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Alberto di Masterchef conquista Cortemaggiore con Butòon de pajàas VD foto

Alberto Naponi, venerdì sera, è stato lo chef d’eccezione del 29016 pub di Cortemaggiore

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Butòon de pajàas ovvero salamella con cipolle caramellate su bottoni di polenta. Alberto Naponi, agli ospiti del 29016 pub di Cortemaggiore (Piacenza), stasera non poteva non proporre questo delizioso classico della cucina contadina cremonese. Il piatto, “semplice ma da interpretare con amore”,  stregò i severi giudici di “Masterchef” aprendo ad Alberto, latin lover 68enne di Cremona, le porte della terza edizione del celebre programma Sky.

“Ho legato con tutti e tre i giudici (Joe Bastianich, Bruno Barbieri e Carlo Cracco ndr) – ha spiegato Alberto -. Per me è stata un’esperienza bellissima, in particolare quando le prove erano all’esterno, in mezzo al cielo, al vento, a tanti odori e colori. La magia di “Masterchef” sta sicuramente nel fatto che è un grande spettacolo. Tutto è teatrale”.

Teatro. E’ una parola che subito ci fa pensare al celebre lancio del piatto di chef Bastianich. “Lo fa solo in occasioni particolari – sorride – è una persona stupenda”. Alberto ha poi ricordato i compagni prediletti: “Enrica (Enrica Della Martira, agente di commercio giunta in finale ndr) ha una filosofia particolare, piacevole… inoltre è davvero una bella donna – ha spiegato. “Beatrice (Beatrice De Tullio, studentessa di Pescara ndr) ha una grande cultura e capacità che la giovane età non le ha permesso di esprimere al meglio”.

“Ho assaggiato i piatti preparati dai bambini – ha spiegato a meno di 24 ore dall’incoronazione della piccola Emanuela Tabasso, vincitrice della prima edizione di Masterchef Junior -. Erano piatti molto interessanti: i piccoli concorrenti sono dei “mostri” di capacità (ricordo sfilettature di pesci impressionanti) con sensibilità spiccate e differenti. In loro ho visto grande purezza e questo è davvero molto bello”.

Alberto abita a Cremona e, proprio per la vicinanza tra la sua città e Piacenza, conosce bene la nostra cucina. “Mi piace tutto – ha spiegato -. Ci separa solamente il ponte sul Po ma la visione è totalmente diversa; pane, vino e dialetto sono differenti. Avete una cucina più limpida della nostra, quella cremonese ha “rubato” di più, è più contaminata, la vostra è più coerente”. “Piacenza se fosse una donna sarebbe discinta” aveva detto in un’intervista: “Per conquistarla cucinerei qualcosa con colori floreali, una zuppetta colorata, primaverile, caratterizzata dal verde tenue dei piselli. E, per secondo, picula ’d caval”.

A breve Naponi raccoglierà le sue riflessioni culinarie e i suoi ricordi in un libro. “Sarà il libro della mia vita – ha spiegato Alberto che ha alle spalle un passato avventuroso (“Ero ricco, restai con un gatto e 20 mila lire” raccontò sulle pagine de “Il Corriere della Sera”) – come colpi di vento scenderanno, ad accarezzarlo, ricette di piatti particolari”. Piatti tratti dalla tradizione, ripensati con uno stile unico. Quello di Alberto. 

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