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Inceneritore, Regione contro il Governo: “A Piacenza chiude entro 2020”

Con una risoluzione approvata in assemblea legislativa, il Pd dell’Emilia-Romagna contro il "collegato ambiente" del ministro Orlando. Ribadisce la chiusura di quello di Piacenza e di Ravenna

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“L’Emilia Romagna punta all’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti. Anche per questo siamo contrari al Disegno di legge e alla rete nazionale degli inceneritori”. Dopo la risoluzione approvata ieri in assemblea legislativa, il Pd dell’Emilia Romagna torna alla carica contro il “collegato ambiente” del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.

“Una rete nazionale – commenta la capogruppo Pd in Regione Anna Pariani in una nota – comportera’ lo sfruttamento degli impianti esistenti per l’incenerimento di rifiuti urbani prodotti in ogni parte d’Italia, quindi contrasterebbe con il nostro impegno volto alla riduzione della produzione dei rifiuti e al massimo recupero di materia, e anche con il criterio di autosufficienza regionale e con quello di prossimita’ nell’uso degli impianti come previsto nel piano preliminare dei rifiuti”.

Avanti invece col piano del presidente Vasco Errani. “Gli obiettivi sono chiari: entro il 2020 – riassume Pariani – chiuderanno i due inceneritori di Piacenza e Ravenna, mentre sara’ depotenziato il carico di lavoro massimo dell’impianto di Modena e di quello di Rimini, dove non sara’ autorizzata la costruzione di una nuova linea. Saranno rispettati i criteri di prossimita’, quindi i rifiuti saranno smaltiti nei loro territori di riferimento”.


TECNOBORGO A IREN, CAVALLI (LN): “MA NON DOVEVA CHIUDERE NEL 2020?”

“Come si concilia l’annunciata dismissione di Tecnoborgo, entro il 2020, con la paventata scelta di Iren di acquisirne il cento per cento?”. E’ il dubbio che avanza il consigliere leghista Stefano Cavalli, commentando la notizia del possibile interessamento della multiservizi all’acquisizione totale dell’inceneritore piacentino.

“Quale società prevederebbe un simile investimento su un impianto in dismissione?” si chiede Cavalli, che continua quindi a giudicare “molto improbabili le favole della Regione sulla progressiva dismissione degli impianti” e sprona il Pd a un’operazione-chiarezza: “A Roma il ministro Orlando sostiene una rete nazionale degli inceneritori (che porterebbe i rifiuti di altri in casa nostra), in Regione il Pd si dice a favore dello smantellamento e dell’autosufficienza dei territori.

E’ il caso che, tra Bologna e Roma, in casa Pd si parlino”. La sensazione – dice Cavalli – è che “anche sulla gestione dei rifiuti nel Partito democratico regni il caos”. Del resto – precisa l’esponente leghista – da sempre “la vera politica la fanno le multiutilities, che se ne infischiano delle annunciate dismissioni e continuano a chiedere di immettere nuovi rifiuti negli inceneritori, così Iren, così Hera”. In questo modo – rimarca – “per chi è virtuoso differenziare non serve a niente. E i costi, per giunta, ce li becchiamo nelle bollette Tares”. Una situazione “paradossale, contro cui Errani, in questi giorni a Roma, deve fare subito chiarezza”.

IDV EMILIA ROMAGNA: SI CHIUDA TECNOBORGO E LO SI RICONVERTA A IMPIANTO PER IL RECUPERO DI MATERIA
Sul tema dell’inceneritore di Borgoforte il Pd sta facendo il classico gioco delle tre carte: da una parte c’è il sindaco Dosi che lo scorso giugno si era opposto alla chiusura dell’impianto, dall’altra la capogruppo in Assemblea legislativa Anna Pariani che ora afferma che l’inceneritore chiuderà nel 2020, e infine c’è il ministro dell’Ambiente Orlando che col collegato ambientale predispone il terreno perché in Emilia Romagna si brucino i rifiuti provenienti da altre regioni, dando così vita eterna ai nostri inceneritori, compreso quello di Borgoforte.

Già un anno fa, nel Documento Preliminare al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, era stato prevista entro il 2020 la chiusura dell’impianto di Borgoforte, fra i più obsoleti della Regione e fra i più impattanti per quanto riguarda le emissioni di NoX in atmosfera. Ora pare che nel Piano Rifiuti sia contenuta la stessa prescrizione: una sponda inattesa e da tempo taciuta, quella del Pd, che sa tanto di promessa in chiave elettorale.

La posizione di Borgoforte è solo una delle contraddizioni del Piano rifiuti: il Pd ora si affretta a parlare di chiusura degli inceneritori, dimenticando però che il comma 3 dell’articolo 18 delle norme tecniche del Piano recita testualmente che negli inceneritori dell’Emilia Romagna «è consentito trattare anche quote di rifiuti speciali nei limiti della capacità autorizzata disponibile». In altri termini, gli inceneritori saranno riempiti con rifiuti provenienti da tutta Italia, in particolare con i rifiuti speciali che per legge sono a libero mercato e non sono soggetti ad alcun vincolo territoriale.

Impossibile inoltre non notare che la chiusura dell’inceneritore di Piacenza stride con la richiesta da parte di Iren della rimozione del limite di conferimento per i rifiuti speciali assimilabili agli urbani, avviando contemporaneamente un progetto di fornitura di calore alla rete del teleriscaldamento. Ci chiediamo come un simile progetto – la cui realizzazione richiederebbe anni di lavoro – possa conciliarsi con la prescrizione di chiudere l’impianto al 2020: se effettivamente è previsto nel Piano rifiuti la chiusura di Borgoforte entro quella data, l’istanza del gestore per la rimozione del limite di conferimento degli Rsa deve essere bocciata, optando invece per una riconversione della struttura in impianto di recupero di materia.

Segreteria Idv Emilia Romagna

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