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La grande classica in scena al Verdi. Energico successo

Vera magia quella suonata dall'orchestra de "I pomeriggi musicali", con il direttore Umberto Benedetti Michelangeli e Andrea Lucchesini al piano

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Vera magia quella suonata dall’orchestra de “I pomeriggi musicali”, con il direttore Umberto Benedetti Michelangeli e Andrea Lucchesini al piano. “La grande classica – concerto per pianoforte e orchestra”, tenutosi ieri sera al Teatro Verdi di Fiorenzuola ha coinvolto molti piacentini, estasiati dalla bravura dei maestri. L’evento si apre con l’ouverture da “La clemenza di Tito, K 621”. Composta da Mozart nel 1791 per l’incoronazione di Leopoldo I, questa annuncia energicamente l’inizio dello spettacolo. Il primo motivo è una melodia cantabile e vede il coinvolgimento di tutta l’orchestra, nella quale spiccano i violini. Una pausa precede il secondo tema che vede protagonisti i fiati. Il pubblico quindi è coinvolto dal richiamo del maestro, che dirige con grande abilità. Il direttore infatti ha collaborato con le orchestre più importanti d’Italia e ha debuttato nel 2006 al Rossini Opera Festival.

La seconda parte è “n. 4, op. 58″ di Beethoven. Anche se Goethe lo descrisse come un “indomabile”, l’orchestra interpreta con slancio romantico la genialità e l’impeto vulcanico del compositore. Dopo l'”Allegro moderato”, si accoglie l'”Andante con moto”, fortemente lirico, patetico, avvolgente. Impone la propria supremazia il pianoforte, il virtuosismo permetteva a Beethoven di far emergere tutte le sue capacità di compositore e strumentista. La componente timbrica abbatte la rigidità strutturale determinata dall’alternanza dei temi: Andrea Lucchesini è mosso da uno pathos commovente. Il rondò esuberante, quasi ballabile, chiude il concerto con energia. Dopo la vittoria del Concorso internazionale Dino Ciani presso il Teatro alla Scala di Milano, Lucchesini inizia a suonare con i direttori più importanti del mondo. Le sue prime incisioni discografiche risalgono agli anni Ottanta. Attualmente insegna alla Scuola di musica di Fiesole, ove è direttore artistico. Il suo più recente lavoro discografico sono gli “Improvvisi” di Schubert, che il pianista ha voluto donare agli ascoltatori ieri sera come sorpresa fuori programma.

Infine, è il momento della “Sinfonia n. 1, in do maggiore, op. 21″, sempre di Beethoven. Finalizzata alla seduzione della città viennese, Beethoven voleva rivaleggiare con tutti i pianisti. L'”Adagio molto”, seguito dall'”Allegro con brio” è un continuo contrasto tra fiati e l’orchestra completa. L'”Andante cantabile” con moto è più vigoroso, ritmico e allinea i temi dell’opera. Si prosegue con il “Minuetto”, l'”Adagio” e l'”Allegro molto e vivace”.

Emergono sprazzi di speranza, quasi l’orchestra, grazie alla musica, riesca ad elevare lo spirito. La melodia, affidata ad un crescendo enfatico culmina nei movimenti repentini. L’orchestra e il pianista Andrea Lucchesini suonano meraviglie impastate di dolcezza infinita. 

Valentina Barbieri

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