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Storia intima di un corpo, grande successo per Pennac al Municipale foto

Dai dodici agli ottantasette anni un uomo tiene il diario del suo corpo. O, più esattamente, il diario delle sorprese che il suo corpo, nell’arco di una vita intera, fa alla sua mente. Atteso appuntamento internazionale al Teatro Municipale di Piacenza, per il quale si prevede il tutto esaurito. 

Memoria personale e collettiva, raccontata attraverso quella che viene definita “Storia di un corpo”. Un diario preciso e puntuale dello sbocciare di un ragazzo, che vediamo poi farsi uomo, marito e padre affettuoso e poi anziano pieno di acciacchi. La premessa sarebbe quella di raccontare di sè in maniera oggettiva, ma in realtà nulla più della fisicità parla dei desideri, delle delusioni e dei dolori che accompagnano la nostra vita.

Perché quella che Daniel Pennac tratteggia nel suo “Journal d’un corps”, da lui stesso portato in scena ieri sera al Municipale, è una storia condivisa. Chi non ha provato l’ebbrezza della nascita di un nuovo amore, lo strazio infinito della perdita dei propri cari e il senso di smarrimento che si prova quando si è colpiti da una malattia? Come ha spiegato lo stesso Pennac al termine dello spettacolo, rispondendo alle domande dello scrittore Gabriele Dadati con l’aiuto nella traduzione della professoressa Lorelle Carini, lo spunto per la scrittura di questo libro, divenuto poi spettacolo teatrale, è arrivato dalla riflessione sull’ambivalenza dell’atteggiamento contemporaneo nei confronti della corporeità. Da un lato è molto esibita: nei film, nella pubblicità e anche nella ricerca scientifica. Dall’altro, in una dimensione più privata, si è ancora molto pudichi riguardo a se stessi. Una contraddizione che viene superata sul palco, dove la lettura cessa di essere un esercizio intimo per diventare collettivo e corale. 

Una nuova scommessa vinta, quella del Teatro Gioco Vita, che da qualche anno ha deciso di puntare su proposte di caratura internazionale. Dopo “Love is my sin” di Peter Brook, “Anna Karenina” nell’adattamento di Nekrosius, solo per citarne alcuni, lo spettacolo di Pennac  ha portato ancora una volta gli esigenti spettatori piacentini oltre i confini di una proposta teatrale di massa. 
 

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