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Slow food, in vetrina al Melville le bontà piacentine. Le guide foto

Si rafforza il legame tra Slow Food, l’associazione di Carlin Petrini, e Piacenza. I ristoratori e la cantine del territorio che compaiono nelle guide 2014 Slow wine e delle Osterie d’Italia hanno promosso al Caffè letterario Melville di S. Nicolò

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Si rafforza il legame tra Slow Food, l’associazione di Carlin Petrini, e Piacenza. I ristoratori e la cantine del territorio che compaiono nelle guide 2014 Slow wine e delle Osterie d’Italia hanno promosso al Caffè letterario Melville di S. Nicolò una serata all’insegna del gusto, con in prima fila tante prelibatezze della gastronomia di qualità e sostenibile della nostra provincia. Nelle foto alcuni dei momenti della serata.

Ecco le aziende vinicole presenti

AZIENDE VITIVINICOLE: LA TOLLARA – CANTINA VALTIDONE – CASTELLO DI AGAZZANO MARCO CORDANI – CARDINALI – CASA BENNA – LURETTA – BARACCONE MARENGONI – PERINELLI – LA STOPPA – DENAVOLO – IL POGGIARELLO LUSIGNANI – ROMAGNOLI – BARATTIERI – LA TOSA – DAVIDE VALLA IL NEGRESE – LUSENTI – TORRE FORNELLO

e le OSTERIE: ANTICA TRATTORIA GIOVANELLI, Sarturano – ALBERGO DEI CACCIATORI, Mareto TRATTORIA SALINI, Groppallo – AGRITURISMO BATTIBUE, Fiorenzuola d’Arda ANTICA LOCANDA DEL FALCO, Rivalta – TRATTORIA SAN GIOVANNI, Piacenza ANTICA TRATTORIA CATTIVELLI, Isola Serafini – CAFFE’ GRANDE, Rivergaro OSTERIA SANTO STEFANO, Piacenza, TRATTORIA BELLARIA, Biana ANTICA TRATTORIA BRAGHIERI, Centora.

A Davide Rovati, fiduciario provinciale di Slow Food, affiancato da Nando Tribi, di Slow Food Piacenza, il compito di presentare le due nuovissime guide del 2014 dedicate a osterie e produttori vinicoli. “L’obiettivo delle nostre guide – rammenta Tribi – non è quello di dare voti, ma di segnalare i produttori di qualità e di raccontare lo loro storie, la loro capacità di valorizzare le specialità del territorio, rispettando la natura e la sostenibilità. Sono tre le osterie piacentine presenti fin dalla prima edizione della guida, il Caffè Grande di Rivergaro, la Bellaria di Biana e la Trattoria Cattivelli di Isola Serafini, quest’anno c’è stata la new entry della Trattoria S. Stefano di Piacenza”. “E’ la prima volta – sottolinea Tribi – che abbiamo voluto presentare a Piacenza le nostre guide, ma l’intenzione per i prossimi mesi è quella di rafforzare il legame con il territorio attraverso nuove iniziative, nel segno della qualità e dell’attenzione ai prodotti piacentini”.

Slow Food è un’associazione internazionale no-profit che conta 100 000 iscritti, volontari e sostenitori in 150 Paesi, 1500 Condotte, le sedi locali, delle quali 17 in Emilia Romagna, e una rete di 2000 comunità di piccoli produttori di qualità.

Fondata da Carlo Petrini nel 1986, Slow Food opera per promuovere l’interesse legato al cibo come portatore di piacere, cultura, tradizioni, identità, e uno stile di vita, oltre che alimentare, rispettoso dei territori e delle tradizioni locali.

Il motto di Slow Food è buono, pulito e giusto. Tre aggettivi che definiscono in modo elementare le caratteristiche che deve avere il cibo. Buono per le sue qualità organolettiche, pulito ovvero prodotto nel rispetto dell’ambiente, giusto ossia conforme ai concetti di giustizia sociale sia nella fase di produzione che di commercializzazione.

Slow Food attraverso la sua rete di persone attive sul territorio locale, nazionale e internazionale:

coordina e realizza progetti di ricerca, catalogazione e promozione per la salvaguardia della biodiversità alimentare

promuove iniziative per lo sviluppo di forme di agricoltura ecocompatibile

preserva e valorizza l’identità storico-culturale di un territorio al quale si lega una particolare produzione, in particolare attraverso l’istituzione di Presìdi per la difesa della biodiversità

sviluppa relazioni, attività e iniziative con e fra le comunità del cibo, formate da tutti i soggetti che operano nel settore della produzione e della trasformazione del cibo

favorisce la riduzione della filiera distributiva, il rapporto diretto tra produttore e coproduttore, e l’organizzazione di attività di turismo enogastronomico

guida a una corretta cultura alimentare anche attraverso l’educazione sensoriale.

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