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Non calano le tariffe locali, nonostante l’abolizione Imu prima casa VIDEO foto

"Tariffe e tasse locali nei comuni della Provincia di Piacenza". E’ stato presentato stamane, nella Sala Piana dell’Università Cattolica, il secondo rapporto sul tema promosso da Cisl Parma e Piacenza e Laboratorio Economia Locale e Università Cattolica

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“Tariffe e tasse locali nei comuni della Provincia di Piacenza”. E’ stato presentato stamane, nella Sala Piana dell’Università Cattolica, il secondo rapporto sul tema promosso da Cisl Parma e Piacenza, Cisl Pensionati, Adicomsum, Laboratorio Economia Locale e Università Cattolica.

ASCOLTA MARINA MOLINARI, SEGRETARIO CISL PIACENZA

Una realtà a macchia di leopardo – “Il convegno di questa mattina – ha sottolineato Marina Molinari, segretario piacentino della Cisl – ruota sulla presentazione del rapporto “Tariffe e tasse locali nei comuni della Provincia di Piacenza”, giunto alla seconda edizione”. “Con esso abbiamo cercato di analizzare alcuni elementi del fisco nei comuni per dare valore ai soldi dei cittadini, capendo le differenze nelle varie zone della nostra Provincia”. La situazione si può definire “macchia di leopardo”: “Abbiamo esaminato il passaggio dall’Ici all’Imu ed i suoi effetti, poi abbiamo preso in considerazione l’Irpef Comunale, i costi delle tariffe idriche, il costo degli abbonamenti degli autobus”. “Il complesso dell’osservazione ci mostra che, nonostante nella quasi maggioranza dei Comuni, sia stato abolita l’Imu prima casa, purtroppo complessivamente i costi per i cittadini non sono diminuiti; ciò che viene tolto da una parte viene messo da un’altra”.

ASCOLTA MARCO CAMPANINI

Tassazione più gravosa sui portafogli delle famiglie di montagna – L’amplio rapporto curato dallo studente dell’ateneo piacentino Marco Campanini, attraverso la comparazione dell’impatto sui redditi, mostra una situazione complessa. “In valori assoluti – ha spiegato Campanini – i comuni che pagano un maggiore ammontare delle tariffe e tasse locali risultano essere quelli di pianura”. Diverso è il risultato se si osserva l’impatto percentuale sul reddito: “i comuni di collina e di montagna – ha evidenziato – si ritrovano a pagare più del doppio rispetto a quelli di pianura per l’effetto di un reddito disponibile molto minore”.

Segnali meno rosei per il 2014 – Qual è l’effetto dell’abolizione (non completamente in alcuni comuni dove si è pagata la cosiddetta Mini-Imu ndr) dell’Imu sulla prima casa? “Ha avuto il merito – spiega lo studioso – di mitigare l’impatto complessivo sui redditi”. Purtroppo il rovescio della medaglia sono “i segnali meno rosei per il 2014 con la sostituzione della Service Tax con la Tasi”. “In un articolo comparso sul Sole 24 Ore – ha detto – si legge che “la Iuc-imposta unica comunale in vigore rischia per proprietari delle case medio-piccole, che non hanno mai pagato (o hanno pagato poco) né Ici né Imu grazie agli sconti fiscali presenti nelle vecchie imposte e assenti nella nuova, di rivelarsi più cara dell’Imu e di aprire nello stesso tempo buchi milionari nei bilanci delle grandi città perché le case di valore alto pagheranno assai meno di prima”.

ASCOLTA GIOVANNI COMPIANI, SINDACO DI FIORENZUOLA

Il difficile compito di far quadrare i bilanci comunali – “Le difficoltà per i Comuni sono tante – ha detto Giovanni Compiani, sindaco di Fiorenzuola, tra i relatori dell’incontro – perché ormai l’autonomia dei Comuni è solo quella di tassare i cittadini”. “I Comuni devono far quadrare i bilanci che sono del tutto ingessati da regole, regolamenti e leggi. Credo che questo debba essere mitigato”. Anche un appello a Roma: “Il debito pubblico deve sicuramente abbassato. Ma non lo si deve fare partendo dai Comuni e comunque non dai Comuni virtuosi”. “Occorre partire dalla Stato – ha aggiunto – riformando tutti gli enti, lo Stato stesso, Regioni e Province. A questa lista aggiungo anche le aziende pubbliche ed i manager pubblici. Cominciamo da qui per poi arrivare ai Comuni che, in questi anni, hanno sforato il patto di stabilità”

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