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Società mista per gestione acqua, M5s “Tradito esito referendum”

Intervento del gruppo consiliare M5S di Piacenza, in merito alla firma dell'atto che dà il via libera allo studio di fattibilità per la costituzione di una società pubblico - privata che gestisca il servizio idrico. 

Intervento del gruppo consiliare M5S di Piacenza, in merito alla firma dell’atto che dà il via libera allo studio di fattibilità per la costituzione di una società pubblico – privata che gestisca il servizio idrico. 

Fa specie che nell’ articolato intervento del sindaco Dosi durante il consiglio comunale del 10 Febbraio, in cui si doveva deliberare sulla questione dell’ acqua pubblica, il sindaco non abbia mai pronunciato queste 2 semplici, ma significative e potenti parole “acqua pubblica”.
Ovvero quanto di più importante ed essenziale per la vita dei cittadini.
Acqua pubblica, tema su cui i cittadini italiani si sono già espressi in modo preciso e inequivocabile. Tema su cui si espressero ben 27 milioni di cittadini italiani nel giugno del 2011, chiedendo che l’acqua, bene comune per eccellenza, non fosse privatizzabile, ovvero non potesse essere in nessun modo oggetto di valutazioni economiche fini a se stesse, chiedendo che l’acqua rimanesse completamente e definitivamente nella disponibilità dei cittadini, in termini di proprietà, gestione e distribuzione. Pubblico, non vuol dire privato neanche in quota, Signor Sindaco.

Ai cittadini non interessano i “percorsi paralleli” da lei evocati per arrivare, con gli altri 47 sindaci, alla pragmatica soluzione da voi deliberata, ma di arrivare all’unico intento che voi come rappresentanti dei cittadini, di tutti i cittadini, siete autorizzati dalla volontà popolare ad esprimere, l’acqua, la gestione e la distribuzione dell’acqua devono rimanere totalmente in mano pubblica.

Stupisce come lei reinterpreti con ampollose elucubrazioni ciò che il popolo italiano ha deliberato in piena consapevolezza e libertà con un referendum decisamente recente. Stupisce la sua scarsa considerazione del referendum come strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana e, secondo la dottrina prevalente, fonte primaria di diritto che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo, osiamo sperare che si voglia considerare che vincoli anche i sindaci al rispetto della volontà del popolo.
Gli interlocutori cambiano e anche i sindaci cambiano, signor Sindaco, come cambiano i programmi dei partiti, a proposito dei quali vorremmo rammentare che l’acqua pubblica è un tema tanto caro anche al PD, solo i cittadini restano insieme ai loro diritti che non sono trasferibili e, ripetiamo, non possono essere oggetto di valutazioni economiche o di interpretazioni politiche creative.

Più ancora della pragmaticità, come cittadini, chiediamo trasparenza e rispetto, perché, signor Sindaco, la volontà di un referendum viene sicuramente e inequivocabilmente tradita quando la direzione che voi 48 sindaci avete preso non è quella indicata dalla volontà popolare referendaria.

Quale significato, quale contenuto, ha la rappresentatività degli eletti che lei difende se non si fa portatrice della volontà degli elettori?  
Lei, signor sindaco dice che in materia non abbiamo punti di riferimento, noi riteniamo che il punto di riferimento saldo, indiscutibile e irrinunciabile sia la volontà che proprietà, gestione, distribuzione dell’acqua pubblica restino in mano pubblica, da qui e solo da qui si può e si deve partire facendo tutte le valutazioni politiche che vuole e con tutto il pragmatismo che le aggrada, proprio perché un esito di un referendum è l’esito di un referendum.

Si, signor sindaco domenica in Svizzera hanno votato per un referendum il cui esito non è stato molto gradito al di fuori dei confini della Svizzera, un referendum che ha rimesso in discussione trattati internazionali, che ha rimesso in discussione il ruolo della Svizzera all’interno del continente Europa e dell’Unione Europea, ma quel referendum ha espresso la volontà della maggioranza dei cittadini svizzeri, che la cosa piaccia a lei o a noi poco importa, il dato importante è che il governo Svizzero ha subito iniziato consultazioni perché quella volontà sia concretizzata in nuove leggi e nuovi trattati, quel governo, eletto quindi rappresentante qualificato di una intera cittadinanza non meno di voi 48 sindaci, non ha ritenuto per un attimo di discostarsi dalla volontà popolare espressa, sebbene di non facile o comoda applicazione.  

Lei, Signor Sindaco, ha parlato di bene e di esito migliore che non sarebbe adeguatamente espresso dall’esito del referendum svizzero, a queste parole due domande sorgono spontanee? Non sono forse i cittadini svizzeri dotati di capacità giuridica e di leggitimazione ad esprimere la propria scelta per quello che ritengono il proprio interesse? No? Allora chi sarebbe in grado di decidere per loro? Un governo “badante” per cittadini incapaci di conoscere ed esprimere il proprio interesse? Una siffatta forma di governo si potrebbe ancora chiamare democrazia?
Per quanto ci riguarda facciamo volentieri a meno di un sindaco badante.

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