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Gotti Tedeschi “Crisi economica ma anche morale con la globalizzazione”

"Le origini e le conseguenze di carattere morale della crisi economica", questo il titolo dell’incontro promosso dal circolo Anspi Domus di Piacenza, che ha visto come protagonista l’economista Ettore Gotti Tedeschi. 

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“Le origini e le conseguenze di carattere morale della crisi economica”, questo il titolo dell’incontro promosso dal circolo Anspi Domus di Piacenza, che ha visto come protagonista l’economista Ettore Gotti Tedeschi. 
“Quali sono le conseguenze morali della crisi? – ha esordito Gotti Tedeschi – la fonte più autorevole che spiega le origine del male è Caritas in veritate di Benedetto XVI. Quando si nega la dignità dell’uomo nelle leggi naturali, il mondo va a rotoli, quando si considera l’uomo un animale intelligente da nutrire solo materialmente non si fa sviluppo economico ma bensì inviluppo.”
 
“Se la cultura nichilista della nostra società prevale – prosegue -, l’uomo non sarà mail libero, cultura nichilista significa non avere nulla di assoluto e quindi si perde nelle cultura dominante.”
 
“Ancora oggi è problematico affrontare il tema della dignità della vita umana con la società moderna, se lo sviluppo dell’uomo è solo materiale senza un minimo di spiritualità, l’uomo va in crisi”. 
 
“Se noi diamo all’uomo un’alimento materiale diventa stupido, se gli diamo solo alimenti intellettuali diventa un filosofo, se gli diamo solo fede diventa semplice sentimento – sottolinea l’economista -. Occorre perciò saper vivere nel mondo da persone conscie, non come animali intelligenti che si cibano solo di elementi materiali.”
 
“L’uomo non è stato creato affinchè lavorasse per il proprio sviluppo economico ma è stato concepito perchè pensasse prima di lavorare affinchè santifichi il lavoro che esso stesso svolge”. 
 
“Dagli anni 70 le teorie di Malthus dicevano che il mondo sarebbe andato a scatafascio se il mondo avesse continuato con quel ritmo di nascite, e infatti i paesi occidentali non si sono più sviluppati a differenza dei paesi in via di sviluppo che hanno continuato a procreare ed ora sono proprio quei paesi a comprare il debito pubblico dei paesi occidentali”. 
 
“Per capire le conseguenze meramente economiche della crisi, dobbiamo andare indietro di 40 anni, la regressione delle nascite dei paesi sviluppati non ha fatto altro che far diminuire il prodotto interno lordo e quindi gli Stati per aumentare le entrate fiscali hanno dovuto far aumentare i consumi dei singoli cittadini per compensare  il deficit di bilancio.”
 
“Gli Stati occidentali per stimolare una politica economica puramente consumistica hanno favorito la delocalizzazione delle produzioni, quindi deindustializzando i propri paesi a favore di quelli emergenti dove il mercato del lavoro è per così dire “sommerso. Quindi aumentare i consumi delle famiglie in queste condizioni è una politica totalmente stupida perchè favorisce le importazioni e salta completamente il mercato esterno.”
  
“Nei 10 anni prima della crisi il PIL degli USA è cresciuto del 32% di cui ben il 90 era stato finanziato con il debito privato generato anche dai mutui sub-prime dati alle famiglie senza nessun tipo di garanzia.”
 
“Tornando al mio ragionamento cardine secondo me la ragione madre che sta dietro a tutto è la flessione continua delle nascite che non ha creato le basi per una solida economia reale e di conseguenza ha fatto si che la finanza creativa basata sul debito privato e sul mercato dei titoli derivati.”
 
“Inoltre questa politica è la diretta conseguenza dell’aumento costante negli ultimi 40 anni della tassazione per garantire la sostenibilità sociale della crescete aspettativa di vita quindi pensioni e sanità pubblica.”
 
“Fra le cause c’è anche sicuramente la globalizzazione sfrenata e di chiaro stampo consumistico, pensate ad un operaio della Fiat che guida una Toyota e magari investe i suoi risparmi in azioni della Volkswagen, questo non favorisce di certo il mercato interno a favore di una globalizzazione insensata”. 
 
“La crisi ha negato all’uomo la sua dignità – conclude – il consumismo ha creato l’uomo un animale intelligente che doveva consumare godendosi la vita al massimo senza pensare alle famiglie”. 

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