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Comitato acqua pubblica: “Raccogliere l’appello dei 23 amministratori piacentini”

"È la dimostrazione - scrivono - che almeno una parte dei rappresentanti eletti dai cittadini hanno il coraggio di essere coerenti con il voto espresso nel Referendum del 2011 da 27 milioni di elettori italiani e da 106.000 elettori piacentini"

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Intervento dei Comitati Acqua Bene Comune di Piacenza e della Val d’Arda che chiedono di raccogliere l’appello lanciato da 23 amministratori locali piacentini per uno studio di fattibilità per una società pubblica a cui affidare la gestione del servizio idrico e dei rifiuti

Con piacere abbiamo appreso della lettera che il tavolo di confronto degli amministratori locali per l’acqua pubblica della provincia di Piacenza ha inviato al Consiglio Locale e al Consiglio d’Ambito di ATERSIR, e ne appoggiamo con forza il contenuto: affidare ad uno studio di consulenza indipendente e già esperto nel merito, anche un analitico progetto di fattibilità sull’affidamento diretto della gestione del servizio idrico e dei rifiuti ad una società completamente pubblica.

Questo per giungere nei Consigli Comunali con la possibilità di scegliere tra due alternative reali, o per prospettare ai candidati sindaci alle prossime amministrative una reale possibilità di scelta tra l’affidamento ad una società mista tramite gara o l’affidamento diretto ad una società pubblica. È la dimostrazione che almeno una parte dei rappresentanti eletti dai cittadini (23 tra sindaci e consiglieri) hanno il coraggio di essere coerenti con il voto espresso nel Referendum del 2011 da 27 milioni di elettori italiani e da 106.000 elettori piacentini, la maggioranza assoluta dell’elettorato.

Ma soprattutto che una parte dei rappresentanti eletti, informandosi, ragionando con la propria testa e ascoltando i propri elettori, ritengono che l’affidamento diretto, anche alla luce delle recenti modifiche normative, sia una strada potenzialmente percorribile, che assicura un effettivo controllo pubblico sulla gestione dei servizi e garantisce l’assenza di profitto e di speculazioni su un bene comune quale l’acqua, nel pieno rispetto dell’esito referendario.

Così come ci trova d’accordo la richiesta di abolire l’articolo che nel Protocollo d’Intesa votato dalla maggioranza dei Consigli Comunali prevede una clausola di riservatezza circa le conoscenze acquisite nel corso della formulazione del progetto di fattibilità: ma di quali informazioni dunque non possono venire a conoscenza i cittadini utenti dei servizi? Che cosa si vuole nascondere?

Ci auguriamo che il Consiglio Locale e il Consiglio d’Ambito di ATERSIR diano tempestivamente seguito alla richiesta dei 23 amministratori piacentini e che si possa pertanto giungere ad una decisione ragionata, rispettosa del referendum e responsabile tra le due alternative in campo.

Con l’occasione invitiamo tutti i cittadini e gli amministratori del territorio provinciale ad un incontro di approfondimento che abbiamo organizzato per martedì 18 marzo alle ore 21 presso la circoscrizione 4, in cui parleremo della gestione di acqua e rifiuti con Andrea Di Stefano, giornalista e direttore della rivista di finanza etica ed economia sociale “Valori”, promossa da Banca Etica.

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