Infanzia, Dosi: “Gestione convenzionata per conciliare qualità e controllo dei costi”

La commissione consiliare servizi sociali convocata per fare il punto della situazione rispetto ai servizi per l’infanzia

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E’ toccato alla consigliera Lucia Rocchi (Moderati) iniziare la discussione in commissione servizi sociali – in municipio a Piacenza – convocata per fare punto della situazione rispetto ai servizi per l’infanzia. ’Perché si vuole incentivare la presenza del privato sociale negli asili nido di Piacenza, fino a farne restare solo 2 a gestione pubblica? Per motivi di carattere finanziario, pedagogico? E soprattutto, cosa accadrà al personale attualmente in forza alle strutture pubbliche?’.

Domande alle quali risponde il sindaco Paolo Dosi, visto che l’assessore competente, Stefano Cugini, e’ impegnato con la protesta dei profughi.

’Questi servizi sono pubblici – dice Dosi – perché il controllo e’ del pubblico. Una gestione convenzionata e’ molto utile, se non necessaria, se serve a raggiungere due obiettivi: garantire una qualità dei servizi inalterata in un quadro economico non facile, e questa e’ una riflessione che non facciamo solo da oggi. Il pubblico non potrà continuare a gestire in forma diretta servizi sensibili come questo. Sono difficoltà che si sono già manifestate nel 2012, e che adesso ritornano ancora.

La gestione convenzionata pone dei limiti dal punto di vista occupazionale, noi dobbiamo quindi scegliere una via di estremo equilibrio, che sappia garantire i massimi benefici per gli utenti e i massimi diritti per i lavoratori. Il punto di equilibrio appartiene all’ambito delle decisioni politiche. Il privato sociale consente di offrire prestazioni di alto livello, pari a quello della gestione pubblica, con un contenimento dei costi. Questo e’ un indirizzo non nuovo, già presente nelle amministrazioni precedenti.

L’obiettivo da raggiungere e’ comunque inferiore al 50 per cento (per quanto riguarda la gestione privato sociale). La forma pubblica viene garantita (controllo etc, oltre 50 per cento gestione diretta). Ripeto non è niente di nuovo rispetto ai nostri indirizzi programmatrici. Si apre adesso la discussione sul fronte sindacale, per quanto riguarda le educatrici precarie. Al momento e’ possibile stabilizzare 9 delle 14 educatrici precarie”.

Massimo Polledri (Lega) ’Mi ricordo le battaglie contro la privatizzazione del centro mensa, con in prima linea l’ex assessore Calciati. E poi, una volta eletto il centro sinistra, questo e’ stato il primo provvedimento che avete adottato. Adesso si vogliono privatizzare gli asili. La qualità della strutture e’ ottima, lo dico da neuropsichiatra infantile. Possibile che la si debba sacrificare per motivi economici’.

Stefano Borotti (Pd) spiega: ’Per me il fattore fondamentale e’ di riuscire a soddisfare, rispetto il punto di vista quantitativo, le richieste delle famiglie, per i risvolti di carattere educativo che la frequenza del nido ha. Tutte le famiglie devono poter avere accese al nido. Sul fronte della qualità, questo e’ un aspetto fondamentale, perché sappiamo essere molto sensibile. Cosa genera e alimenta la qualità?

Contrariamente a quello che si pensa, non e’ la competizione tra il pubblico e il privato sociale. Non c’è questa concorrenza: sono tutti sottoposti alle stesse regole e rispettano gli stessi standard. Fa molto di più la collaborazione, il lavoro insieme, lo scambio reciproco e il riconoscimento di una pari dignità’.

’Se ho capito bene il motivo di questa decisione – interviene ancora Rocchi – e’ solo di carattere economico. Vorrei però capire dove si risparmia: il personale costa meno o la retta costa di più? Il vitto costa meno? Apprezzo il discorso del collega Borotti, ma trovo ingiusto che personale già formato e esperto rischi di perdere il posto di lavoro. Il mio voto sarà contrario, quindi’.

Paolo Garetti (Lista Sveglia) e Barbara Tarquini (M5s) sollevano poi il problema del conflitto di interesse, in merito al cambio in giunta dell’assessore che ricopre questa delega. ’Nessuno vuole mettere il privato sociale contro il pubblico – dice Tarquini -, però non si può nascondere che eventuali modifiche (in peggio, ndr) contrattuali e retributive potrebbero avere conseguenze nel servizio reso’.

Puntualizza ancora il sindaco Dosi: “nel 2002 i dipendenti erano più di mille. Ora sono poco più di 700. Sono parametri che ci sono stati imposti. Allora la copertura per i nidi era del 20 per cento, adesso e’ del 34. Questo e’ l’ambito in cui dobbiamo muoverci’

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