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Ex ministro Giovannini: “Garanzia giovani speranza per under 25” foto

Intervenuto in Cattolica alla X Lezione Arcelli: "Dopo la formazione troppo spesso la forza giovanile non riesce ad attivarsi sul mercato del lavoro"

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E’ troppo presto per giudicare l’operato del Governo Renzi. Ne è certo Enrico Giovannini, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta, Ordinario di Statistica Economica dell’ Università di Tor Vergata che è intervenuto stamane, all’Università Cattolica, alla X Lezione Arcelli sul tema “Condizione giovanile e benessere della società: quali prospettive per l’Italia?”.

“Abbiamo ancora solo dei titoli – ha detto riferendosi al “Jobs act” del Governo Renzi -, vedremo le proposte all’uscita del pacchetto complessivo, prevista per mercoledì prossimo. Sarà quello il momento per ognuno di fare le proprie valutazioni”.

Poi, con i giornalisti, prima dell’avvio dell’incontro con gli studenti: “Ci sono tantissimi giovani che sono scoraggiati, non cercano lavoro e non sono neanche contati tra i disoccupati. Il progetto che sta partendo in Italia per la garanzia giovani (leggi qui per un approfondimento sulla Youth Guarantee)  serve proprio a riattivare la forza giovanile: dopo la formazione, infatti, troppo spesso non riesce ad attivarsi sul mercato del lavoro. E’ un impegno molto forte, un impegno che tutti i Paesi Europei devono realizzare perché la perdita di capitale umano provoca una perdita per il Paese, su lungo, termine”.

Il progetto mette sul piatto 1 miliardo e 500mila euro spalmabili su due anni, il 2014 ed il 2015, destinati agli under 25. “Possono essere finanziati sia dei progetti orientati a trovare un lavoro, per esempio un contratto di apprendistato, che quelli imprenditoriali – ha spiegato Giovannini -. Come Governo, avevano anche previsto anche oltre 800mila euro per le assunzioni giovanili: 300mila sono state fatte in questo modo”.

L’esperienza al Ministero del lavoro è stata estremamente positiva per Giovannini: “E’ stata straordinaria – ha spiegato l’ex ministro che l’ha sintetizzata sul suo sito web – Mi dispiace solo non essere riuscito a portare avanti, sino in fondo, la lotta contro la povertà. Abbiamo disegnato un nuovo strumento, che ci allinea agli altri Pese europei, il sostegno all’inclusione attiva. Abbiamo investito, nel 2014, 800 milioni per la povertà; parliamo di una quantità di denaro mai stanziata per questo ambito.

Avrei preferito avere, da parte del Parlamento, un sostegno più forte a strumento che sarà a regime dal 2015. Spero che il nuovo governo realizzi questo obiettivo perché abbiamo 5milioni di persone in stato di povertà assoluta e proprio la mancanza di questo strumento, nel passato, sta determinando una situazione di insostenibilità per troppe persone”.

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