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Ospedale militare, progetti cercasi. Potrebbe ospitare Palazzo Uffici?

Sull'argomento interviene anche Tommaso Foti (Fd'I) "Il Comune non faccia passi da gambero". 

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A volte ritornano. Durante l’incontro in Fondazione con Nicola Latorre (Pd), presidente della commissione Difesa del Senato, la realizzazione di Palazzo Uffici è stata evocata più volte. Dal presidente di Confindustria, Emilio Bolzoni, e dal direttore di Unione Commercianti, Giovanni Struzzola, come possibile gemma da incastonare nell’ambizioso progetto di Baia San Sisto, e anche dallo storico dirigente comunale Mario Zumbo, il quale rispolvera, però, una proposta che ciclicamente torna in auge. “Perché non utilizzare l’ospedale militare come sede unica degli uffici comunali?” ha chiesto ieri sera l’architetto Zumbo. “Si tratta di un edificio di metratura sufficiente a soddisfare le necessità di ospitare le sedi distaccate del Comune, le risorse per realizzare un nuovo palazzo, circa 20 milioni di euro, potrebbero essere impiegate per ristrutturare l’ospedale. Qualora si decidesse di percorrere questa strada, il ministero potrebbe cedere l’immobile al Comune, o verrebbe comunque fatta un’asta nella quale far valere un diritto di prelazione, come prevede il nuovo strumento normativo, la valorizzazione d’onore?”. 

La risposta del senatore Latorre è stata molto chiara. “Se il Comune investe 20 milioni di euro nell’ospedale militare, al termine dei 10 anni previsti dalla valorizzazione d’onore, l’immobile resta al Comune. Punto”. Del resto il prestigioso edificio è stato più volte citato dal parlamentare Pd, o meglio ne è stata più volte sottolineata la mancanza di un progetto dedicato. Latorre ieri ha infatti confermato la disponibilità del ministero nel “rinunciare” fin da subito a una porzione della Pertite (gratuitamente, pur con l’incognita della bonifica) e all’ospedale militare. Criteri discriminanti in questa decisione sono stati la presentazione di un progetto che ha coinvolto tanti cittadini (Pertite) e il fatto che l’immobile in questione non ospitasse più attività militari (ospedale di viale Malta). E’ invece sembrato più difficoltoso il percorso della Baia di San Sisto. L’intero intervento si svilupperebbe infatti su di un’area che vede la presenza di un corpo militare strategico per lo Stato (Genio Pontieri), e quindi andrebbe prima risolto il problema di mettere a loro disposizione una nuova caserma. Il fatto tempo, poi, corre il rischio di essere una discriminante. 

Su questo punto è infatti intervenuto anche l’assessore all’Urbanistica Silvio Bisotti. “Ogni anno spendiamo – ha detto Bisotti rivolgendosi proprio a Bolzoni e a Struzzola – 900mila euro per la gestione degli uffici comunali. Non possiamo continuare ad aspettare”. Ecco quindi la proposta di utilizzare l’ospedale militare come sede unica degli uffici. Ma non è questa l’unica idea avanzata nell’arco degli anni: più recentemente si è parlato dell’ospedale di viale Malta come sede della facoltà distaccata di Medicina e Chirurgia di Parma (ipotesi che però non piace all’ordine dei medici di Piacenza), mentre i giovani ciceroni del liceo Colombini, nell’arco delle Giornate Fai 2012, hanno proposto un suo recupero come orto botanico. 

Insomma, tante idee ma nessun progetto concreto per un bene che potrebbe essere restituto alla città in poco tempo. Di questo sicuramente parleranno il sindaco Paolo Dosi e l’assessore Bisotti che, nella giornata del prossimo mercoledì, si recheranno a Roma per èparlare di aree militari. 

Intervento di Marco Colosimo, consigliere comunale Piacenza Viva

Apprendo con piacere che la “Fondazione” ha organizzato un incontro pubblico con il Presidente della Commissione Difesa, il senatore Latorre, per parlare e chiarire il tema delle dismissioni delle aree militari, con relative tempistiche,modalità ecc..
Bene! Peccato che l’amministrazione comunale abbia perso un’altra occasione importante ed interessante: non era forse meglio e opportuno portare questa discussione in Consiglio Comunale? Magari con un piano di intervento/programmatica su quali e quante aree siano funzionali ai bisogni/necessità di Piacenza?
Fa piacere che i cittadini possano conoscere l’aggiornamento di una problematica così discussa e sentita come quella delle dismissioni delle aree militari. Lascia sempre di più perplessi invece l’inefficienza e la disorganizzazione del Comune, che oltre a non avere strategie e piani nello specifico, ancora una volta perde, impegnato com’è a rincorrere scelte urgenti dell’ultimo minuto, l’occasione di chiarire e far realmente partecipare la cittadinanza e quindi i consiglieri comunali alle problematiche della Città.

Aree militari – Foti (Fratelli d’Italia): “Il Comune non faccia passi da gambero”
 
“Per anni ci siamo sentiti dire che era il governo di centro-destra che non voleva sbloccare la vicenda delle aree militari a Piacenza. Sono passati oltre due anni e mezzo dalle proposte che il Ministero della Difesa ha presentato, molti di più da quando il Comune ebbe a commissionare un master plan al Politecnico e si continua a navigare a vista” lo afferma Tommaso Foti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia.
 
“Non metto in dubbio che ad alcuni possa risultare particolarmente interessante la lettura dell’elenco degli immobili ritenuti dismissibili dal Ministero della Difesa, ma – aggiunge l’esponente di Fratelli d’Italia – non è con le letture degli elenchi, né con i conciliaboli da salotto che si governa il futuro dei piacentini.” 
 
“In più occasioni, ho richiesto in consiglio comunale al Sindaco Dosi di presentare allo stesso una sua proposta sulle aree militari, per verificare se vi fosse la possibilità, dopo il necessario e dovuto confronto, di approvare un documento di sintesi che esprimesse la posizione di tutta la città. Ovviamente – aggiunge Foti – la richiesta è caduta nel vuoto pneumatico che è il segno distintivo di questa giunta.”
 
“Ora, saranno anche suggestive le proposte che ci vengono presentate su questa o quell’area militare, ma siamo sicuri ad esempio – chiede l’esponente di Fratelli d’Italia – che l’ex ospedale militare abbia per il Comune lo stesso interesse di vent’anni fa?”. “Quando con l’amministrazione Guidotti si valutò il suo recupero per trasferivi la cittadella degli uffici pubblici, si pensava – ricorda l’esponente di Fratelli d’Italia – anche ad un coinvolgimento della Provincia e dell’Asl. Oggi la prima ha risolto i suoi problemi di spazi con una razionalizzazione degli uffici, disdettando anche numerosi contratti di locazione, mentre l’Asl si è fatta una sede propria a Piazzale Milano”.
 
“E così pure non si capisce il motivo per cui si continui ad insistere per un immediato rilascio dell’area dell’ex Pertite – evidenzia Foti – e nulla si dica per ottenere il rilascio di quell’enorme area verde costituita dalla parte del vallo farnesiano oggi nascosta, ivi compresi i bastioni e il Castello che ben pochi piacentini, figuriamoci i turisti, hanno avuto la possibilità di ammirare. A tacere dell’assordante e deprecabile silenzio sul futuro del Polo di Mantenimento Pesante.”
 
“La strada di un rilascio delle aree militari a spizzichi e bocconi – conclude Foti – serve a niente e a nessuno, se non rientra in un piano generale che definisca, nel tempo, quali aree devono restare utilizzabili per i militari e quali destinate ad un uso diverso. Il volere correre dietro alle scorciatoie istituzionali serve solo a fare passi da gambero. E ce lo conferma il fatto che da 20 anni, chiusa l’esperienza della amministrazione Guidotti, di discussioni e di tavoli, piccoli o grandi, se ne sono fatti tanti, ma di aree militari non se ne è portata a casa neanche una.”

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