Tasse locali, l’Irpef nel 2013 aumentata in 11 comuni piacentini

A differenza dell’Imu, che ha visto l’abolizione dell’imposta sulla prima casa, per l’Irpef nel 2013 non ci sono state novità a livello legislativo perciò le uniche modifiche rilevabili risiedono nelle singole delibere comunali

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Da Agazzano a Ziano Piacentino, nel corso del Convegno promosso dalla Cisl sabato 22 febbraio alla Cattolica è stato illustrato l’andamento delle tariffe e delle tasse locali nei comuni della Provincia di Piacenza, grazie al rapporto a cura dell’osservatorio Cisl con la collaborazione del Lel (Laboratorio di economica locale) dell’Università Cattolica.

A differenza dell’Imu, che ha visto l’abolizione dell’imposta sulla prima casa, per l’Irpef nel 2013 non ci sono state novità a livello legislativo, perciò le uniche modifiche rilevabili risiedono nelle singole delibere comunali.
Il rapporto evidenzia alcuni fatti di rilievo all’interno della provincia. Sono undici i comuni che hanno introdotto variazioni al rialzo dell’Irpef nel 2013: hanno incrementato l’aliquota unica Castelvetro, Farini, Rottofreno, Alseno, Piozzano (applicano l’aliquota massima di 0,80 per mille), Bettola, Calendasco, Gazzola e Castelsangiovanni, mentre Lugagnano e Pecorara hanno introdotto scaglioni oltre all’aumento.

Come si ricava dalla tabella a fondo pagina tratta dal rapporto, i comuni dove l’impatto dell’Irpef nel 2013 è aumentato di più sul reddito medio sono Castelvetro (con più 169,35 % di variazione) e Lugagnano (con un più 117,42 % di variazione, nonostante l’introduzione di scaglioni). Nel 2013 nei 48 comuni piacentini (sempre prendendo in considerazione il reddito medio) il conto dell’Irpef ha fatto segnare un segno meno solo in 9 casi (a Piacenza la diminuzione è stata del 3,91 %).    

Ecco alcune osservazioni: 

a) I comuni che adottano una tariffazione a scaglioni del tutto simile a quella applicata a livello nazionale sono aumentati dai 2 del 2012 ai 5 del 2013, grazie all’aggiunta di Lugagnano Val d’Arda, Pecorara e Piacenza ai già presenti Borgonovo Val Tidone e Vernasca. Il pregio di questa metodologia di calcolo dell’imposta consiste in una maggiore equità specie se le aliquote sono differenziate in misura significativa tra una scaglione e il successivo, altrimenti l’effetto risultante è comunque un proporzionale puro;

b) Aumentano i comuni (da 18 a 22) che introducono soglie di esenzioni diverse dall’imposta nazionale (differenziata per tipologia di reddito) e valide per tutti i tipi di reddito; bisogna comunque ricordare che una soglia di 7.500 € per i lavoratori dipendenti produce gli stessi effetti dell’esenzione di legge. Infine è opportuno tenere presente che non si tratta di deduzioni d’imposta, ma di soglie oltre la quali l’imposta è calcolata sull’intero reddito;

c) Il comune di Piacenza ha introdotto un’ulteriore soglia di esenzione fissata a 15mila euro di reddito ISEE per i nuclei familiari composti da almeno 5 persone;

d) Si registrano numerosi casi di aumenti delle aliquote applicate nei diversi comuni, a volte significativi. La maggioranza ha lasciato le aliquote inalterate, ma, come per l’Imu, in alcuni contesti si era già applicato il massimale, ossia 0,80%, negli anni passati. Ad oggi sono 9 i comuni che adottano l’aliquota massima e ben 17 sopra 0,70%;

e) I comuni di Besenzone, Ottone, Podenzano, San Pietro in Cerro, Sarmato e Zerba usufruiscono di aliquote agevolate inferiori al minimo di 0,40 %, mentre in Caminata, Caorso e Villanova d’Arda permane la non imposizione dell’addizionale comunale.

SCARICA IL RAPPORTO COMPLETO SULLA TASSAZIONE NEI COMUNI PIACENTINI

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