questo punto. ’Atersir ha già deciso. Si chiede al consiglio una delibera che non ha grosso fondamento. Si confondono i livelli istituzionali’. I rappresentanti del comitato “Acqua Pubblica” entrano nell’aula esponendo cartelli contro il consigliere Pd Michele Bricchi (’Bricchi pagaci tu le bollette ’). Il presidente del consiglio Claudio Ferrari chiede che questi vengano lasciati fuori dall’aula. “L’atto così presentato, continua Foti, e’ inconcludente. Mancano atti fondamentali per decidere. Io chiedo di rinviare la discussione”.


D’accordo il collega della Lega Nord Massimo Polledri
. ’Le sue argomentazioni sono fondate. La mancanza di atti ha già comportato, durante l’esame del documento in commissione, lo slittamento della sua discussione’. Christian Fiazza (Pd) si esprime contro la pregiudiziale di Foti. ’Gli allegati ci sono’ dice. La pregiudiziale viene respinta. Vota con la minoranza il consigliere Prc Carlo Pallavicini e Samuele Raggi (Idv).

Il vice sindaco Franco Timpano
presenta la delibera in consiglio comunale. Con la delibera si propone la realizzazione di uno studio di fattibilità circa la costituzione di una società mista, pubblico – privata per la gestione dei servizi idrici. Tutte le documentazioni sono reperibili e scaricabili dal sito del Comune.

Samuele Raggi (Idv)
: ’Non basta una società mista per garantire l’esito del referendum sull’acqua pubblica. Se così fosse, non dovremmo registrare i milioni di mancati investimenti sul territorio di Iren’. Marco Tassi (Pdl) mette in evidenza le spaccature interne alla maggioranza su un tema così importante, e chiede le dimissioni degli assessori Rabuffi e Gazzola, i quali si sono sempre espressi contrariamente alla delibera (e i rispettivi rappresentanti in consiglio hanno votato con la minoranza). Sempre Tassi fa l’esempio di Iren: non sono stati fatti gli investimenti necessari, il 38 per cento dell’acqua gestita dagli acquedotti viene persa. Il termine non è perentorio, non è necessario decidere oggi.

Tommaso Foti (Fd’I) contesta i contenuti del protocollo. ’La partecipazione nella società non dovrebbe essere stabilita in base al numero degli abitanti, ma in base al costo dei servizi. Ci sono comuni con pochi abitanti sui quali insistono reti acquedottistiche molto estese’ afferma. ’Mi auguro che lo studio di fattibilità non debba essere considerato un dogma’. Il consigliere del Prc Carlo Pallavicini introduce il suo intervento leggendo il volantino distribuito dai rappresentanti del comitato. ’Questo protocollo e’ illegittimo – legge – basato su premesse erronee e sbagliate. Vi chiediamo di difendere l’esito del referendum sull’acqua pubblica’. Pallavicini fa un parallelo con la Valsusa: qui non è mai stata presa in considerazione l’opzione zero, ossia che l’acqua possa diventare pubblica tout court.

Barbara Tarquini (M5s) denuncia: ’Chi potrebbe denunciare di eventuali scorrettezze il partner privato di questa eventuale società mista? Il declamato controllo pubblico sulla società non sarà così semplice come si vuole far credere’ dice. ’Per noi questa e’ una privatizzazione mascherata, una manovra per far assegnare a Iren il prossimo bando. Se non sarà assegnato a Iren, la gestione andrà ad altri privati che baderanno solo ai loro interessi’. ’Come può essere obiettivo uno studio commissionato a un’università dove insegnano il vice sindaco di Piacenza e altri ex amministratori ora in forze a Iren Emilia. Uno studio – dice Tarquini – commissionato a esperti esterni forse avrebbe potuto rassicurarci di più’.

Comunicazioni iniziali in consiglio
Marco Tassi (Pdl) pone il problema della sicurezza e si rivolge all’assessore al Welfare Stefano Cugini, ricordando il recente episodio di un barista picchiato e derubato in via S. Siro. Erika Opizzi (Fd’I) accusa il Comune di aver voluto dimenticare la Giornata del Ricordo, in memoria delle vittime delle Foibe. ’Non ditemi che l’evento organizzato dall’istituto storico della Resistenza serviva a questo, perché non è stato organizzato dal Comune, ma da un ente terzo, noi siamo stati semplicemente invitati a prendervi parte. Avevo una proposta da realizzare per questo evento, ed è’ stata ignorata’ sottolinea Opizzi, la quale critica anche le annunciate rivoluzioni della viabilità nel centro storico.

Giovanni Botti (Pdl) auspica che vi sia un sempre maggiore coinvolgimento dei commercianti nelle attività promosse dalla cabina di regia.

Filiberto Putzu (gruppo misto) interviene in merito al progetto di rivitalizzazione di piazza Cavalli. ’Molti esercenti sono interessati, si dovrebbe coinvolgerli. Anche per quanto riguarda piazzetta Mercanti, ora usata come parcheggio, dovrebbe essere riqualificata’.

Marco Pascai (Pd) interviene in merito ad Expo. ’E’ una grandissima opportunità che deve essere colta in tempi brevi. E’ un treno da non perdere, una vetrina vera per il nostro territorio. Riprendo l’idea del consigliere Fiazza, e di coinvolgere rappresentanti di maggioranza e opposizione in tavoli tecnici’.

Anche Marco Colosimo (Pc Viva) interviene in merito alla Giornata del Ricordo. ’Una sola giornata non basta come indennizzo. La proposta organizzata insieme a Erika Opizzi e’ stata ignorata, forse per timore di strumentalizzazioni. Accusa inaccettabile. I morti non sono ne’ rossi ne’ neri, di serie A e serie B’ dice il consigliere. Colosimo poi contesta la nomina di Savi a presidente Acer, una ricompensa, dice il consigliere, per essere stato il committente elettorale di Dosi.

Carlo Pallavicini (Prc) interviene in merito ai ritardi lamentati nelle realizzazione del nuovo padiglione alle Novate. ’La dignità umana non dovrebbe venire mai meno, anche se si ha una pena da scontare. Ricordo poi che il nostro carcere e’ già stato condannato per le condizione in cui versa’.

Massimo Polledri (Lega Nord) interviene a sua volta in merito al Giorno del Ricordo. ’Il male e’ sempre dietro l’angolo. Dobbiamo sempre tenere a mente quello che hanno fatto le dittature di ogni colore. Voglio proporre al sindaco di cancellare l’intitolazione a Togliatti di una via della città e sostituirla con ’via Martiri delle Foibe’.

Samuele Raggi (Idv) prende la parola per commentare la lettera inviata dal sindaco Dosi e da altri sindaci della Regione, nella quale si chiede di non far arrivare in città i rifiuti provenienti da altre province e regioni. La progressiva riduzione della produzione di rifiuti, inoltre, spiega Raggi, potrà finalmente porre il problema della dismissione dell’inceneritore. Su questo tema, anticipa il consigliere, verrà presentata una mozione.

Giovanni Castagnetti (Pc per Dosi) concorda con Opizzi e Colosimo: la giornata del Ricordo deve essere di maggiore attenzione, alla stregua di altre commemorazione. Il 10 febbraio, così come il 25 aprile, il 2 giugno devono essere momenti ugualmente condivisi e sentiti, come date essenziali che rappresentano la base della nostra democrazia.

Christian Fiazza (Pd) auspica che le modifiche apportate alla viabilità del centro vengano effettivamente condivise con cittadinanza. ’Sono d’accordo, dice Fiazza, con quanto dice il consigliere Colosimo: i morti non hanno appartenenza politica. Al di là dei regolamenti, sarebbe opportuno accogliere la proposta del consigliere Tassi e osservare un minuto di silenzio per tutti i morti’. ’Mi meraviglio che il Comune o un rappresentante non abbia voluto celebrare doverosamente la Giornata del Ricordo – aggiunge Maria Lucia Girometta (Gruppo Misto) -. Bene le modifiche alla viabilità, da risolvere ancora il problema di via Lanza’.


Lucia Rocchi (Moderati piacentini)
interviene in merito alla Giornata del Ricordo. ’Sono rappresentante del Comune nell’Isrec – interviene – e il convegno di stamattina vede il patrocinio di Comune e Provincia. Mi unisco alle richieste di altri consiglieri: osserviamo un minuto di silenzio’. Daniel Negri (Pd) ricorda anche l’anniversario della morte di don Borea, ucciso proprio il 9 febbraio 1945. Anche i rappresentanti del M5s chiedono di osservare un minuto di silenzio. Paolo Garetti (lista Sveglia) chiede la stessa cosa. Claudio Ferrari il presidente del consiglio comunale accoglie questa richiesta.


Andrea Gabbiani (M5s)
solleva il problema dei venditori abusivi di fiori, che operano senza il rispetto delle regole danneggiando chi opera nel rispetto delle regole.

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