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Botti (Pdl-Ncd): “Democrazia e partecipazione incerte nell’era di twitter”

"Che senso ha - scrive - fare delle interrogazioni all’amministrazione comunale se tanto non ti risponde nessuno? E non è la prima volta. Ho tra le mani un’interrogazione a risposta scritta protocollata il 15 novembre 2013, che è scaduta il 15 dicembre dello stesso anno, passato"

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Pubblichiamo un intervento a firma di Giovanni Botti, Consigliere Comunale “PdL – Nuovo Centrodestra”

Che senso ha la democrazia, con le sue borboniche burocrazie, nell’era di Twitter? Che senso ha la partecipazione, fatta di tanti tavoli che sembra d’essere all’Ikea, nel mondo della condivisione sui social network? Mi pongo queste domande perché avendo perso le puntate precedenti del festival del diritto, non sono informato sugli ultimi aggiornamenti scientifici riguardanti tali materie: però mi basta fare il consigliere comunale per accorgermi drammaticamente che le due cose al momento vacillano.
Per esempio, mi chiedo: che senso ha fare delle interrogazioni all’amministrazione comunale se tanto non ti risponde nessuno? E non è la prima volta. Ho tra le mani un’interrogazione a risposta scritta protocollata il 15 novembre 2013, che è scaduta il 15 dicembre dello stesso anno, passato.

Confidando che almeno il Regolamento del Consiglio tuteli l’azione di controllo, democratica e partecipata, dei consiglieri, veniamo incredibilmente disattesi, cito: “se i presentatori di una interrogazione richiedono una risposta scritta, questa è inviata dal Sindaco o da un assessore da lui delegato, entro TRENTA giorni decorrenti dall’invio da parte del Presidente – attenzione qui viene il bello! – Qualora entro il termine di SESSANTA giorni non venga data risposta all’interrogazione, il Presidente del Consiglio la iscrive all’ordine del giorno in una seduta dedicata alla trattazione di interrogazioni, interpellanze, ecc…”. Capite? E’ un pò come il “cambiare verso” di Renziana invenzione: pensavi 30, invece no, il termine è 60. Il mio problema è che non è neanche 60, ormai sono passati più di 100 giorni!

Altro esempio: da due mesi la Commissione 3 “Servizi sociali” ha un Presidente in vacanza (nel senso che deve esserne nominato uno nuovo). Anche qui abbiamo una richiesta di convocazione fatta da alcuni consiglieri depositata a novembre 2013 che chiaramente è ormai decaduta.

Ci sarebbe poi da convocare la sottocommissione 2-3 per lo studio dei documenti inviatici da alcune associazioni di persone con disabilità, per programmare azioni migliorative per l’accesso alla città; ma niente, neanche questa trova il suo adempimento.

Non parliamo poi delle mozioni, unico strumento propositivo a disposizione delle minoranze, i cui provvedimenti di impegno, purtroppo, non hanno termini vincolanti.
Da Piacenza a Palazzo Chigi angolo via del Nazareno il pensiero vola fugace, ma si ritrae subito per non farsi troppo del male. Che fare allora? Lamentarsi del sistema e protestare, rimane un’ipotesi poco costruttiva.

Persistere e continuare a lavorare per costruire un nuovo modo di gestire la res publica, sempre più partecipato e a servizio del popolo, è una sfida difficile ma molto più affascinante. Però d’ora in avanti proverò a “cambiare verso” anch’io: al posto di scrivere mozioni e interrogazioni, cinguetterò qualche tweet o posterò qualche tag sulle bacheche del Sindaco e degli assessori, in attesa di un “mi piace”, sperando almeno che questa sia #lavoltabuona.

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