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Frana di Vernasca, Provincia al lavoro: strada ancora chiusa 

La Provincia di Piacenza è al lavoro da lunedì mattina, con le imprese incaricate, per rimuovere dalla strada provinciale 12 di Genova nel territorio comunale di Vernasca

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FRANA DI VERNASCA, PROVINCIA AL LAVORO SULLA STRADA PROVINCIALE

Collegamento chiuso fino al primo pomeriggio di domani (martedì ndr) in attesa dell’evolversi della situazione meteorologica. Il dirigente della Provincia: “I proprietari dei terreni, come previsto dal Codice della strada, hanno l’obbligo di mantenere i terreni in condizioni tali da impedire cedimenti”

La Provincia di Piacenza è al lavoro da lunedì mattina, con le imprese incaricate, per rimuovere dalla strada provinciale 12 di Genova nel territorio comunale di Vernasca il materiale che si è riversato sulla carreggiata a seguito dello smottamento di sabato notte. Il tratto di Provinciale interessato da fango e detriti – provenienti da un’area di proprietà privata che si affaccia sulla strada – rimarrà chiuso a tutela della sicurezza degli utenti fino al primo pomeriggio di domani, quando verrà fatta una nuova valutazione, soprattutto in relazione alle condizioni meteorologiche.

Si ricorda che è possibile utilizzare in alternativa la strada provinciale 4 di Bardi. L’intenzione della Provincia – competente, lo si ricorda, per il mantenimento in condizioni di integrità e sicurezza della piattaforma stradale e delle eventuali opere di sostegno e protezione realizzate dall’ente stesso – è comunque quella di riaprire il transito, condizioni meteorologiche permettendo, nella giornata di domani.

“Il personale della Provincia – ha chiarito il dirigente del Servizio Edilizia, progettazione Infrastrutture e grandi opere della Provincia di Piacenza Stefano Pozzoli – sta provvedendo, come di consueto, al ripristino delle condizioni di transitabilità sulla strada. La priorità rimane quella di mantenere sotto controllo la rete viaria provinciale (che si estende per 1112 chilometri di cui circa due terzi in aree collinari e montane) con una particolare attenzione alle aree maggiormente instabili”.

“Occorre ricordare – ha continuato Pozzoli – al fine di evitare equivoci e di veicolare informazioni scorrette che l’articolo 31 del nuovo Codice della strada (decreto legislativo del 30 aprile 1992 numero 285) stabilisce che i proprietari dei terreni situati a monte e a valle delle strade pubbliche devono mantenere i loro terreni ’in stato tale da impedire franamenti e cedimenti del corpo stradale, comprese le opere di sostegno, lo scoscendimento del terreno, l’ingombro delle pertinenze e della sede stradale, in modo da prevenire la caduta di massi o di altro materiale sulla strada’. I proprietari “devono altresì realizzare, dove occorrono, le necessarie opere di mantenimento ed evitare di eseguire interventi che possano causare i citati eventi’. Questa disposizione riproduce perfettamente quanto contenuto nel Codice della strada del 1959 che, a sua volta, ricalcava quanto stabilito dal primo Codice della strada risalente al 1933. La norma è dunque radicata e in vigore da moltissimi anni”.

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