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Profughi, il Comune non cede. Continua la protesta FOTO-VIDEO foto

Sono intenzionati a trascorrere la seconda notte accampati davanti a Palazzo Mercanti gli stranieri in protesta dopo lo sgombero dell’Ex Circoscrizione 2. Per tutta la giornata di mercoledì sono proseguite le trattative con il Comune

AGGIORNAMENTO – Sono intenzionati a trascorrere la seconda notte accampati davanti a Palazzo Mercanti gli stranieri in protesta dopo lo sgombero dell’Ex Circoscrizione 2. Per tutta la giornata di mercoledì sono proseguite le trattative con il Comune, che attraverso il sindaco Dosi e l’assessore al Welfare ha ribadito la propria posizione, invitando il gruppo a rivolgersi ai servizi sociali attraverso l’iter seguito da tutti i cittadini. Proposta evidentemente non gradita dai profughi che non sembrano avere alcuna intenzione di interrompere la loro protesta.

NOTTE SOTTO AL COMUNE – Prima notte di protesta davanti al Comune per i profughi sgomberati ieri mattina dalle forze dell’ordine dai locali dell’ex Circoscrizione 2 di via XXIV Maggio a Piacenza. Il gruppo di stranieri, controllato da un presidio delle forze dell’ordine, si è di fatto accampato sotto ai portici di Palazzo Mercanti, trascorrendo la notte in giacigli di fortuna. Una scena che ricorda quella del luglio scorso, quando i profughi trascorsero un paio di giorni in alcune tende di fronte all’ingresso del Municipio.

ASCOLTA SALISU GHANAHI, PROFUGO

Chiedono, protestando in modo decisamente chiassoso tanto da provocare più di una lamentela fra i cittadini, una sistemazione e una formazione che permetta loro di trovare un lavoro: “E’ ciò che chiediamo da tre anni – spiegano – non abbiamo scelto noi di venire a Piacenza, ma siamo stati mandati qui dal Governo. Lo Stato ha speso milioni di euro, ma noi ora non siamo nessuno: abbiamo chiesto un tetto, di parlare italiano ed una formazione professionale adeguata che ci permetta di trovare un lavoro. Nella nostra situazione non possiamo iniziare una vita”.

“Il Comune – proseguono – parla di duemila persone in attesa di un alloggio, ma le nostre storie non sono uguali a quelle degli altri; noi siamo fuggiti dalla guerra e non abbiamo mai pensato di mangiare un pezzo di pane dei piacentini, siamo persone civili non possiamo vivere per sempre nella miseria. Siamo stanchi di stare in silenzio e di essere continuamente sgomberati”. Gli stranieri si dicono pronti a portare la loro protesta a Bruxelles: “Se gli italiani e i piacentini non sono in grado di accoglierci, lasciateci andare in un altro paese, siamo pronti ad andare a protestare all’Unione Europea”.

ASCOLTA STEFANO CUGINI, ASSESSORE AL WELFARE


NO A LISTE PRIVILEGIATE –
Alle loro rimostranze risponde con decisione l’assessore al Welfare Stefano Cugini: “Per loro al momento non possiamo fare nulla di diverso rispetto a quanto già facciamo per tutte le altre persone in difficoltà. Abbiamo consigliato di organizzarsi e trovare ospitalità da amici e conoscenti e poi di rivolgersi ai servizi sociali: valuteremo ogni singolo caso, e, se vi sono i requisiti, saranno presi in carico come tutti gli altri. Questi ragazzi hanno problemi importanti, al pari però di tanti piacentini: non possiamo creare liste privilegiate”.

Cugini ha poi sottolineato l’impossibilità di assegnare agli stranieri alloggi popolari, come già accaduto dopo lo sgombero del Ferrhotel: “Le liste di attesa sono lunghe e composte da tanti piacentini che aspettano da tempo e hanno gli stessi problemi. Vorrei poi sottolineare come questi ragazzi non siano più inquadrabili come profughi ma al momento clandestini a tutti gli effetti”.


Il Pdl: “Ripristinare ordine e legalità”

I consiglieri comunali del Pdl Marco Tassi e Giovanni Botti fanno un appello a tutte le istituzioni competenti “affinché vengano ripristinati l’ordine e la legalità a fronte dell’occupazione abusiva del gruppo di stranieri sotto i portici del Comune”. “Chi si rifiuta di accettare il percorso offerto dai servizi sociali – affermano – non ha alcun diritto di occupare abusivamente i luoghi pubblici, e tanto meno di pretendere ulteriori favori”. “Questa è ormai solo una questione di legalità e di ordine pubblico a fronte della quale chiediamo che venga messa la parola fine”.

Via Roma Città Aperta: “L’amministrazione comunale si dimentica del disagio”
“A Piacenza il problema della sicurezza è un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto”. Lo afferma Paolo Maurizio Bottigelli, dell’Associazione Via Roma Città Aperta.
“Mezzo pieno – scrive – perché si fanno tavoli sulla sicurezza, si pensa a telecamere e ad altri aggeggi, ma ci si dimentica di  prevenire dove si può; mezzo vuoto perché non esiste prevenzione alcuna”.

“Nessuna strategia sull’emarginazione più “dura”. Il mondo è cambiato la “ristrutturazione” neoliberista  ha imposto l’allungamento della società; ricchi sempre più ricchi poveri sempre più poveri. Ovunque, dovunque albeggia una “miseria” ladra, un torchio sociale che stritola anche chi una volta godeva di benessere e agiatezza. Ma l’amministrazione comunale in alcune occasioni sembra dimenticarsi del disagio. Attua, cacciando, sgomberi di quei siti, in verità indecorosi, occupati da senza “patria”, sono  donne e uomini “trucidati” dalla crisi economica privati anche dalla loro dignità”.

“Ultima evacuazione è stata all’ex circoscrizione 2 in via XXIV Maggio. Sgomberi effettuati scacciando e basta. Nessuna alternativa. Così facendo si aumenta la gente sulla strada, che sicuramente  andranno ad alimentare la “ragnatela” di microcriminalità attiva sulle strade”.

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