Protocollo sicurezza, sindacati di polizia critici

Sta suscitando discussioni il protocollo di sicurezza "Mille occhi sulla città" sottoscritto nei giorni scorsi in Prefettura a Piacenza, che prevede una stretta collaborazione tra forze dell’ordine e istitituti di vigilanza privata

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Sta suscitando discussioni il protocollo di sicurezza “Mille occhi sulla città” sottoscritto nei giorni scorsi in Prefettura a Piacenza, che prevede una stretta collaborazione tra forze dell’ordine e istitituti di vigilanza privata. Questi ultimi saranno in campo con 40 pattuglie nell’osservazione del territorio al fine di segnalare alle Forze di Polizia ogni fatto o elemento che possa essere di interesse per prevenire eventuali reati o situazioni di disagio o difficoltà.

Critiche arrivano in particolare dai sindacati di polizia: “La Questura di Piacenza – sottolinea Ciro Passavanti, segretario provinciale del Sap – continua, attualmente, a soffrire di una carenza organica di circa 40 unità, e a malapena si riescono a coprire i servizi minimi previsti per legge. Quindi, supponiamo, che in questo contesto di “depauperamento”, probabilmente si è accentuata la volontà di sottoscrivere il “protocollo””.

“Il concorso alla prevenzione con la discesa in campo di 40 pattuglie aiuta sicuramente le forze dell’ordine già ridotte all’osso, ma proprio per dette carenze, gli stessi operatori di polizia non riuscirebbero a soddisfare tutte le eventuali chiamate dei “nuovi pattuglianti”. Infatti, gli operatori degli istituti di vigilanza, con tutto rispetto, non si possono sostituire in toto alle forze dell’ordine anche perché il loro status giuridico non lo prevede, per cui chiediamo ai nostri Amministratori: è questo il modello di sicurezza partecipata che si vuole perseguire?””.

“E se si cominciasse – prosegue – a pensare che è giunto il momento di riorganizzare il sistema? Questa crisi non è forse un’opportunità per razionalizzare? In un’ottica generale, continuiamo a ribadire che la via maestra da perseguire è quella di unificare le forze dell’ordine, e forse si potrebbero concretamente risparmiare denari e recuperare migliaia di donne e uomini per garantire al meglio la sicurezza. Con forza stiamo sostenendo che il vero ostacolo alla spesa pubblica sono sette forze di polizia”.

“Al cittadino che chiede più controllo del territorio – afferma Sandro Chiaravalloti, segretario provinciale Siap – lo Stato fa credere che ci siano divise in giro qualificate, mentre non lo sono affatto, facendo credere che una divisa possa risolvere il problema. È la sicurezza che serve, non la cosiddetta percezione che ha fallito da tempo. È un serio controllo del territorio che serve, non un controllo numerico”.

“Basta inseguire numeri – attacca – si diano mezzi, leggi, motivazioni e soprattutto coordinamento che prima o poi va fatto attraverso una sola sala operativa, 112-113. Tutti a voler “giocare” allo sceriffo, tutti esperti, tutti con consigli che sono come un predicare bene e razzolare male con contraddizioni davvero a volte ridicole”.

“Nei prossimi giorni – annuncia Chiaravalloti – chiederò un incontro al Prefetto, a cui, se vorrà ricevermi, racconterò le strategie fallimentari che hanno prodotto e producono danni tuttora. A piacenza il sistema del controllo del territorio, ed è la nostra battaglia sin dal 2003, va a nostro parere modificato per consentire agli operatori di polizia di lavorare in condizioni ottimali e fornire un servizio di qualità e non di spazi da occupare che creano competizioni fra forse di polizia inutili a tutti”.

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