Quaranta nuovi profughi a Piacenza. Cugini “Già sistemate 12 persone”

Quaranta nuovi profughi in arrivo a Piacenza in queste ore. Si tratta di una situazione straordinaria, dovuto all’afflusso di migranti che si sta riversando sulle nostre coste negli ultimi giorni. 

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Quaranta nuovi profughi in arrivo a Piacenza in queste ore. Si tratta di una situazione straordinaria, dovuto all’afflusso di migranti che si sta riversando sulle nostre coste negli ultimi giorni. 

“Abbiamo ricevuto la comunicazione solo in tarda mattinata – spiega l’assessore al Welfare, Stefano Cugini -. Sappiamo che queste persone, in prevalenza originarie del Centro Africa, stanno arrivando dal centro di accoglienza di Siracusa. Non siamo l’unico territorio chiamato a farsi carico del problema: tutte le province emiliane, esclusa Bologna, accoglieranno 40 profughi. Per loro stiamo cercando una sistemazione: è escluso che possano essere ospitati in strutture utilizzate in precedenza, come il Ferrhotel e l’ex circoscrizione 2. Al momento abbiamo già trovato dove far alloggiare 12 persone, 10 uomini e due donne. E per noi già questo numero potrebbe essere sufficiente. Piacenza ha già dato”. 

NUOVI PROFUGHI A PIACENZA, CAVALLI (LN): “ERRANI E DOSI DICANO NO”
“SERVE SEGNALE FORTE CONTRO CONTINUI ACCESSI, COSì IL SISTEMA NON REGGE. È UNA TELA DI PENELOPE”

“Piacenza e la Regione facciano scuola: dicano ‘no’ alla nuova ondata di profughi, un segnale per dire basta ai nuovi ingressi, il sistema è saturo”. Lo dice il consigliere regionale leghista Stefano Cavalli, nel giorno dell’annunciato arrivo a Piacenza di 40 profughi, dalle coste della Sicilia. “Ormai è chiaro: l’Italia è il ventre molle dell’Europa, è giudicata la terra del Bengodi, che accoglie tutti, a spese dei cittadini. L’ondata di nuovi accessi è come una ‘tela di Penelope’, senza fine, e sta provocando forti tensioni sociali”, avverte Cavalli. “Alfano si deve svegliare. Vada a lezione da Maroni, invece di fare la bella statuina di Renzi”. Quanto a Regione e Comune, “sarebbe il caso che Errani e Dosi dessero un segnale forte, dichiarando l’indisponibilità ad accogliere nuovi migranti. Il sistema è al collasso. I nostri giovani e padri di famiglia non hanno lavoro e il welfare è ridotto al minimo anche per gli italiani: non c’è spazio per nuovi arrivi”.

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