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“Nuovo” 118: “Con le aree vaste più tecnologia e meno errori” foto

Cosa accadrà ai servizi di soccorso e di emergenza dopo il trasferimento del centralino del 118 da Parma a Piacenza? Il Partito Democratico ha organizzato un incontro pubblico 

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Cosa accadrà ai servizi di soccorso e di emergenza dopo il trasferimento del centralino del 118 da Parma a Piacenza? Per illustrare a operatori e cittadini i cambiamenti e le innovazioni dell’accordo raggiunto con la Regione Emilia Romagna, il Partito Democratico ha organizzato un incontro pubblico alla ex circoscrizione 2. Sono intervenuti Elisabetta Rapetti, dell’esescutivo provinciale Pd, Stefano Nani, responsabile 118 di Piacenza, Paolo Rebecchi Anpas e Renato Zurla di Croce Rossa.

Paolo Rebecchi, coordinatore delle Pubbliche assistenze dell’Anpas ha voluto fare chiarezza rispetto alle polemiche scaturite dall’operazione ’salva 118’, messa in campo nei giorni scorsi.

’Non abbiamo mai detto che il risultato ottenuto fosse merito di qualcuno piuttosto che di un altro, abbiamo parlato e collaborato con tutti. L’assessore comunale Stefano Cugini ha svolto un ruolo istituzionale – spiega Rebecchi -. Quello che abbiamo ottenuto e’ frutto di un’opera di collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, e non è vero che non è stato raggiunto nessun risultato, perché tutto era già stato deciso. In realtà ci siamo accorti che il documento che stava per essere portato in conferenza socio sanitaria, due settimane fa, non rappresentava quello che erano i nostri obiettivi, e ci siamo impegnati affinché ne venisse redatto un altro in cui fossero eresse con chiarezza le nostre richieste. Non era nella mission del comitato ragionare sul futuro dei lavoratori, ma solo ottenere quello che è stato raggiunto con questa intesa’.

Renato Zurla ha puntualizzato: ’Il sistema Piacenza e’ unico in Italia, grazie alla collaborazione attivata tra il pubblico e il volontariato. Questo risultato è stato ottenuto grazie a Piacenza, non è merito solo del Pd, una volta tanto abbiamo dimostrato di essere gente per bene, certo supportati da una parte politica che non ha operato solo per se’. In 24 ore siamo riusciti a portare a casa un risultato che altri avrebbero raggiunto in 7 mesi’.

Stefano Nani ha spiegato: ’Non entro nel merito economico della questione, perché l ’assessore regionale ha chiarito che gli accorpamenti non comportano benefici di questo tipo. Le centrali medio piccole hanno costi tecnici identici rispetto a quelle medio grandi, con un numero maggiore di errori. Per questo si è deciso di puntare sulle aree vaste, anche per allinearci a indicazioni europee. Esperienze di questo tipo, applicate in Regione, hanno visto però sparire l’apporto del volontariato. Ed è questo che ha messo in allarme i volontari piacentini. Da un punto di vista tecnico gli operatori di Piacenza possono lavorare ovunque in Regione, perché il sistema operativo e’ lo stesso.

Si è parlato di conoscenza del territorio, questo sicuramente e’ un vantaggio, ma con i dispositivi moderni si può ovviare a questa situazione: sono in corso di aggiornamento tutte le cartografie informatiche di Piacenza, con la individuazione di sotto distretti di competenza di tutte le ambulanze che abbiamo a disposizione, per raggiungere anche piccole località, per togliere la discrezionalità dell’intervento da parte dell’operatore.

Siamo inoltre un’area di confino e stiamo collaborando con altre realtà per riuscire a coordinare meglio il soccorso: ad esempio Castelvetro trova a Cremona una postazione di intervento in pochi minuti. Vogliamo togliere qualsiasi dubbio rispetto a come un operatore di Parma possa gestire operazioni a Piacenza. Il mandato del documento presentato e’ tecnico, per Piacenza abbiamo riportato anche le virgole su come lavoriamo, di modo che venisse riportato correttamente tutte le prassi da noi seguite, in particolare del Codice Blu (defibrillatori, Progetto Vita), ma non solo.

Prosegue Nani: “Nessun infermiere di Piacenza andrà a Parma. Ci sarà un periodo di affiancamento con i colleghi di Parma. La centrale di Piacenza resterà operativa, con il suo personale, per i trasporti inter ospedalieri. Una cosa che non è di poco conto”.

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