Pd nel Pse. Negri e Bergonzi: “Negata la pluralità del Pd”

Pubblichiamo l'intervento di Daniel Negri e Marco Bergonzi sul tema "Pd nel Pse"

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Pubblichiamo l’intervento di Daniel Negri e Marco Bergonzi sul tema “Pd nel Pse”. “Se si fosse voluto un Partito che si collocasse nei Socialisti Europei, lo si sarebbe fatto subito, all’atto della sua nascita nel 2007; invece non si fece proprio nella consapevolezza che il PD era altra cosa rispetto al Partito Socialista Europeo, non coincidente e quindi non sovrapponibile, ne’ coerente con esso – spiegano. “Questo ripiegamento è un errore che non solo ridimensiona le ambizioni Europee del PD, ma non riconosce la pluralità e l’ampiezza dei valori che lo compongono e che il PD non puo’ rinunciare a rappresentare”.

L’INTERVENTO
PD NEL PSE : UN ERRORE PROFONDO, CHE NEGA LA PLURALITA’ DEL PD

Il PD ha dalla sua nascita, grandi ambizioni di cambiamento: superare le rovinose e poco comprensibili divisioni nel centrosinistra, cambiare il Paese, innovando la politica in Italia ed in Europa.

Ecco che quindi il PD introduce per la prima volta in Italia le Primarie, afferma la “vocazione maggioritaria” e dichiara di ambire alla costituzione di una nuova grande famiglia di democratici al Parlamento Europeo, dal momento che quelli esistenti sono contenitori troppo datati rispetto alla novità rappresentata dal PD in Italia.

In poco tempo ha però via via cominciato a frullare i propri leader (6 in 6 anni, tra segretari e Presidenti del Consiglio) e rinunciare alle proprie ambizioni (la vocazione maggioritaria è scomparsa quasi subito): e rinunciare oggi alla sognata “Costituente democratica Europea” per collocarsi nel “vecchio” PSE è un arretramento, un errore profondo, che stride rispetto alle diverse storie ed ai valori ispiratori (tra i quali figurano anche quelli del cattolicesimo democratico e della cultura liberale), che trovano sintesi nel PD, ma non nel PSE.

Se si fosse voluto un Partito che si collocasse nei Socialisti Europei, lo si sarebbe fatto subito, all’atto della Sua nascita nel 2007; invece non si fece proprio nella consapevolezza che il PD era altra cosa rispetto al Partito Socialista Europeo, non coincidente e quindi non sovrapponibile, ne’ coerente con esso.

Oggi, chi è arrivato al PD da una esperienza di sinistra, ritorna in Europa nella casa in cui stava prima che nascesse il PD: e tutti gli altri?

Non si diventa qualcosa che non si è per scelta altrui, ne’ quindi si diventa “Socialisti per decreto”; riteniamo pertanto che questa scelta porterà con se’ molte contraddizioni, che non potranno non emergere nel gruppo dei Partito Socialista Europeo, con l’ingresso della pattuglia dei Democratici Italiani.

Questo ripiegamento è un errore che non solo ridimensiona le ambizioni Europee del PD, ma non riconosce la pluralità e l’ampiezza dei valori che lo compongono e che il PD non puo’ rinunciare a rappresentare.

Marco Bergonzi
Daniel Negri

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