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Maxi-tassa sulle sigarette elettroniche bloccata, ma occorrono nuovi studi scientifici

Nel frattempo, negli Stati Uniti il Ministero della Sanità ha definito urgenti i nuovi studi scientifici che stanno per essere avviati per monitorare rischi e benefici del fumo elettronico e poter dare ai cittadini americani disposizioni definitive in merito a uso, promozione, commercio e diffusione di questi prodotti.

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Dopo il ricorso presentato dall’Anafe-Confesercenti in merito al nuovo Decreto Ministeriale 16/11/2013  che dal 1 gennaio 2014 avrebbe introdotto una maxi-tassa del 58,5% per l’intero settore delle e-cig, il Tar del Lazio ha sospeso il provvedimento rinviandolo alla decisione della Consulta che si riunirà il prossimo 19 febbraio, per decidere le sorti di produttori e imprenditori della sigaretta elettronica.

Nel frattempo, negli Stati Uniti il Ministero della Sanità ha definito urgenti i nuovi studi scientifici che stanno per essere avviati per monitorare rischi e benefici del fumo elettronico e poter dare ai cittadini americani disposizioni definitive in merito a uso, promozione, commercio e diffusione di questi prodotti.

Nel nostro Paese, invece, solo dopo aver applicato (e tolto) divieti vari e tasse insostenibili, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha finalmente avviato un tavolo tecnico per l’attività scientifica da promuovere al più presto sia a livello nazionale che internazionale, affinché siano esaminati gli effetti di questo nuovo prodotto immesso nel mercato soltanto da qualche anno, ma che è già alla portata di tutti.

Naturalmente mancano le risorse finanziarie per avviare un’attività scientifica davvero utile, che rischia comunque di essere effettuata talmente in ritardo da apparire quasi superflua, dal momento che la sigaretta elettronica ha ormai modificato le abitudini dei fumatori e la legge che la regolamenta è stata già ampiamente dibattuta.  

La speranza è che l’Italia prenda esempio dagli Stati Uniti, dove la ricerca per studiare gli effetti delle sigarette elettroniche è incoraggiata dalle istituzioni. Nel nostro Paese ci sono strutture eccellenti e medici altamente preparati che potrebbero occuparsi di questi studi: anche lo stesso Ospedale Civile di Piacenza è noto per la sua attività di ricerca, in particolare il suo reparto oncologico è riconosciuto a livello europeo come uno dei dipartimenti più qualificati nella cura e nella preparazione di farmaci specifici per molte patologie. Attualmente la struttura conta ben 30 protocolli aperti di ricerca relativi a varie tipologie di tumore.

Gli studi effettuati fino ad ora sugli effetti delle e-cig restano discordanti, anche perché la varietà di prodotti presenti sul mercato è molto ampia. La differenza è data soprattutto dalla presenza o meno di nicotina nei liquidi vaporizzati: alcuni produttori di sigarette elettroniche, fra i quali troviamo ad esempio marche come Stigx o Joyetech, offrono infatti ai consumatori diverse tipologie di “e-liquid”, che si diversificano per l’aroma, ma anche per il livello di nicotina contenuto.

Ma non è tutto: secondo alcuni esperti le e-cig, se utilizzate con liquidi senza nicotina, rappresentano un modo efficace per smettere di fumare, tanto da poter essere considerate un presidio medico vendibile nelle farmacie, così come già avviene in Belgio e Danimarca.

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