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Vertenza Seta, Pollastri: “La Regione intervenga a ripianare il debito”

La Società nei giorni scorsi ha minacciato tagli a personale e servizi qualora non arrivino dal territorio piacentino 580 mila euro, corrispondenti alla quota del debito d’esercizio 2013 a carico della Provincia (400 mila euro) e del Comune di Piacenza (180 mila euro)

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 Andrea Pollastri (FI – PdL) ha portato in Regione il caso dei dipendenti SETA di Piacenza le cui rappresentanze sindacali incontreranno, oggi, in Prefettura i vertici aziendali, nel tentativo di scongiurare lo sciopero che scatterebbe qualora fosse confermato l’annuncio di tagli a personale e servizi.

 
La Società, infatti, nei giorni scorsi ha minacciato questa iniziativa forte qualora non arrivino dal territorio piacentino 580 mila euro, corrispondenti alla quota del debito d’esercizio 2013 a carico della Provincia (400 mila euro) e del Comune di Piacenza (180 mila euro). A questa cifra dovrà aggiungersi, nei prossimi mesi, quella relativa al 2014 che, con ogni probabilità, supererà il milione di euro.
 
“I tagli minacciati dall’Azienda – afferma il Consigliere Regionale – sono inaccettabili: gli unici a farne le spese sarebbero i dipendenti e gli utenti, specie delle zone più disagiate, già provati dal continuo peggioramento del servizio.” L’azzurro ricorda l’impegno della Provincia nel 2013: “A seguito della vendita delle quote azionarie sono stati già dati a SETA 425 mila euro per il pagamento del debito, 90 mila euro per il miglioramento tecnologico delle paline e delle fermate dei bus e 170 mila euro per evitare l’aumento degli abbonamenti per gli studenti dovuto all’ennesimo rincaro. Ora chiedono altri 400 mila euro: chiedo di conoscere quale sia la quota totale del debito a carico degli Enti piacentini per il 2013 e quanto abbia già dato il Comune di Piacenza.”
 
“È opportuno ricordare – prosegue – che, differentemente da quanto avviene a Reggio Emilia e Modena, perché la loro quota la paga, da sempre, la Provincia: c’è il rischio che in futuro tocchi anche a loro di contribuire, ipotesi, per altro, già esclusa dai Sindaci in una riunione svoltasi alcuni mesi. A chi spetterà allora pagare la quota 2014, precedentemente in capo alla Provincia di Piacenza, dopo la fuoriuscita di quest’ultima dalla Società? Mi auguro non siano né i Comuni, né gli utenti.”
 
“Negli ultimi anni – dice ancora – si è andati assistito a crescenti continui problemi: riduzione delle corse, specie nelle zone periferiche e montane, aumento dei ticket viaggio, sovraffollamento, ecc. Malgrado questa situazione il debito ha continuato a crescere, anche a dispetto di coloro che affermavano che la creazione di una Società di area vasta avrebbe permesso di ridurre i costi ed ottimizzare le risorse: è ora che la Regione riconosca che il progetto di accorpamento è stato fallimentare e che ne tragga le conseguenze, intervenendo direttamente per verificare l’andamento della Società e ripianarne il buco.”
 
“Qual è l’andamento del passivo di SETA dalla fondazione sino all’ultimo Bilancio consuntivo? – conclude l’azzurro – E quello stimato per il 2014? È pensabile recuperarlo attraverso risparmi e razionalizzazioni senza gravare sull’utenza, sul personale e sui Comuni? Quali sono i tempi previsti per il raggiungimento del pareggio?”

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