Tarquini (M5S) “Da Bricchi (Pd) attacco fuori luogo”

Prosegue lo scontro tra i rappresentanti del M5S e il consigliere Pd Michele Bricchi, dopo l’animata seduta del consiglio comunale del 3 febbraio scorso. Uno scontro continuato poi sui giornali, con il nuovo intervento di Barbara Tarquini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. 

Prosegue lo scontro tra i rappresentanti del M5S e il consigliere Pd Michele Bricchi, dopo l’animata seduta del consiglio comunale del 3 febbraio scorso. Uno scontro continuato poi sui giornali, con il nuovo intervento di Barbara Tarquini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. 

Mi sarebbe piaciuto che la fine della diatriba innescata dal consigliere PD Bricchi fosse stata coronata dalla prima lettera di Barbara Corso (esponente PD, non una grillina!) pubblicata da Libertà, invece abbiamo dovuto proseguire nella lettura di battibecchi che sono scesi al livello più basso con la replica del consigliere che, con scuse forzate e certo poco sentite nei confronti di Mirta Quagliaroli del M5S, ha ribadito rincarando la dose con attacchi personali, professionali e politici, allargando il tiro su chi, unica del PD, è giustamente trasalita sentendo le dichiarazioni del sedicente uomo di sinistra.

 
A chi pensa che io stia scrivendo per difendermi dalle accuse ricevute in merito alla mia vita privata o professionale, dico subito di proseguire nella lettura, senza il timore di sorbirsi le 
solite autoincensanti dichiarazioni da politica, perchè non intendo approfittare dei giornali locali per questioni strettamente personali. Solo un inciso (per prevenire possibili critiche da 
parte dei nostri simpatizzanti che – al contrario degli elettori PD – non sono abituati ad ingoiare tutti quei rospi): consiglio la visione dello streaming comunale di cui vi riporto il link (http://
www.comune.piacenza.it/comune/amministratori/consiglio/lavori) sia per l’intervento e le accuse fattemi dal consigliere sia per le risposte mie e della collega Quagliaroli, così che ognuno possa farsi un’opinione in modo autonomo su quanto accaduto nella sede istituzionale.
 
Chiunque abbia assistito al Consiglio Comunale del 3 febbraio ha compreso, (dal perfetto italiano del compagno Bricchi), che il reddito della nostra capogruppo non le permetteva di porre domande circa una cooperativa che gestisce molti dei servizi comunali producendo altrettanto reddito sul territorio, cooperativa al cui confronto la Quagliaroli non poteva certo competere. La spiegazione del consigliere PD si è spinta ben oltre nel suo ultimo intervento, affermando che una realtà cittadina che produce lavoro non può certo essere messa in discussione se crea ricchezza sul territorio, considerando poi senza senso il parallelismo sul conflitto di interesse di Berlusconi: dipende, scrive il consigliere, quanta e come questa ricchezza viene prodotta e redistribuita. Beh, se c’è qualcuno in questo paese che ha prodotto e redistribuito la ricchezza è proprio Berlusconi: ecco perchè molte persone lo amano, senza porsi particolari domande.

Noi non amiamo il PD, non amiamo Berlusconi e non amiamo nessuno in base al criterio di reddito, quindi facciamo domande proprio sul quanto e sul come viene prodotta tale ricchezza. Questa non è macchina del fango, questa è la funzione di controllo insita nel mandato di ogni persona eletta per gestire la cosa pubblica e francamente le illazioni fatte in Consiglio Comunale circa la mia immorale condotta nel firmare un’interrogazione è sembrata, ai più, avere i toni di un’intimidazione e non di una difesa della cooperativa in questione.

 
Piuttosto mi domando se e come il Partito Democratico (dai vertici alla base), in quanto democratico, possa permettersi e voglia permettere di tollerare simili dichiarazioni da parte di uno dei suoi maggiori esponenti provinciali. Infatti il consigliere Bricchi detiene la delega all’economia e al lavoro, tematiche assai delicate che di questi tempi non conviene considerare come pregiudicanti il diritto di parola.
 
Il PD crede davvero che si possa trattare di un qui pro quo? Se si fosse trattato di una reazione impulsiva, si potrebbe anche giustificare l’impeto del consigliere, ma il discorso fatto nella seduta del 3 febbraio era più che meditato, più che composto, solo completamente fuori luogo da parte chi dovrebbe tutelare i diritti dei lavoratori e di chi percepisce redditi poco elevati.
 
Cosa ne pensano gli elettori del PD piacentino? In Consiglio Comunale nessuno della maggioranza si è dissociato dalle parole del consigliere, per mancanza di coraggio o convenienza non ci è dato sapere, forse per eccesso di senso di responsabilità, quel sentimento che ha animato fortemente il PD anche nelle larghe intese. E’ grazie a persone come lui che mi si riconosce il diritto di sedere in Consiglio Comunale – specifica il consigliere i cui toni infondono un gran senso di protezione…che ne sia certo: se fosse invece dipeso da me, uno come lui nella sinistra non ci sarebbe mai finito! 
 
Barbara Tarquini

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