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Sicurezza, Siap: “La criminalità si evolve, ma dallo Stato solo tagli”

Intervento sul tema della sicurezza di Sandro Chiaravalloti, segretario generale provinciale del Siap, Sindacato Italiano Appartenenti Polizia

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Intervento sul tema della sicurezza di Sandro Chiaravalloti, segretario generale provinciale del Siap, Sindacato Italiano Appartenenti Polizia


Nei dibattiti sulla sicurezza, inevitabilmente, si parla delle problematiche che crea l’immigrazione regolare e clandestina. È chiaro, e credo nessuno lo possa smentire, che da ogni etnia che arriva nel nostro Paese, arrivano le cose belle e quelle pessime. Del resto, la prova è anche quella italiana che, emigrando negli Stati Uniti, insieme a tutti i nostri compaesani onesti che sono andati lontani della propria terra per cercare fortuna, ha esportato anche la mafia.

Pertanto, questo avviene anche nel nostro paese che sta anche accogliendo varie organizzazioni malavitose e mafiose straniere. In sostanza una criminalità che si evolve a fronte di uno Stato che non permette di lavorare in condizioni ottimali alle proprie forze dell’ordine. Del resto, noi sindacati di polizia, ponendo un solo esempio di facile intendimento per semplificare la comprensione del problema, mentre – a causa dei delitti sempre più efferati –  dovremmo interagire per  dotare i poliziotti di giubbotti antiproiettile ad uso personale e permanente – quelli leggeri usati in tanti paesi come la Francia – , dobbiamo lottare per ottenere il ricambio di quelli obsoleti, scaduti e non più adeguati.

Inoltre, da quando la polizia è stata dotata della Fiat Marea dotata di alcuni accorgimenti, le unità operative in volante sono diventate 2 e non 3. Successivamente, dopo la Fiat Marea, siamo stati dotati dell’Alfa 159 che ha permesso una certa evoluzione. Ora, e quando avviene dobbiamo pure essere felici, stanno distribuendo la Fiat Bravo che a mio parere non consente più un adeguato e sicuro servizio e che, se questa involuzione continua, potrebbe porre il problema di dover necessariamente ritornare ad un servizio di volante con tre unità con la conseguente riduzione delle volanti stesse.

Pertanto sempre più abbiamo una delinquenza che si trasforma, diventa sempre più efferata e investe, a fronte di uno Stato che disinveste sia attraverso i tagli lineari e anche grazie alle mancate riforme utili ad ottenere un serio coordinamento attraverso l’unificazione di 5 forze di Polizia che consentirebbe un risparmio di tre miliardi di euro e una maggiore sicurezza per i cittadini che hanno il diritto di essere davvero sicuri. 

In questa involuzione va anche evidenziato che mentre una volta il corso di formazione per i nuovi agenti durava un anno ora, causa la mancanza dei fondi, nonostante l’aumento dei reati in termini numerici che sostanziali, ha una durata di sei mesi a danno della qualità del servizio che dobbiamo fornire. Inoltre, va aggiunto che per entrare in  Polizia bisogna passare per il servizio Militare, in quanto i concorsi sono stati soppressi ingiustamente, chiudendo la porta a tanti giovani motivati che vorrebbero tentare di entrare in Polizia e soprattutto, in quanto oramai proprio per le ragioni che ho in precedenza spiegato sulla criminalità “straniera”, comprime un eventuale arruolamento di quei ragazzi oramai italiani in tutti gli effetti con origini extracomunitarie ed europee che consentirebbero, come ha fatto il nostro connazionale Joe Petrosino in America, di contrastare meglio le varie organizzazioni criminose straniere, oramai diventate realtà, come la mafia cinese.

Il servizio, nonostante tutto, i colleghi lo forniscono nel miglior modo possibile e vista la situazione è davvero tantissimo. Ma mi chiedo e vi chiedo, quanto durerà atteso che, per garantire il servizio sei mal pagato, gli straordinari non vengono pagati e le cose utili per lavorare devi pure comperartele? Beh, noi si va avanti, ma non so sino a quando!

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