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Lucia e la rivolta in Ucraina: “Mia sorella in piazza Maidan a lottare”  

Abbiamo contattato Lucia, 24enne ucraina sposata con un piacentino, che ci racconta come sta vivendo la protesta che rischia di spaccare il suo paese e in queste ore di esporlo alla ritorsione russa

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La comunità ucraina piacentina (1755 persone) sta seguendo con apprensione e coinvolgimento le drammatiche vicende che stanno sconvolgendo il paese est europeo. Nelle settimane scorse tante donne ucraine hanno manifestato ai giardini Margherita a sostegno della lotta europeista e contro il presidente Yanukovich.

Abbiamo raccolto la testimonianza di Lucia, 24enne ucraina sposata con un piacentino, che ci racconta come sta vivendo la protesta che rischia di spaccare il suo paese e in queste ore di esporlo alla ritorsione russa.

“Ho seguito fin dall’inizio – racconta Lucia – con grande apprensione la protesta, anche perché mia sorella Anna era in piazza Maidan a Kiev nei giorni più caldi. La cosa più tremenda, mi raccontava per telefono, era che la gente sfilava, camminava, e improvvisamente magari il tuo vicino si accasciava al suolo perché colpito da quello che poi si è capito essere uno dei cecchini di Yanukovich”.

“Ciò che mi ha colpito molto – prosegue – è stata la rappresentazione della stampa di regime, tutta la vicenda mostrata come ribellione di una parte e non di un popolo. E’ vero che alcune regioni più orientali, in base agli ultimi dati elettorali e storicamente, sono più filo-russe, ma non dimentichiamo due cose: la prima è che anche lì, Yanukovich ha vinto con la corruzione e “pagando” letteralmente i voti e che le regioni di cui parlo dalla seconda guerra mondiale sono state “russizzate” forzosamente dal regime comunista per contenere le legittime ambizioni nazionali ucraine”.

“E’ stata una grande emozione per me – continua Lucia – rivedere libera Yulia Timoshenko che è stata anche l’unica politica che ho votato proprio poco prima di venire in italia, 4 anni fa. Yanukovich è stato un servo della Russia e non è stato capace di fare gli interessi del suo paese, Yulia e due fratelli pugili Klycko, anche di loro ho grande stima, amano il prorpio paese.

E poi dico io, come si fa ad avere un presidente che no sa parlare la lingua del suo popolo! Yanukovich veniva persino dileggiato dai comici, non solo dai suoi avversari politici per questa ragione. Non so se ricordate ma più di un anno fa aveva persino cercato di re-imporre la lingua russa nelle università, come nella mia, dove ho studiato per tre anni proprio filologia, quella di Cervitsi, la più antica del paese, patrimonio protetto dall’Unesco: ciò ha un altissimo valore simbolico”.

Lucia, originaria della parte occidentale dell’Ucraina, vicino a Leopoli, racconta anche i legami col suo paese: “Sono tornata in Ucraina due anni fa dove ho rivisto anche mio fratello e mia nonna, ma le cose stavano già peggiorando anche a causa della situazione economica. Non c’è lavoro e gli uomini vanno a lavorare nel settore edile a Mosca o a San Pietroburgo, sottopagati da quegli stessi russi che si son portati via le poche fabbriche che avevamo. Le donne arrivano con viaggi avventurosi e tremendi in Italia o in Francia o in Germania, dove fanno le badanti e e le pulizie. Io mi ritengo certamente fortunata. Qui a Piacenza non siamo in tanti e cerchiamo di aiutarci gli uni con gli altri”.

“Ho speranza nell’Europa – conclude – proprio per una ragione di libertà e di opportunità ma ho capito, vedendo certe assurdità, ad esempio quanto siete permissivi nei confronti dei criminali e quella che voi chiamate burocrazia, che comunque non saranno rose e fiori”.

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